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Cronaca | 13 ottobre 2021, 18:32

Ottantenne albese a giudizio per lesioni e maltrattamenti verso la moglie: al via il processo

Nel febbraio 2020 la donna si era decisa a denunciare il coniuge per le continue vessazioni e minacce subito lungo oltre cinquant’anni di matrimonio

Immagine d'archivio

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E' partito con una prima udienza tenuta nei giorni scorsi il processo che in tribunale ad Asti vede alla sbarra un pensionato albese, che dopo 56 anni di matrimonio è stato denunciato dalla moglie per quelle che nel capo d’imputazione vengono descritte come "continue violenze psicologiche e fisiche".

Pesante il quadro tratteggiato dalla donna, classe 1940, originaria di un paesino delle Langhe, che nei primi mesi dello scorso anno, difesa dall’avvocato albese Silvia Calzolaro si è convinta a denunciare il coniuge, di poco più anziano, e ad abbandonare l’abitazione che da oltre 56 anni condivideva con lui ad Alba (il rinvio a giudizio per maltrattamenti e lesioni era stato deciso nel marzo scorso dal Gip Federico Belli su richiesta del pubblico ministero Giorgio Nicola).

Per anni il marito l’avrebbe ingiuriata con cadenza quotidiana, facendola oggetto di pesantissimi epiteti e denigrandola continuamente. Le diceva che "non valeva niente" e anche che si era "mangiata una cascina", ma soprattutto arrivava a minacciarla reiteratamente di morte, talvolta impugnando anche un coltello. "Almeno una volta al mese – riporta nel dettaglio il giudice – la percuoteva colpendola con schiaffi e in un’occasione anche con un bastone, cagionandole lesioni personali consistenti in ecchimosi".

A convincerla a denunciare, uno degli ultimi episodi, proprio a febbraio dello scorso anno, quando sempre secondo il suo racconto l’uomo l’aveva colpita con violenti schiaffi, fino a farla cadere a terra, per poi rialzarla tirandola per i capelli, ancora una volta minacciandola di morte.

Il procedimento è stato aggiornato al 13 giugno 2022 per l’audizione della persona offesa. Al suo fianco si è costituita parte civile l’associazione Mai+Sole, patrocinata dall’avvocato Elisa Anselmo di Alba, mentre l’uomo è difeso dall’avvocato Gaia Taricco.

Ezio Massucco

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