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Attualità | 20 ottobre 2021, 16:01

"Lo sport diventi leva sociale contro le discriminazioni": Cuneo pronta a lavorare alla Carta delle parità nello Sport

La notizia ieri sera (19 ottobre) dall'assessore Cristina Clerico; venerdì 22 ottobre alle 18 il webinar nel quale si getteranno le basi per la stesura del documento

Il Comune di Cuneo

Il Comune di Cuneo

Lo sport può essere una leva sociale incredibile con cui scardinare le discriminazioni, ma come strumento di abbattimento delle barriere rischia esso stesso di crearne: abbiamo intenzione di lavorare per mantenere alta la consapevolezza dell’intero settore, ed è questo il senso della serata di “Cuneo in campo contro le discriminazioni””.

Queste le parole dell’assessore cuneese Cristina Clerico che ieri sera (martedì 19 ottobre) ha aggiornato la VI^ commissione consiliare in merito al ruolo di Cuneo come nodo provinciale della rete anti-discriminazioni. Un ruolo in cui il webinar in programma per venerdì 22 ottobre alle 18 – che vedrà protagonisti come relatori Antonella Bellutti, Diego Colombari, Carlo Cremonte, Marco Arlati e Tommaso Pozzato  -  rientra indiscutibilmente, grazie anche alla presentazione della Carta delle parità nello Sport della città di Cuneo.

Durante il convegno si getteranno le basi per la realizzazione della Carta – ha aggiunto Clerico - . Partiamo dall’esempio del Comune di Bologna che, a inizio 2021, ha approvato la Carta dei valori dello sport femminile ma ne ampliamo le premesse; la nostra Carta porterà criteri oggettivi tramite cui misurare l’attinenza delle realtà sportive alla lotta alle discriminazioni. Espandiamo in confini dello sport cittadino unendogli obiettivi del settore a quelli della rete anti-discriminazione. Un lavoro complesso ma che, con il giusto sostegno da parte del mondo sportivo, risulta assolutamente fattibile”.

LA RETE ANTI-DISCRIMINAZIONE
La commissione è stata soprattutto occasione per far incontrare ai consiglieri presenti il dottor Enzo Cucco, funzionario della Regione Piemonte per il Centro regionale contro le discriminazioni: Cucco ha descritto l’impegno piemontese rispetto alla lotta alle discriminazioni e all’accoglienza delle sue vittime, nell’obiettivo di creare strutture che rimuovano le cause di discriminazione già individuate sull’intero territorio regionale.

“La maggior parte delle persone che si sono rivolte a noi negli anni non riconoscevano nello specifico la discriminazione cui erano soggette, o non ne comprendevano i termini – ha spiegato Cucco, sottolineando come l’unica regione in Italia che abbia un’attività strutturata di questo tipo ormai da anni è il Piemonte - ; il Centro e la rete-antidiscriminazione si occupa dei casi in cui si applichi diversità di comportamento nei confronti di una persona umana basata sulla soggettività della persona stessa, a meno che non sia motivata da leggi specifiche o servizi. L’obiettivo primario è, ovviamente, la rimozione delle cause di discriminazione sul territorio, ma quello secondario è l’informazione dei cittadini in merito alle discriminazioni e agli strumenti a disposizione della rete; Cuneo è già molto avanti su questo aspetto, gli enti e le associazioni rispondono molto bene e con grande attenzione”.

Essere nodo della rete è un appesantimento ulteriore sull’amministrazione ma fa parte delle competenze di una pubblica amministrazione quella di rispettare le differenti individualità dei cittadini – ha concluso Cucco, ricordando come negli ultimi anni, al Centro regionale si affidino tra le 200 e le 300 donne vittima di violenza - : non possiamo avere atteggiamento supponente rispetto a nessuno, anche se non abbiamo soluzioni concrete ai problemi”.

A intervenire al termine della trattazione i consiglieri Ugo Sturlese e Tiziana Revelli.

Molti cittadini riconoscono la validità dell’articolo 3 della Costituzione ma poi, nella concretezza di tante situazioni, evidenziano debolezza e non è una novità ormai il sostenere che il Covid abbia colpito maggiormente particolari categorie, sia di genere che di ceto sociale – ha ricordato il primo - . Le discriminazioni esistono e sono concrete, quello di nodo è un lavoro davvero serio, da portare avanti in maniera profonda e continua”.

Sono rimasta colpita dall’intervento del dottor Cucco, specie relativamente alle discriminazioni nell’ambito delle politiche attive del lavoro – ha aggiunto la consigliera - : penso che gli enti locali debbano ragionare sul superamento di molti di questi limiti, correlati per esempio alle borse lavoro, e in generale sull’abbattimento di barriere spesso determinate da motivi culturali”.

Simone Giraudi

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