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Attualità | 15 ottobre 2021, 13:48

In un Consiglio al vetriolo, il nono giuramento di Domenico Amorisco sindaco

La seduta di insediamento della nuova Amministrazione comunale di Casteldelfino scandita dagli attacchi del capogruppo d’opposizione Alberto Anello. Che, ad un certo punto, travalicano forse la critica politica e perdono di vista il rispetto reciproco. Per certi versi, una pagina da dimenticare

Il giuramento di Domenico Amorisco

Il giuramento di Domenico Amorisco

Solo letteralmente volati gli stracci nel primo Consiglio comunale di Casteldelfino.

La seduta di insediamento della nuova Amministrazione comunale, in questo caso scaturita dall’esito delle urne del 3 e 4 ottobre scorso, ruota intorno al giuramento del sindaco e tradizionalmente è “caratterizzata” dai toni “soft”.     

Non lo stesso è successo, nel pomeriggio di mercoledì, nella sala consiliare di Casteldelfino.       

La sala nel quale, dopo cinque anni, è tornato Domenico Amorisco, nella veste di sindaco del paese. Di fronte a lui, dall’altra parte del tavolo, Alberto Anello, sindaco degli ultimi cinque anni, battuto per 20 voti alle Comunali di inizio mese. Al fianco del neosindaco, il nuovo segretario comunale, Giuseppe Francesco Tocci, che segue tra gli altri il Comune di Borgo San Dalmazzo: “Siamo stati obbligati a trovare un segretario in tempi brevissimi – ha detto Amorisco – dal momento che la precedente segretaria aveva già pronta la lettera di dimissioni, da presentare come sono arrivato in Municipio”.

Tra il pubblico, Paolo Amorisco, figlio di Domenico, anch’egli sindaco in Valle Varaita, a Brossasco.

I dubbi sull’ineleggibilità di Anello e Zedda

Il primo punto (estremamente tecnico) all’ordine del giorno della seduta, la verifica delle condizioni di eleggibilità e compatibilità degli eletti in Consiglio, ha già riservato le prime sorprese. L’assise ha approvato l’insussistenza di elementi di ineleggibilità per tutti gli eletti, meno che per Alberto Anello e Giovanni Zedda.

Per i due consiglieri d’opposizione l’approvazione è stata assunta “in via provvisoria – ha spiegato Giovanni Dalmazzoin attesa di avere ulteriori accertamenti”. Nulla trapela, al momento sulla questione, che però nei prossimi giorni potrebbe riservare ulteriori elementi di novità. Nonostante le richieste di Anello: “Le problematiche verranno notificate nel prossimo Consiglio”.

È ridicolo che vi nascondiate. – ha ancora detto Anello – Questa è la vostra caratteristica: vedremo quali saranno impedimenti, ma non pensate di essere indenni da qualche cosa combinata ai tempi”.

Toni caldi sin dal primo punto del Consiglio

È solo il primo punto, ma il Consiglio assume subito toni caldi. Ancora Anello: “Se vuoi chiudermi la bocca (rivolto al sindaco Amorisco: ndr) urlo anche più forte. Questi sono i Consigli comunali fatti secondo il regime fascista. Dici ‘cazzate’ (testuale, ancora rivolto al sindaco: ndr) e poi non le ripeti, per paura di denunce”.

La disamina dell’ex sindaco ha poi ampliato il raggio: “Il tuo primo atto è stato quello della Codacons (che in realtà sarebbe l’AgCom: ndr) che ha detto che la nostra comunicazione su quanto fatto in cinque anni è forse fuori tempo massimo. Vedremo le interpretazioni legge. Il martedì dopo le elezioni avevo l’appuntamento con il tipografo di Villafalletto per la stampa dei biglietti della lotteria. Questo ci diversifica molto: tu sei la burocrazia, l’azzeccagarbugli, io sono l’impresa. Tu il passato, io il futuro”.

Il nono giuramento del sindaco Amorisco

Poi, il nono giuramento di fedeltà alla Costituzione per Domenico Amorisco. Dopo il mandato Valmala, le quattro legislature a Brossasco, i due mandati a Casteldelfino e l’ultima sindacatura a Sampeyre, lo storico segretario comunale (oggi in pensione) è tornato a giurare fedeltà alla Carta costituzionale del nostro Stato.

E il “grazie” a margine del risultato elettorale

E dopo la formula di rito, ha aperto ai ringraziamenti.

Grazie ai casteldelfinesi, che hanno voluto cambiare rotta, bocciando l’Amministrazione che nell’ultimo quinquennio li ha dimenticati. L’Amministrazione che, ipotizzando anacronistiche nuove nascite in una popolazione di meno di 150 abitanti, ha previsto il progetto dell’asilo nido, con un ottimistico finanziamento, che prevede una spesa di 125 mila euro, non si sa con quali coperture finanziarie, e 131 mila euro dal GSE, senza che vi sia traccia nemmeno della domanda di assegnazione.

Grazie a chi crederà in noi da subito, e a chi crederà in noi dopo l’inizio del nostro operato. Grazie a tutta la lista, che non si è lasciata travolgere dalle falsità circolate sui social, ma che invece si è impegnata al massimo per un programma concreto, realistico, per il futuro del paese e della sua gente, con uno sguardo anche al glorioso passato dal 2006 al 2016”.

“I casteldelfinesi volevano uscire da un periodo di nero vassallaggio”

L’emozione coglie Amorisco quando il “grazie” viene rivolto alla sua famiglia.

Grazie ai miei figli, che senza volerlo sono stati bersagli di una campagna elettorale che ha screditato la loro onorabilità e professionalità, attuata dal sindaco uscente solo per denigrare la figura del loro genitore, candidato a Casteldelfino, raccogliendo il grido di dolore dei residenti, che volevano uscire da un periodo di nero vassallaggio”.

Poi il grazie “ironico” all’“attuale minoranza: la campagna elettorale di basso profilo ha agevolato il successo della nostra lista, che non ha mai accettato di scendere sul terreno dello scontro e di rispondere alle falsità che hanno popolato i social”.

Lo “spiraglio” all’opposizione: “Riscattatevi, collaboriamo”

Ma, sempre rivolto alla stessa opposizione, il neosindaco ha aperto uno “spiraglio”: “Può esserci un riscatto: la mia proposta è rivolta alla collaborazione, nell’interesse della popolazione, con umiltà e senza arroganza. Con un’opposizione costruttiva, e non distruttiva per principio”.

Un invito che sembra esser caduto nel vuoto

Un invito che, pochi minuti più tardi, dopo la lettura del programma elettorale della maggioranza Amorisco, sembra essere caduto nel vuoto.

Complimenti al sindaco per questo libro dei sogni suggestivo. – ha detto Anello – Puntualizzo però che c’è differenza tra il programma presentato dalla lista e tutte le amenità raccontate dopo, che non fanno parte del documento ufficiale che una lista seria produce.

La collaborazione bisogna che sia vera, non solo con parole buttate lì per riempire qualche articoletto di giornale. La collaborazione vera, caro sindaco si fa all’inizio del mandato, con un passaggio con l’Amministrazione uscente.

Quando sei arrivato, martedì (5 ottobre: ndr) e avevi da organizzare una fiera importante, che avevamo preparato molto bene, per poterla fare noi, potevamo metterla in gioco insieme, e portarla a casa. Ma tu non mi hai chiamato, perché tu non mi chiamerai mai”.

Le critiche di Anello sul programma della maggioranza

Anello è poi stato fortemente critico sul programma elettorale di Amorisco.

Sarebbe onesto ammettere che chi è venuto prima qualcosa ha fatto, ma invece sembra che la politica debba sempre essere disonesta. L’acquedotto al Puy (secondo Amorisco necessita di grandi opere manutentive: ndr) è nuovo di zecca, a differenza di prima, quando veniva riparato con camere d’aria. Abbiamo abbattuto le barriere architettoniche alle Casermette, messo mano all’impianto di riscaldamento, così potrai fare le tue operazioni”.

Sul capitolo “asilo nido”, Anello ha ribadito come “la ristrutturazione di un edificio enorme, con una spesa di 125 mila euro, potrebbe essere appetibile per un’Amministrazione intelligente”. Sul “Museo en plein air ‘Santi del Popolo’”: “Le 20 mila presenze annue sono una tua invenzione, c’è chi vede la Madonna e tu vedi le presenze, in un’opera per la quale hai tolto grandi risorse dalla gestione del Comune”.

Nel Consiglio si è parlato anche del centro storico del paese, dove vengono ospitate le botteghe e le attività commerciali. Lo spazio che Amorisco ha sempre definito il “Budellino”, ricollegandosi ai “Budelli” liguri, mentre Anello ha ribattezzato “Chemin Royal”: “Con noi – le parole dell’ex sindaco – ha registrato incassi mai visti, mentre tu (ad Amorisco: ndr) continui a chiamarlo come una cosa piena di ‘merda’ (testuale: ndr), il budello”.

Chiudiamo la diatriba della campagna elettorale. – dirà ancora Anello, salvo poi cambiare forse idea poco dopo – Anche io ho tre figlie, ma non si sono intromesse, e le ho ringraziate. Però ripeto, chiudiamo la campagna elettorale, andiamo ai fatti.

Voi ereditate ‘Casa Tuninetu’ con tetto e facciate appaltate da noi. Perché non dite grazie? Io invece cinque anni fa, ho trovato debiti, fatture, avvocati da pagare per la causa contro il Tour de France, che ho dovuto pagare. Tu hai creato intorno a te il vuoto istituzionale”.

Il sindaco tenterà di riportare la discussione nel solco dell’ordine del giorno. Ma Anello, per la seconda volta nel corso della seduta, alluderà al regime fascista: “Parlo io, qui non è che c’è il Duce”. E poi, proseguirà il suo intervento.

Quando lo scontro, forse, travalica la critica politica, anche aspra

Nel mirino del capogruppo d’opposizione, l’idea della maggioranza di voler installare un ascensore per una maggiore accessibilità degli uffici comunali. Anello lo ha definito “utile, prima di tutto per te (rivolto sempre ad Amorisco: ndr) e poi alla popolazione.

Proprio in quest’ottica, però, siamo stati noi a spostare al piano terra lo studio medico, che voi non siete mai riusciti a fare, per una maggiore accessibilità.

Così come siamo stati noi a sostituire i bagni alla turca con i Wc nei servizi del Municipio: così, se devi fare la popò, perché alla tua età può succedere, te li trovi”.

Uno dei momenti di più basso cabotaggio di tutto il Consiglio. E che ci siamo a lungo chiesti se andasse riportato. Un momento che forse ha travalicato il normale scontro politico, che può anche aspro, perdendo forse di vista anche le normali basi di rispetto reciproco.

“Casteldelfino non ha mai toccato livelli così bassi”

In tal senso, infatti, è tornato a intervenire Giovanni Dalmazzo: “Dovrebbero essere diversi i turni da utilizzare in Consiglio”.

Gli farà eco il consigliere Katia Giordanino: “Abbiamo assistito ad una campagna elettorale pesante. Tristissima. Casteldelfino non ha mai toccato livelli così bassi. Scaglio una lancia in favore della famiglia del dottor Amorisco. Le sue figlie, Anello, non si sono interessate ma non sono neanche state chiamate in causa. È triste.

Ora, in questo Consiglio, chiedo se è possibile smetterla. Così danneggiamo solo le attività commerciali, chi da fuori legge questi commenti pensa che siamo qui a farci guerra. Ci diamo la zappa sui piedi. Io ho un’attività qua e ho investito qua. Chiedo rispetto per chi cerca di portare avanti delle attività in questo paese”.

La composizione della Giunta

In Consiglio ci sarà ancora spazio per la comunicazione della composizione della Giunta: Giovanni Dalmazzo sarà il vicesindaco. Giovanni Martin assessore all’interno dell’esecutivo Amorisco. Capigruppo saranno Luca Ruà, per la maggioranza, e Alberto Anello per l’opposizione.

Spiace che il vicesindaco non sia di Casteldelfino, com’è sempre stato il mio” ha ancora detto Anello. Che poi ha ancora ribadito un concetto apparentemente lapalissiano: “Ricordatevi che voi sarete anche la maggioranza, ma noi rappresentiamo 46 residenti, contando che se 12 persone non avessero votato voi, ma noi, avremmo vinto le elezioni. Tenetene conto”.

L’ultima polemica della seduta. L’ennesima

In chiusura, spazio ancora ad un’ultima polemica. L’ennesima: “Il consigliere Giovanni Chapel, a Bertines, ha buttato giù, il giorno prima delle elezioni, un albero del Comune, in piazza, insieme alla sua famiglia, e senza chiedere autorizzazione. Un’operazione da far west che spero non si ripeta”.

Amorisco stroncherà subito: “Non chiedono a te le autorizzazioni, ma a chi di competenza”. E Anello chiederà ancora la messa a verbale del passaggio, secondo il sindaco “Fuori tempo massimo”, in quanto a votazione già avvenuta.

Mi fai ridere”, le parole del capogruppo d’opposizione, prima della fine del Consiglio.

Una pagina, forse, da dimenticare.

Nicolò Bertola

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