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Cronaca | 27 ottobre 2021, 12:13

Assalto al Suv e rissa in centro Bra: Daspo "Willy" per i sei responsabili [VIDEO]

Destinatari del provvedimento cinque italiani e un cittadino albanese, di età compresa tra i 24 e i 33 anni. Per un anno non potranno accedere ai locali della "movida" braidese, pena anche la reclusione sino a due anni

Assalto al Suv e rissa in centro Bra: Daspo "Willy" per i sei responsabili [VIDEO]

Prima volta in provincia di Cuneo per il cosiddetto Daspo "Willy", provvedimento entrato a far parte della normativa sulla pubblica sicurezza all’indomani della violenta aggressione che a Colleferro, presso Roma, causò la morte del 21enne Willy Monteiro Duarte. Un fatto, quello accaduto nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, che portò alla modifica del decreto legge 130 in materia di accesso ai locali pubblici di intrattenimento.

Quella norma ha ora ispirato il provvedimento applicato nei giorni scorsi dalla Questura cuneese nei confronti del gruppo di giovani che la Polizia anticrimine ritiene responsabile della violenta rissa andata in scena nella centrale via Cavour a Bra nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 settembre, quando poco dopo la mezzanotte alcuni giovani vennero pesantemente alle mani, arrivando persino a dare l’assalto al Suv di uno di loro. Un deprecabile episodio che, filmato e finito anche sui social, si è presto guadagnato una ribalta andata ben oltre i confini della nostra provincia.

L'ASSALTO AL SUV NEL CENTRO DI BRA [VIDEO]



Ora la misura, per la quale i sei partecipanti alla rissa non potranno avere accesso e stazionare nella zona dei locali pubblici di Bra dove i fatti sono avvenuti per un anno. Nello specifico parliamo dei locali su via Cavour, via Principi di Piemonte e via Marconi. In caso di violazione, per loro è prevista anche la reclusione da 6 mesi a 2 anni e una multa da 8mila a 20mila euro.



Destinatari del provvedimento sono cinque italiani e un cittadino albanese, di età compresa tra i 24 e i 33 anni. Vivono tutti nel Braidese tranne uno, residente a Pomezia (Roma), alcuni hanno precedenti penali.

Cristina Mazzariello

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