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Monregalese | 13 ottobre 2021, 10:10

Espulso ma ancora in Italia dopo due anni, 28enne albanese a processo per direttissima

La trasgressione della norma del testo unico dell'immmigrazione prevede, nel caso specifico, l'arresto obbligatorio, avvenuto a Mondovì durante un controllo su strada

Tribunale di Cuneo

Tribunale di Cuneo

Sorpreso dai Carabinieri del nucleo radiomobile alla guida, privo di documenti e con alle spalle un decreto di espulsione dal territorio italiano che risale al 2019, ma mai rispettato, e un tentativo illegale, ma fallito, alla frontiera italiana, di rientrare nel territorio dall’Albania, D.A., 28enne albanese, è stato arrestato lunedì 11 ottobre a Mondovì.

Citato a giudizio per direttissima al Tribunale di Cuneo con l’accusa della violazione del d.lgs. 286/1998 (t.u. sull’immigrazione) che, nel caso di specie, prevede l’arresto obbligatorio, assistito dall’avv. Monica Baldracco, l’imputato, incensurato, ha riferito al giudice di abitare a Pocapaglia con il fratello e la moglie e di lavorare occasionalmente in nero come muratore.

Secondo quanto sostenuto dal Procuratore Onelio Dodero, D.A. avrebbe messo in atto un altro tentativo di rientro in Italia dall’ Albania nella mattina di lunedì. Il giudice ha emanato il provvedimento di misura cautelare: l'uomo avrà l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

A novembre, l’udienza.

Charb.

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