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Attualità | 26 ottobre 2021, 19:04

Dogliani, la famiglia di Kawtar cerca di tornare alla normalità dopo l'incendio

Sono passati dieci giorni dal rogo che ha reso inagibile la loro abitazione. Gli ultimi aggiornamenti

La famiglia in un momento felice

La famiglia in un momento felice

Ripartire da tre scatoloni di vestiti non è facile ma il senso di solidarietà della comunità di Dogliani è la molla giusta per Kawtar Mouktadi, 25 anni, di origine marocchina, per il compagno ghanese Jiustice Obeng di 31 anni, e per il loro piccolo figlio Bryan che compirà 3 anni il prossimo gennaio.

Con ancora il ricordo del suono dello scoppiettìo della legna nella stufa che va a fuoco, e dell’odore acre del fumo che, domenica 17 ottobre, ha avvolto la cucina dell’alloggio al terzo piano di una palazzina in Fr. Valdibà in cui la famiglia viveva da settembre 2020, è la stessa Kawtar ad aggiornarci sulla situazione: «È stata una settimana in cui la comunità doglianese ha dimostrato di volerci veramente bene. Abitiamo in paese da quattro anni, e da più di un anno eravamo nell’alloggio andato a fuoco. Quella notte il mio sonno leggero ci ha salvati. Sono stati momenti concitati, abbiamo portato il piccolo Bryan dalla vicina Daniela ma lei stessa ha poi avuto problemi elettrici nel suo appartamento, sempre per l’incendio al nostro piano. Ci siamo poi spostati da Adele e Marco, per tutta la giornata, mentre la sera io e Bryan siamo stati ospitati dall’amica Sofia, mentre il mio compagno da un suo amico». Questo fino a sabato 23 ottobre, ma Kawtar si è data da fare: «Lunedì scorso sono subito andata in Comune a chiedere una sistemazione e, se tutto andrà bene, tra circa un mese dovremmo avere un alloggio in una casa popolare. Purtroppo non ci sono appartamenti in affitto in paese,e intanto siamo ospiti in un agriturismo B&B di Dogliani. Un miniappartamento molto carino, immerso nel verde, dove il piccolo Bryan può giocare tranquillo». E così si cerca di ripartire e di scacciare lo spavento: «Abbiamo perso praticamente tutto, conclude Kawtar, esclusi alcuni vestiti. Ringrazio la comunità doglianese per il prezioso aiuto che continua a darci. Ora dobbiamo fare in modo che questo brutto ricordo scompaia».

La parrocchia ha avviato una raccolta fondi e il Comune continua a seguire con attenzione la situazione. Chi volesse dare una mano può farlo rivolgendosi direttamente a Kawtar, telefonando al 331/8624226.

Livio Oggero

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