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Economia | 11 luglio 2019, 07:00

Benefici dell'uso delle cellule staminali nel trattamento dell'autismo

I disturbi dello spettro autistico sono patologie dello sviluppo neurologico caratterizzate da una grande eterogeneità.

Benefici dell'uso delle cellule staminali nel trattamento dell'autismo

I disturbi dello spettro autistico (ASD) sono patologie dello sviluppo neurologico caratterizzate da una grande eterogeneità. Le cause sinora individuate sono legate a complesse interazioni tra fattori genetici e ambientali; tuttavia, non esiste ancora una profonda e precisa comprensione dei meccanismi che conducono allo sviluppo della malattia, né una terapia in grado di eliminarla del tutto.

Anche le manifestazioni di questo tipo di patologie sono ampie e differenziate, ma in generale vi si individuano elementi caratterizzanti. Tra i sintomi dell’autismo più comuni ci sono le difficoltà nelle relazioni sociali e le carenze delle capacità di comunicazione, accanto a comportamenti ripetitivi sia verbali che gestuali. A livello fisiologico, nelle persone autistiche sono spesso presenti problemi immunitari e digestivi.

L’approccio medico tradizionale, quindi, non è risolutivo della malattia, ma mira ad affrontare le specifiche disabilità principalmente attraverso l’uso di tecniche educative e riabilitative, in cui è spesso centrale il ruolo del logopedista, e di farmaci di sostegno per alleviare la sintomatologia, ad esempio per ridurre l’ansia o migliorare la funzione gastrica. Fondamentale per il miglioramento delle capacità cognitive, di relazione e di cura di sé è l’approccio precoce, già a partire dall’infanzia.

Da una decina d’anni a questa parte, il trattamento con cellule staminali è emerso come la principale prospettiva di ricerca in campo neurologico e, in particolare, per i disturbi dello sviluppo come l’autismo.

Terapia con cellule staminali: i risultati attuali

I migliori risultati sono stati ottenuti con l’impiego di cellule staminali mesenchimali (o MSC), ovvero cellule adulte, immature e indifferenziate, la cui maggiore concentrazione è presente nel midollo osseo, oltre che nel cordone ombelicale e nella placenta. La terapia con cellule staminali di questo tipo, oltre a essere stata oggetto di numerosi studi incoraggianti, viene già impiegata in alcuni paesi e ha consentito di ottenere risultati documentati.

Il trattamento con cellule staminali è in grado di migliorare il flusso sanguigno al cervello, favorendo la sostituzione dei neuroni danneggiati e la rivascolarizzazione, come dimostrato da analisi strumentali. Le cellule staminali mesenchimali che vengono iniettate, favorendo il ripristino dei tessuti danneggiati, contribuiscono alla riduzione dei sintomi neurologici nonché a migliorare le capacità cognitive.

Inoltre, la specifica azione antinfiammatoria delle cellule staminali mesenchimali, per mezzo della produzione di citochine, è in grado di promuovere la rimodulazione della funzione immunitaria.

La terapia con cellule staminali in Italia per i casi di autismo è impiegata nell’ambito di protocolli clinici sperimentali. Si basano sulla ricerca sulle cellule staminali anche alcuni risultati recenti ottenuti con farmaci che utilizzano i cosiddetti “avatar” della malattia, ottenuti dai fibroblasti prelevati dallo stesso paziente.

In alcuni paesi esistono cliniche private, come Swiss Medica (con sedi in Svizzera, Serbia e Russia), che praticano da anni trattamenti con cellule staminali che hanno dimostrato di ottenere risultati riabilitativi importanti su numerosi pazienti affetti da vari disturbi dello spettro autistico.

L’impiego di cellule staminali per autismo presso queste cliniche ha prodotto risultati documentati a seguito del trattamento con iniezioni di cellule staminali adulte su un numero significativo di giovani pazienti.

I miglioramenti che sono stati riscontrati riguardano sia la sfera cognitivo-comportamentale sia i sintomi fisici delle persone affette da autismo.

Grazie alla terapia con cellule staminali, sul piano della comunicazione e della relazione sociale, i bambini e gli adolescenti autistici hanno mostrato un miglioramento della capacità di mantenere il contatto visivo, della abilità di fonazione e verbali (a seconda della gravità dei casi), della concentrazione e dell’attenzione, con conseguente facilitazione dell’apprendimento.

Risultati importanti per le famiglie e i caregiver dei bambini e ragazzi autistici sono stati ottenuti sul piano comportamentale. È stata osservata la riduzione dell’aggressività e dell’ansia, il miglioramento dei comportamenti ripetitivi e compulsivi, maggiore autonomia e consapevolezza nella cura di sé, maggiore capacità di comunicare agli altri i propri bisogni e miglioramento del sonno.

Dal punto di vista fisiologico, la cura ha evidenziato maggiore tolleranza alimentare e miglioramenti della digestione.

Sicurezza, tempi e percentuali di successo del trattamento con cellule staminali

Negli ultimi anni, la sicurezza dell’impiego dei prodotti cellulari è stata verificata da numerosi studi, in relazione al possibile trattamento con cellule staminali di numerose patologie.

La scelta di cellule allogeniche, cioè da donatore, provenienti da placenta e cordone ombelicale, consente di evitare il prelievo di cellule autologhe nei bambini autistici.

Nei trattamenti effettuati presso le cliniche Swiss Medica è stato riscontrato un miglioramento di qualunque entità di qualche sintomo nel 70-80% dei casi. I risultati sono di norma osservabili entro 6-8 settimane, raramente già dopo la prima settimana di terapia.

L’efficacia della terapia viene testata su ciascun paziente per mezzo di una prima iniezione endovenosa di cellule staminali, cui fa seguito un attento monitoraggio dei risultati sulla base di una serie di parametri. A seguito della valutazione della positività dei risultati ottenuti nel caso specifico, si decide quindi se procedere con un ciclo di trattamento completo.

In conclusione

È importante sottolineare che, al momento, non esiste una vera e propria cura per l’autismo. Questo vale sia per le terapie tradizionali di supporto e riabilitazione sia per il trattamento dell’autismo con cellule staminali.

In ogni caso, dato che l’autismo è un disturbo dello sviluppo neurologico che si evidenzia già nell’infanzia e comporta effetti invalidanti, in varia misura, sulle capacità della persona, è fondamentale un approccio precoce alle terapie.

Numerosi studi hanno valutato la sicurezza delle terapie con cellule staminali nel trattamento di varie patologie di origine neurologica. Per quanto riguarda l’autismo, i trattamenti condotti presso alcune cliniche hanno dimostrato di ottenere miglioramenti di diversa entità nel 70-80% dei casi.

Richy Garino

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