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Solidarietà | 21 ottobre 2021, 14:10

L’appello di Lindy Jo-Anne, studentessa dello Zimbabwe in fuga dai disordini e dal Covid

Ora impegnata in un master a Pavia, cerca una sistemazione sicura e occasioni di lavoro per mantenersi nel nostro Paese

Una veduta di Harare, capitale dello Zimbabwe (foto di toubibe da Pixabay)

Una veduta di Harare, capitale dello Zimbabwe (foto di toubibe da Pixabay)

Guarda anche alla Granda l’appello lanciato da una studentessa originaria dello Zimbabwe, in cerca di una sistemazione e di possibili occasioni di lavoro dopo essere sfuggita alla complessa situazione nella quale versa il suo Paese.

A farsene latore, nella speranza che il suo messaggio possa trovare altre famiglie o aziende interessate, è Paolo, imprenditore del Cuneese, che anni addietro si era servito della collaborazione professionale di Lindy Jo-Anne – questo il nome della giovane – per una serie di traduzioni dall’inglese, apprezzando la professionalità e accuratezza con le quali la ragazza aveva condotto il lavoro.

"Mi sono laureata con lode nel mio Paese in Relazioni Internazionali e Gestione della Pubblica Amministrazione – scrive oggi Lindy Jo-Anne – e vi ho lavorato come esperta al programma di pacificazione nazionale per conto di una Ong svizzera prima e come assistente parlamentare ai colloqui di pace che hanno poi portato al Governo di transizione poi. Grazie a una borsa di studio ora mi sto laureando anche in Italia, all’Università di Pavia, con un master in Politica e Gestione delle Relazioni Internazionali.

In questi anni mi sono mantenuta in Italia grazie a lavori on line di tutoraggio, traduzione e insegnamento dell'inglese coi quali integravo i fondi della borsa, ma a causa del Covid tali impegni sono in buona parte venuti meno. Così, a fine 2020, avevo deciso di tornare in Zimbabwe, dove però, la già drammatica situazione degli ultimi anni, è divenuta catastrofica. Ormai da tempo, a causa della bancarotta dello Stato, nel Paese non vengono pagati gli stipendi, mancano il cibo, l’energia elettrica e i servizi sanitari e le proteste anche dei parlamentari spesso finiscono con violenze e morti per strada. Non c'è sicurezza, al punto che mia madre, professoressa universitaria, e mia sorella sono dovute fuggire in Sudafrica.

Anch’io ho così deciso di ritornare in Italia. Con gli ultimi risparmi sono sopravvissuta in questi mesi e sono stata un aiutata da alcuni amici. Ora mi dovrei laureare, ma sono in difficoltà perché non riesco più a pagare la camera nella quale alloggio ospite di una famiglia. Sto cercando disperatamente una sistemazione in quanto dovrei discutere la mia tesi in presenza, se possibile. Sono vaccinata, volenterosa, ho allevato i miei fratelli aiutando mia madre, cucino, pulisco. Sto perfezionando il mio italiano (il mio corso di studi è in inglese) e non ho problemi a trasferirmi, purché sia una sistemazione sicura, dove possa essere accettata come studentessa e cittadina. Spero in un vostro aiuto, tramite la mail lindyjo92@gmail.com".

Redazione

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