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Curiosità | 10 ottobre 2021, 15:06

Da Mali a Bose: viaggio attraverso le mostre fotografiche nel "Piccolo festival della fotografia e della multivisione" (VIDEO)

Si concludono oggi (10 ottobre) le otto mostre fotografiche, allestite in quattro location differenti

Da Mali a Bose: viaggio attraverso le mostre fotografiche nel "Piccolo festival della fotografia e della multivisione" (VIDEO)

Nell’ambito del "Piccolo Festival della fotografia e della multivisione" a Bra dall’8 al 10 ottobre, sono allestite 8 mostre fotografiche in 4 location differenti.

Il percorso inizia dal Teatro Politeama, dove Roberto Tibaldi (vedi intervista video) propone "Mali, viaggio a Timbuctù" testimonianza del suo viaggio in queste terre e del suo incontro con la popolazione locale, per documentarne consuetudini, usanze, riti, e tutta l’affascinante dimensione magica che le pervade.



"Rifioriremo" nasce dalla sinergia tra la fotografa Eleonora Racca e la fiorista Francesca Maina di "Piccola Bottega Floreale" con l’obbiettivo di valorizzare storie di creatività e imprenditoria femminile. Ritratti di donne a cui è associato un fiore, accomunate dalla città di provenienza, Savigliano, e dall’aver avuto il coraggio di cambiare la propria vita o di iniziarne un nuovo capitolo partendo da zero, scegliendo di seguire il proprio sogno o la propria vocazione.

Tocca invece corde emotive particolarmente sentite e attuali Tino Gerbaldo con "Bra negli anni": una serie di fotografie scattate nella Città nel corso degli anni. Immagini di folla, momenti di gioia e spensieratezza, sorrisi condivisi tra gruppi di amici, posizionate accanto a quelle, riguardanti il lockdown del 2020, delle vie deserte e vuote, dominate dal silenzio. Un contrasto drammatico, che fa scaturire da un lato grande nostalgia per le situazioni che sembrano appartenere ad un tempo ormai irrepetibile, dall’altra forte amarezza per quelle legate alla stretta attualità.

Con "Incontrare" Manuela Galante prende di petto il tema centrale della manifestazione: durante Cheese, l’artista ha ascoltato le storie di uomini e donne provenienti da varie parti del mondo, dalla Nigeria alla Serbia, dalla Cina al Marocco per poi fotografarle e suggellare con un ritratto ogni singolo confronto. I loro volti trasmettono emozioni più disparate: divertimento come preoccupazione, apertura come ritrosia nei confronti dell’occhio della macchina fotografica.

Ci si sposta poi a Palazzo Mathis dove nel cortile è proposto "Young Point Of View": progetti realizzati dai ragazzi che hanno partecipato al corso di fotografia tenuto dall’associazione culturale ArteMidì all’interno dell’iniziativa "BRAin Ideas". Semplici ma preziose idee che dimostrano come la creatività non manchi ai nostri giovani concittadini. "Un Après-midi de Pluie" prende vita per esempio in un grigio pomeriggio di novembre, quando due giovani amiche, per combattere il tedio, decidono di sfogare la propria fantasia con il solo utilizzo di una macchina fotografica e una mela.

Al primo piano dell’edificio si trova invece "Ricordi di vita tra San Michele e Manhattan": Oberto Gili ci conduce in un giro del mondo attraverso i fiori, da quelli del giardino della sua casa braidese fino ad arrivare all’America, attraverso evocativi scatti in bianco e nero, stampati su carta fatta a mano.

Poco più distante, al Palazzo Traversa, Francesco Gili con "Vedute Romane" parte dal vuoto urbano che ha caratterizzato il lockdown nella Capitale, per dare la possibilità di interrogarsi sul nostro agire quotidiano e sulla realtà di cui siamo tutti, più o meno consapevolmente, custodi. Un palcoscenico spoglio, che attendeva silenzioso il ritorno dei suoi attori.

Per l'ultima esposizione si sale all’interno della Chiesa di Santa Chiara, dove Carlo Avataneo ci testimonia la realtà della Comunità monastica di Bose: contrariamente agli altri, il loro monastero non è cinto da mura, ma è un luogo aperto, un vecchio borgo di cascine, abbandonate negli anni ’60 del secolo scorso, che Enzo Bianchi e la Comunità, venutasi a formare intorno a lui, hanno mirabilmente recuperato facendone il loro "convento". Un paesaggio dell’anima, esempio di armoniosa interazione tra Uomo e Natura. Le fotografie ripercorrono i gesti, le parole, le abitudini della Settimana Santa e raccontano la bellezza di questo luogo.

Le mostre sono visitabili negli orari 9-13, 15-18. Programma completo della manifestazione su https://www.pffm.it/programma-piccolo-festival-fotografia-e-multivisione.

Luca Sottimano

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