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Sanità | 19 ottobre 2021, 12:07

"Allo stato attuale, sono più preoccupato per la gestione dell'influenza stagionale che per il Covid"

Il dottor Giuseppe Lauria fa una previsione di ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane, tra influenza e gestione dei pazienti Covid. In un contesto, quello del Pronto Soccorso, dove manca personale. "Non so dove andare a reperirlo"

"Allo stato attuale, sono più preoccupato per la gestione dell'influenza stagionale che per il Covid"

"Il segno più evidente che il vaccino funziona. Non sul contagio, ma sulla drastica riduzione della gravità della malattia e, quindi, sulle ospedalizzazioni".

E' la voce del Primario del Pronto Soccorso dell'ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo, dottor Giuseppe Lauria, nel commentare i dati diffusi ogni giorno dalla Regione Piemonte su contagi, ricoveri, decessi e guariti.

Un anno fa la situazione in Italia era in costante peggioramento, con il picco di casi e decessi nel mese di novembre, il periodo peggiore dall'inizio della pandemia. A fine ottobre, anche negli ospedali della Granda, si montavano le tende militari per gestire i pazienti meno gravi, in quanto nei Pronto Soccorsi non c'era più posto. Il 10 novembre, al Santa Croce, una seconda tenda. Questo dà la misura dei numeri di quelle settimane tra ottobre e novembre.

Già il 18 ottobre del 2020 erano decisamente preoccupanti: si contavano 1123 nuovi casi in 24 ore, solo 62 guariti, 55 ricoverati in terapia intensiva, 780 nei reparti covid e 8998 persone in isolamento domiciliare.

Molto diversa la situazione di ieri, 18 ottobre 2021. 102 nuovi casi, 134 guariti, 20 ricoverati in terapia intensiva e 175 nei reparti ordinari. Di questi, l'80% non è vaccinato. In isolamento 3.110 persone.

"Abbiamo pochissimi casi e non ci sono segnali evidenti di un possibile peggioramento della situazione", conferma il primario.

Su quanto sta accadendo in Inghilterra, con una riesplosione dei casi, Lauria fa notare che, comunque, nonostante l'altissimo numero di positivi, i ricoveri sono decisamente meno rispetto ad un anno fa. "Nel periodo peggiore per il Regno Unito, quello di gennaio 2021, il 6% dei contagiati era ricoverato in terapia intensiva. Oggi in terapia intensiva c'è l'1,6% dei contagiati. Non sappiamo se sono vaccinati, quanti anni hanno e se hanno patologie pregresse. Lì è vaccinato l'80% della popolazione, con Astrazeneca per la stragrande maggioranza. Ma non si usano più mascherine né distanziamento. Forse vale la pena continuare ad usare precauzioni, anche se i numeri continuano a dimostrare che il vaccino funziona, garantendo il 95% di copertura dei casi gravi".

La preoccupazione più grande, al momento, non riguarda il Covid, ma l'influenza stagionale.

"L'anno scorso l'abbiamo scampata. Quest'anno non sappiamo come andrà. Spero in un'alta adesione al vaccino. I pazienti con sintomi influenzali si riverseranno al Pronto Soccorso. Saranno ovviamente trattati come pazienti Covid fino al tampone. Gli spazi sono piccoli, sarà complicato mantenere separati i casi ma, soprattutto, non ho personale e non so dove andare a reperirlo. L'influenza mette ogni anno sotto stress il sistema ospedaliero. In aggiunta al Covid, che comunque, anche se non riesplodesse, ha modificato l'organizzazione e l'utilizzo delle risorse, il rischio è di mandare in tilt il sistema. Come sempre, a farne le spese, saranno le altre patologie. Ammetto che in questo momento, con il Covid rallentato ma comunque sempre latente e sempre da gestire, il possibile sovraccarico di ingressi da influenza stagionale è la cosa che mi preoccupa maggiormente. Non ho medici per gestirlo".

Il problema, Lauria lo ha evidenziato spesso nelle interviste rilasciate al nostro giornale, e riguarda tutti i DEA del Piemonte. 

Barbara Simonelli

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