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Attualità | 21 ottobre 2021, 16:05

Stop al Nutriscore, Coldiretti Cuneo: "Un pronunciamento importante per continuare a valorizzare la biodiversità ed evitare omologazione"

Lo stop del Presidente del Consiglio italiano rafforza il fronte dei Paesi contrari al sistema di etichetta nutrizionale a colori che é fuorviante, discriminatorio ed incompleto

Foto generica Pixabay

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Lo stop del Presidente del Consiglio italiano al Nutriscore rafforza il fronte dei Paesi contrari al sistema di etichetta nutrizionale a colori che é fuorviante, discriminatorio ed incompleto e finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. È quanto afferma Coldiretti rispetto alle dichiarazioni del Premier Mario Draghi.

“Un pronunciamento importante – spiega Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo –poiché, come sosteniamo da sempre, con l’etichettatura Nutriscore francese, come con quella a semaforo adottata in Gran Bretagna, si rischia di promuovere cibi spazzatura escludendo, paradossalmente, dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera che tiene conto dell’insieme della dieta alimentare e non si focalizza sul singolo prodotto. La Granda conta 11 produzioni a denominazione d’origine fra DOP e IGP: una grande biodiversità da continuare a valorizzare per evitare una indistinta omologazione”.

Le discussioni in sede UE fanno già intravedere una sostanziale divisione in due fronti: se la Francia guida un consistente fronte pro-Nutriscore con l’appoggio della Germania, l’Italia si sta muovendo per rafforzare ulteriormente una coalizione a supporto di un sistema armonizzato, che sia diverso dal Nutriscore e che vada a rivedere alcuni dei principi e idee alla base del sistema francese, supportato anche formalmente al momento da Repubblica Ceca, Romania, Cipro, Grecia e Ungheria.

“La Commissione europea – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – ha anche avviato ad inizio 2021 una consultazione pubblica mentre il Parlamento europeo non si è ancora espresso sull’argomento. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza contrastando le indicazioni fuorvianti ed estendendo l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy”.

comunicato stampa

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