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Attualità | 23 ottobre 2021, 19:28

Cooperazione sociale: il punto sulle sfide del futuro a 30 anni dalla legge istitutiva

Il tema è stato al centro del secondo webinar della rassegna organizzata dal CiSem

Cooperazione sociale: il punto sulle sfide del futuro a 30 anni dalla legge istitutiva

A trent’anni dalla legge 381 sulla cooperazione sociale il panorama che si presenta in Italia è chiaroscuro: infatti, se da un lato sono molti i riscontri che la cooperazione porta in ambito sociale ed è diventata una risorsa indispensabile del nostro welfare, il cammino per valorizzare pienamente le potenzialità di questa forma di imprenditorialità è ancora lungo.

 Il tema è stato al centro del secondo webinar del ciclo di incontri organizzato dal CiSem, (comitato imprenditorialità sociale e microcredito) organismo della Camera di Commercio di Cuneo, iniziato lo scorso giugno, per dare uno spaccato sul mondo della cooperazione sociale in provincia.

Il primo appuntamento della rassegna si è concentrato sull’esperienza delle cooperative di inserimento lavorativo della Granda: imprese impegnate nel mantenere stabilità sul mercato di beni e servizi e garantire la formazione lavorativa dei soggetti più fragili; mentre l’incontro tenutosi ieri, giovedì 21 ottobre, ha permesso invece di tracciare un bilancio dopo i trent’anni della legge sulla cooperazione sociale, entrata in vigore l’8 novembre del 1991.

Il tema discusso è stato particolarmente interessante perché, ancora oggi, la cooperazione rappresenta l’unica espressione di impresa sociale nel nostro paese e coinvolge oltre 15 mila imprese.

“La cooperazione è certamente una delle chiavi per vincere le sfide del futuro e per ripartire dopo la pandemia” – ha spiegato il Presidente del CiSem, Alessandro Durando – “In Italia la cooperazione sociale offre lavoro a circa 500 mila persone, di cui  5.000 nella nostra provincia, numeri significativi che ci devono far riflettere sull’importanza di questa forma di impresa, capace  di  esprimere una visione sussidiaria della dinamica social, mettendo in luce come la produzione di ricchezza può associarsi al perseguimento dell’interesse generale. Una sua piena valorizzazione dovrà vedere una forte capacità di fare sistema al proprio interno per un confronto più efficace con le realtà politico istituzionale e gli altri sistemi imprenditoriali. Il fare squadra è la parola chiave”.

All’incontro hanno partecipato Felice Scalvini e Gianfranco Marocchi, codirettori della rivista “Impresa Sociale”, che hanno ripercorso le tappe della nascita e dello sviluppo della Cooperazione sociale in Italia, tra elementi di successo e incompiutezza e hanno illustrato  quelle che ritengono essere le condizioni necessarie per una sua più piena espressione, sottolineando in particolare la necessità di creare un’infrastruttura adeguata, sul piano formativo e  organizzativo, che accompagni le cooperative nell’incontro e confronti con enti e soggetti della pubblica amministrazione.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Enrico Pesce, Presidente Confcooperative Federsolidarietà Piemonte e Barbara Daniele Presidente Legacoop Sociali Piemonte, Giuseppe Danna Presidente Agci Piemonte, nonché Matteo Castella presidente di Ue.Coop Piemonte.

comunicato stampa

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