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Ambiente e Natura | 12 ottobre 2021, 20:55

L’inverno incombe: chiude il “Buco di Viso”

L’accesso dal versante francese bloccato con assi in legno per evitare accumuli neve all'interno del tunnel e danni alla struttura

L'accesso francese del "Buco di Viso" chiuso

L'accesso francese del "Buco di Viso" chiuso

Stagione finita per il “Buco di Viso”.

L’inverno incombe. In quota le temperature sono in forte calo, e le precipitazioni, che nella medio-bassa valle si manifestano sottoforma di pioggia, salendo diventano neve. Proprio per questo, tre operai forestali della Regione Piemonte, due di stanza in valle Po e uno in valle Varaita, hanno chiuso con degli assi in legno l’ingresso del traforo, dal lato francese.

Una misura che viene disposta ogni anno, a fine della stagione estiva, per evitare che si accumuli neve all'interno del tunnel, provocando danni alla struttura in cemento.

Il “Buco di Viso”, come ormai tutti sapranno, collega l’Italia con la Francia e – nello specifico – i territori dei comuni di Crissolo e Ristolas.

Si tratta del traforo alpino più antico, voluto e fatto realizzare dal marchese di Saluzzo. Costruito tra il 1475 e il 1480, con l’obiettivo di rendere più agevole il passaggio delle carovane di muli carichi di sacchi di sale (che in quel tempo era quanto mai prezioso, quasi quanto le spezie dell'Oriente), la galleria, in quei tempi, risultava essere la via più breve e più sicura rispetto al colle delle Traversette.

Fu proprio grazie al Buco di Viso che si formò una rotta commerciale denominata comunemente "via del sale", a sugello di quanto importante e preziosa fosse questa merce.

La realizzazione del primo traforo alpino (stiamo parlando del quindicesimo secolo) fu senza ombra di dubbio un’operazione difficile, specie nel forare gli 80 metri di pietra viva che dividevano i due versanti delle Alpi. Gli uomini impiegati in questo faticoso lavoro utilizzarono "ferro, fuoco e aceto", un ingegnoso sistema per vincere la dura roccia con le sole mani.

Il “Buco di Viso”, che rappresenta una delle più antiche opere di ingegneria civile realizzate in alta montagna, rimase anche inagibile per lungo tempo, a causa di vicende storiche e naturali che non resero tranquilla l'esistenza della galleria.

Sino al 1907, quando grazie al Cai la galleria fu riaperta e dotata di un passamano di ferro per tutta la sua lunghezza al fine di favorire il passaggio dei viaggiatori del tempo.

Arrivando ai giorni nostri, nel 1997, grazie ad un accordo bilaterale fra il Comune di Crissolo e la Mairie de Ristolas e soprattutto per l'interessamento di Associazioni quali il Rotary Club di Saluzzo e di Embrun e il contributo economico di Enti e banche locali, era stato possibile ripristinare nuovamente i 75 metri di galleria ora totalmente percorribile a piedi in tutta la sua lunghezza.

In ultimo, poi, si contano i lavori di ripristino e messa in sicurezza del traforo, finanziati dalla Regione Piemonte e curati dal Parco del Monviso.

Il “Buco di Viso”, al tempo stesso, è uno dei luoghi più suggestivi che caratterizzano il “Giro del Monviso”, che ogni anno richiama migliaia di escursionisti. Per tornare a ripercorrerlo, ora, bisognerà attendere sino alla primavera inoltrata del 2022.

 

Nicolò Bertola

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