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Attualità | 13 ottobre 2021, 07:45

Sampeyre senza postazione 118 dal 2022: “Il rischio è praticamente certo”

I presidenti della Croce rossa di Sampeyre e di Melle intervengono per far luce sulla situazione e per smentire alcune “domande maliziose”. Le soluzioni? ““Il problema si risolve esclusivamente per via politica”. Parte l’accorato appello a Istituzioni locali, ma anche alla Regione Piemonte

La sede CRI di Sampeyre che ospita anche la postazione 118

La sede CRI di Sampeyre che ospita anche la postazione 118

Non migliora la situazione (assai critica) della postazione di emergenza sanitaria 118, ospitata nella sede del Comitato locale di Croce rossa, a Sampeyre.

Quella di Sampeyre è una delle quattro postazioni 118, in tutta la Provincia di Cuneo, con un servizio modulato sull’automedica di soccorso avanzato. Le altre si trovano a Paesana, all’aeroporto di Levaldigi e ad Alba. In Valle Varaita e nella vicina Val Po il servizio si traduce nella presenza, 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, di un medico, insieme ad un operatore di Croce rossa che assolve alle mansioni dell’autista soccorritore. Nei fine settimana, nei giorni festivi e in periodi di maggior afflusso turistico, completa l’equipaggio la presenza dell’infermiere.

Ma proprio a Sampeyre ci sono parecchie criticità, in primis di natura economica, nel garantire la presenza di un servizio fondamentale. Non a caso, a fine luglio, il presidente dell’Unione montana valligiana, Silvano Dovetta, aveva scritto al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e all’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, chiedendo un incontro per “provare a trovare soluzioni adeguate”.

Sulla vicenda, oggi, tornano invece Renato Botta e Sergio Fino, rispettivamente presidenti del Comitato CRI di Sampeyre e di Melle.

I due presidenti, in una nota stampa trasmessa alla stampa locale, intervengono per portare chiarezza su alcuni aspetti, ma al tempo stesso anche per smentire alcune “domande maliziose” e per dimostrare “assoluta unità d’intenti nell’affrontare le attuali difficoltà di gestione della postazione 118 a Sampeyre”.

“Le problematiche relative alla sostenibilità economica per la postazione 118 – affermano – sono note da anni”.

Il primo riferimento va nella stessa direzione di quanto aveva scritto Dovetta ai vertici regionali. La CRI sostiene come non sia possibile garantire il servizio 118 a Sampeyre affidandolo soltanto a volontari. Servono quattro dipendenti a tempo pieno, ma la convenzione tra la Croce rossa e l’Asl Cn1 riconosce solo parte del costo del personale dipendente, nella misura di 2,5 unità. Rimane fuori dalla rendicontazione un dipendente e mezzo: il surplus, stimato in 48 mila euro annui, fino a quest’anno è stato coperto dalla Croce rossa stessa, che però ha fatto sapere di non essere più in grado di sostenere la spesa per gli anni a venire.

“I parametri previsti dalla Regione Piemonte – sottolineano Botta e Fino – prevedono una quota di rimborso del personale dipendente che copre poco più della metà delle ore di servizio previste: la rimanente parte dovrebbe essere coperta con i volontari.

Da molti anni, però, è totalmente impossibile raggiungere tale obiettivo con i volontari Cri, neanche unendo le forze di Sampeyre e Melle”.

I motivi addotti sono sostanzialmente due. In primis, “l’ottimo livello di preparazione” che richiede tale servizio, in affiancamento al medico del 118, e che “pertanto deve essere espletato con volontari che si sentono sicuri e predisposti ad affrontare anche situazioni di estrema urgenza”.

Poi, c’è l’annosa questione della carenza di volontari di Croce rossa attivi. Un aspetto, come spiegano i presidenti, “aggravato dall’emergenza Covid-19, che ha pesantemente condizionato i più anziani”.

Un quadro nel quale diventa praticamente impossibile compensare le ore di copertura senza ricorrere ad ulteriore personale dipendente.

“Purtroppo tali spese, non coperte dalla convenzione, sono a carico del Comitato CRI di Sampeyre, che nel corso degli anni ha dovuto dare fondo a moltissime risorse proprie solo in parte compensate da contributi degli Enti locali”. Botta e Fino però sono categorici: questo esborso di denaro non può andare oltre, sino a partire già dal 1 gennaio 2022: “il rischio concreto è quello di mandare in default il Comitato di Sampeyre”.

Quali possono essere le soluzioni? I Consigli direttivi dei due Comitati di Croce rossa non hanno dubbi: “Il problema si risolve esclusivamente per via politica, trovando una soluzione definitiva alle difficoltà di bilancio legate ai costi del personale dipendente eccedenti quanto rimborsato dall’ASL in base alla normativa vigente”.

Dalla CRI parte un nuovo e accorato appello ai sindaci ed alle istituzioni locali: “Si attivino fattivamente per fare ogni sforzo possibile per mantenere questo fondamentale presidio sanitario sul territorio della media e alta Valle Varaita.

Proviamo ad immaginare cosa vorrà dire nei mesi invernali, con le difficoltà legate alle condizioni stradali, attendere un servizio sanitario qualificato che partirà dal fondovalle, con tempi di percorrenza decisamente lunghi”.

Perché il rischio, “praticamente certo” è quello di perdere la postazione 118 a Sampeyre. E non in un futuro lontano, ma già a partire da poco più di due mesi. Senza sviluppi positivi della vicenda, la Croce rossa di Sampeyre non parteciperà al bando per l’assegnazione del servizio per l’anno 2022.

Lo stesso farà il Comitato di Melle, che non riuscirà in alcun modo a subentrare ai colleghi di Sampeyre nel garantire il servizio in valle.

“Questo è veramente l’ultimo appello ad intervenite con urgenza ed efficacia – dicono i presidenti – che rivolgiamo a chi ha responsabilità politiche ad ogni livello in valle ed in Regione Piemonte”.

Botta e Fino, però, dopo l’attenta analisi della situazione attuale, allargano il raggio del loro ragionamento, con un intervento volto (è presumibile) a smentire eventualità e dubbi che (si pensa) siano stati sollevati in questi ultimi tempi.

Il primo: i problemi legati alla postazione 118 nascono all'interno dei Comitati di Melle e di Sampeyre?

“Le problematiche di gestione economica della postazione 118 non nascono assolutamente all’interno dei Comitati di Croce Rossa di Sampeyre e Melle, che si stanno muovendo in maniera unita e coordinata per addivenire ad una soluzione che scongiuri il rischio concreto di perdere la postazione 118 per l’anno 2022”.

Poi si parla della postazione di Croce rossa di Pontechianale che, seppur geograficamente più vicina a Sampeyre, è di “competenza” del Comitato CRI di Melle. I due presidenti spiegano che questa organizzazione è da attribuire a “scelte del passato, effettuate al momento della creazione dei Comitati locali di Croce rossa”. Un passaggio al quale né Renato Botta né Sergio Fino hanno mai preso parte, non avendo all’epoca incarichi di responsabilità gestionali: “Non sappiamo quindi indicare la precisa motivazione alla base di questa scelta”.

“Ci teniamo però a rimarcare che il Comitato di Melle da sempre pone grande attenzione alla postazione CRI di Pontechianale, sostenendone in ogni modo possibile l’attività. Purtroppo, anche in quel contesto si fa sentire pesantemente la carenza di volontari, limitando fortemente l’operatività dell’ambulanza dislocata in loco; speriamo di poter invertire la rotta con l’aiuto di tutti quanti hanno a cuore l’alta valle”.

In Val Varaita ci dev’essere chi ha colto “difficoltà nei rapporti” tra la CRI di Melle e la CRI di Sampeyre, parlando di “scarsa collaborazione fra le due realtà associative”. Non si spiega altrimenti l’ultimo passaggio della nota stampa, che tende a “smentire categoricamente” le eventuali “difficoltà di rapporto tra i Comitati”.

“Crediamo che il fatto di rispondere congiuntamente alle domande sia la miglior smentita alla domanda maliziosa. Stiamo lavorando congiuntamente per organizzare un corso di formazione per nuovi volontari che partirà ad inizio novembre, confidiamo vivamente di poter reclutare nuove leve che possano dare una mano fattiva a garantire i vari servizi a favore della popolazione della media e alta Valle Varaita.

Confidiamo nella buona volontà dei valligiani e anche nell’appoggio dei giornali locali nel pubblicizzare l’iniziativa. Purtroppo, la formazione di volontari ha tempi lunghi vista la specificità del campo in cui andiamo ad operare”. E proprio questo aspetto, anche a fronte di un buon numero di nuovi aspiranti volontari, non “riuscirà a garantire nell’immediato soluzioni alle problematiche alla postazione 118 di Sampeyre”.

Nicolò Bertola

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