/ Curiosità

Curiosità | 14 ottobre 2021, 07:13

Cinzia Dutto e "Il diario di Maria": "Al mondo di oggi serve ricordare. E, anche, far ricordare"

La scrittrice cuneese ha pubblicato il romanzo con ArabaFenice: mentre lavora al seguito, vorrebbe lanciare una rubrica, a metà tra il podcast e la letteratura, di testimonianze dirette del periodo della Resistenza

Cinzia Dutto e "Il diario di Maria": "Al mondo di oggi serve ricordare. E, anche, far ricordare"

La profondità dell'importanza della memoria e del non dimenticare l'ho interiorizzata quando mia madre mi ha consegnato un pacco di documenti di famiglia appartenuti a mio nonno, dove vi era tutta la sua storia. E' stato come aprire lo "scrigno delle meraviglie" e mi sono ritrovata incuriosita, affascinata e in debito con il mio avo. Mi è venuta la voglia ricordare e di far ricordare, perché proprio in questo particolare momento è giusto che nessuno dimentichi ciò che è stato. Nel rispetto delle idee politiche di chiunque credo sia responsabilità di tutti combattere affinché il passato non torni”.

Parole di Cinzia Dutto, scrittrice cuneese classe 1975, autrice de “Il diario di Maria” (ArabaFenice).  Una vicenda che scava nel passato del nostro territorio provinciale, ambientandosi a metà tra l’oggi e il passato della Resistenza e della lotta antifascista; al centro, due figure di donne – Margherita e Maria - , l’una alla scoperta dell’altra e allo stesso tempo di sé stessa e delle sue radici.

Il libro nasce dal ritrovamento, nella mia attuale casa in Valle Stura, di due fotografie a cui non sono riuscita a dare un nome: si tratta di un uomo e una donna ai quali ho voluto dare voce inventando la storia della loro vita” ci racconta Cinzia.

Provengo da una famiglia dove la Resistenza è sempre stata ricordata e raccontata: mio nonno, partigiano, spesso condivideva i suoi racconti di quel periodo con me e, io fin da bambina, sono sempre stata un'ottima ascoltatrice. Da quei ricordi immagazzinati nella mia mente e da ricerche è nato l'intreccio de “Il diario di Maria” che tra realtà e finzione, passato e presente, accompagna il lettore nel cuore delle Resistenza, sulle montagne, durante la Seconda Guerra Mondiale”.

Nel racconto non vi è un luogo specifico che il lettore possa riconoscere anche se nella mia mente, mentre scrivevo, mi sono ispirata ai luoghi delle mia infanzia, dove ho trascorso le vacanze estive e mio nonno ha fatto il partigiano ovvero la zona di S. Antonio Aradolo sopra Borgo San Dalmazzo” spiega l’autrice.

Un romanzo che scava nei dettagli della ribellione antifascista e ne restituisce l’esperienza attraverso gli occhi di una donna, Maria appunto. “Ho sempre saputo e capito che le donne hanno avuto un ruolo importante durante la Resistenza, perché mia nonna e mia zia erano staffette partigiane. Spesso, però, non hanno avuto il riscontro che si meritavano – racconta Cinzia - . Mi è sembrato importante far emergere che molte donne nel periodo della guerra avessero come scopo il sopravvivere: senza cibo e senza uomini avevano figli da crescere e mariti da proteggere, non potevano fidarsi di nessuno ed erano in pericolo e vittime di violenza tanto quanto i partigiani in montagna. Andavano avanti nonostante tutto, proprio come Maria, la levatrice protagonista del mio libro: un lavoro particolarmente difficile che nel periodo della Resistenza era ancora più complicato”.

Una storia piccola – nella migliore accezione del termine - , locale, che nella casa editrice ArabaFenice ha trovato il proprio habitat naturale. Racconta ancora Cinzia: “Araba Fenice ha creduto nel mio libro e nella storia, lo staff è molto esperto sul tema della Resistenza e tra noi vi è stata una buona collaborazione. Non sempre i temi che tratto possono essere apprezzati da un editore, ma in questo caso sono stata felice di aver trovato terreno fertile”.

Ma non finisce qui. Cinzia ha infatti in programma un progetto crossmediale – a metà tra la ricerca storica, il podcast e la stesura di un romanzo - , che non vede l’ora di sviluppare: “Mi piacerebbe fa nascere una rubrica dove questa mia passione per il periodo della Resistenza, che si sta sviluppando giorno per giorno, possa emergere. Credo che la storia di quel periodo sia stata fatta anche dalla gente comune, che sia giusto che tutti abbiano una voce e che ciò che ancora è conservato nella mente di persone che l'hanno vissuto, venga recuperato e scritto per poi essere divulgato”.

Ci sono delle storie che cercano delle voci e delle voci che cercano delle storie così, oltre a continuare la stesura del prossimo libro che vedrà ancora Margherita tra i protagonisti, ho iniziato a scrivere delle biografie di persone anziane, ancora in vita, che vogliono raccontare la loro storia e condividere con il mondo la memoria di un tempo duro e da non scordare – conclude Cinzia - . Sono alla ricerca di persone da incontrare, di documenti e foto da esplorare, di “Ricordi Resistenti” da imprimere su carta. Lancio un appello a chiunque voglia farsi avanti: nipoti, figli, nonni”.

Simone Giraudi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium