/ Sanità

Sanità | 21 ottobre 2021, 11:14

In prima linea nella lotta al Covid, ora l’ospedale di Saluzzo punta al rilancio

Torna in ospedale la campagna vaccinale: dal 20 novembre chiuderà l’hub al “Pala CRS”. Torna la “day-surgery”. Previsto potenziamento di endocrinologia e diabetologia. Nuovo primariato per la medicina interna. In ospedale potrebbe arrivare una nuova TAC, con il PNRR

L'ospedale di Saluzzo

L'ospedale di Saluzzo

L’ospedale di Saluzzo ha assunto, durante l’emergenza pandemica, un assoluto ruolo di prim’ordine, diventando uno dei “Covid-hospital” della Granda, destinato al ricovero, sia ordinario che in regime di terapia intensiva, dei pazienti Covid-positivi.

E ora che la pandemia, che pur rimane un elemento da sottovalutare, sta allentando poco alla volta la sua morsa, le Istituzioni locali chiedono un rilancio di quell’ospedale. Una forma di riconoscenza ad una struttura, al personale che vi lavora, e a un territorio tutto, che – ancora una volta – non si è tirato indietro quando chiamato a dare il proprio apporto. Fondamentale.     

Su questa partita, c’è ora un accordo, tra la Città di Saluzzo e l’Asl Cn1. L’obiettivo è portare quell’ospedale ad essere un “ospedale di territorio”, “di area vasta”.

Nella sala rossa del Municipio cittadino si sono incontrati il sindaco di Saluzzo, Mauro Calderoni, il suo vice, Franco Demaria, il direttore generale dell’Asl Cn1 Giuseppe Guerra e il direttore del Distretto sanitario locale dell’Asl, Gabriele Ghigo.

Comune e Asl, facendo fronte unito, hanno voluto spiegare le azioni che nei prossimi mesi verranno intraprese sul territorio saluzzese.

Chiuderà l’hub vaccinale del Foro Boario

La prima grande rivoluzione per quanto riguarda la sanità territoriale saluzzese sarà la riorganizzazione della campagna vaccinale.

Saluzzo, sul tema, ha giocato da protagonista, con l’apertura, in tempi record, del grande hub vaccinale al “Pala CRS” del Foro Boario, con uno sforzo – economico ma non solo – in tandem tra Comune e realtà private locali. Qui sono state vaccinate migliaia di persone, risultato possibile grazie ad un’organizzazione che ha davvero pensato ad ogni minimo dettaglio.

Un “esercito” composto da un lato dall’Asl e dal suo personale, e dall’altro dall’instancabile mondo del volontariato locale: Protezione civile, Associazione nazionale Carabinieri, Corpo AIB Piemonte, Associazione “Officina delle idee”. Ognuno per il proprio ambito, i volontari hanno saputo dare quel supporto, che ormai perdura da 6 mesi.

L’hub al “Pala CRS” chiuderà il 20 novembre. Tra un mese. L’attività della campagna vaccinale, ora che sono è stata raggiunta un’elevata copertura tra la popolazione, può tornare all’interno dell’ospedale cittadino, da dove tutto era partito.

Va infatti ricordato che, a inizio anno, la campagna vaccinale era partita proprio dai locali dell’ospedale saluzzese. Salvo poi essere trasferita al Foro Boario, per alleggerire la pressione sull’ospedale di via Spielberg, ma anche sulla viabilità che grava intorno alla struttura, in primis i parcheggi.

Dal 20 novembre i vaccini torneranno ad essere somministrati nella sala al primo piano dell’ala antica dell’ospedale, quella adiacente al laboratorio analisi.

La scelta assunta è stata dettata, come ha spiegato il Dg Guerra, in considerazione delle “attuali indicazioni per la prosecuzione della campagna vaccinale, che prevede per il momento una riduzione delle quantità di dosi offerte alla popolazione con il conseguente minore afflusso di utenti, dobbiamo valutare una ricollocazione del centro vaccinale all’interno del presidio ospedaliero utilizzando i locali che già erano stati dedicati all’inizio della campagna e razionalizzando gli orari di apertura”.

Sempre sul “Pala CRS”, il dottor Gabriele Ghigo ha aperto comunque ad un suo eventuale utilizzo per le somministrazioni delle “vaccinazioni antinfluenzali, eseguite dai medici di medicina generale”.

Il personale verrà destinato all’attività ordinaria, “ancora in sofferenza”

Ma, aspetto forse ancora più importante, secondo l’Asl, questo cambio “consentirà di liberare unità di personale da impiegare nella ripartenza dell’attività ordinaria”. Guerra, infatti, non ha dubbi nell’asserire che l’attività ordinaria sia “attualmente ancora in sofferenza”:

La riorganizzazione dell’attività vaccinale non riguarda solo Saluzzo ma tutti i centri dell’Asl: “Il Pala CRS è stato un grande centro vaccinale che ha saputo fornire una risposta durante la fase di vaccinazione di massa della popolazione e di questo dobbiamo ringraziare il Comune e i privati che in meno di venti giorni hanno soddisfatto le richieste dell’Asl”.

Alle parole del Dg hanno fatto eco quelle del primo cittadino di Saluzzo.

Le comunità del saluzzese – ha voluto ribadire Calderoni – hanno saputo fornire nell’emergenza Covid una risposta immediata agevolando la trasformazione dell’ospedale e dopo aprendo l’hub vaccinale.

Di questo devo ringraziare tutte e tutti gli artefici a cui sono molto grato”.

Come si articolerà la crescita dell’ospedale cittadino?

Al contempo, però, Calderoni ha sottolineato che, allo stato attuale, “le esigenze sono di una rapida ripresa dell’attività dell’ospedale saluzzese”. Augurandosi, sempre guardando al nosocomio di via Spielberg, che il presidio ospedaliero possa “crescere e strutturarsi anche come perno del territorio in grado, grazie all’impegno delle realtà locali con le quali ci stiamo confrontando, di fornire risposte alla domanda di salute di un bacino di utenza di 90 mila abitanti”.

Come, dunque, potrà crescere l’ospedale cittadino?

L’Asl ha pronto un “piano di ripartenza”. In primis con la ripresa dell’attività chirurgica in “day-surgery”: un tassello che era già presente nell’ospedale prima della pandemia, e che oggi potrebbe essere oggetto di un possibile potenziamento, “grazie ad accordi con l’azienda ospedaliera S. Croce e Carle” ha detto il direttore generale.

Guerra, però, vuole anche potenziare, a Saluzzo, l’attività di endocrinologia e diabetologia. Senza tralasciare il primariato di Medicina interna: la poltrona del primario è infatti attualmente vacante, dopo che il dottor Paolo Costantini (che era succeduto a Maurizio Delucchi) aveva raggiunto il traguardo della pensione.

Il potenziamento, però, passa anche dal ritorno alla normalità della pianta organica ospedaliera. Lo ha spiegato bene Guerra: “Abbiamo necessità di liberare il personale presente nei centri vaccinali e riorganizzarlo per agire sulla riduzione delle liste di attesa ambulatoriali e sulla ripresa delle attività chirurgiche”.

In arrivo una nuova TAC?

Il potenziamento dell’ospedale di Saluzzo, poi, potrebbe avere un fiore all’occhiello: una nuova TAC.

Potrebbe essere un passaggio davvero importantissimo, insieme all’arrivo di nuova strumentazione radiodiagnostica, che attualmente è stato inserito nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’organizzazione dell’attività territoriale

La riorganizzazione non potrà non tener conto dell’attività territoriale, per la quale l’Asl intenderà puntare alla costituzione delle Case di Comunità. Una sarà ai piedi della Valle Varaita. L’altra in Valle Po.

Entrambe saranno punti di riferimento per i bisogni sanitari della popolazione delle due vallate.

Nicolò Bertola

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium