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Al Direttore | 03 novembre 2021, 15:01

Camion in valle Stura: "Lanci di palla e rimbalzi di responsabilità sono ormai fuori tempo"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del professor Guido Olivero

Camion in valle Stura: "Lanci di palla e rimbalzi di responsabilità sono ormai fuori tempo"

Gentile Direttore,,
come molti cittadini cuneesi anch’io qualche sera fa mi son messo dinnanzi al televisore ed ho seguito la trasmissione Report che, come primo argomento, ha affrontato la questione delle centinaia di camion che tutti giorni corrono su è giù per la Valle Stura di Demonte, con effetti condizionanti sia per la viabilità che per l’ambiente e la salute di molti residenti in zona.

Paesi come Demonte ed Aisone da anni sono costretti a subire questa situazione che nonostante le tante parole e i tanti progetti permane (e in tutta sincerità, senza voler fare la cassandra, in prospettiva potrebbe anche peggiorare). Peggioramento collegato in particolar modo allo sviluppo e all'ingrandimento di una realtà industriale ubicata a monte della valle che è in forte crescita ed espansione. Aspetto questo sicuramente di grande valore per un territorio montano, con ricadute positive in termini occupazionali e di flussi economici vantaggiosi per tutto l’indotto sia diretto che indiretto, e anche di Valle.

Seppur questi benefici abbiano grande significato c’è da chiedersi se per lo sviluppo duraturo di una impresa siano sufficienti. Fermarsi esclusivamente a questi importanti ingredienti nel fare impresa è un po’ anacronistico. Oggi più che mai la legittimazione sociale dell’impresa non dipende solamente dalla sua capacità di fare profitti nel rispetto  delle norme vigenti, o nell’incrementare l’occupazione duratura, ma richiede comportamenti eticamente responsabili che tengano in rispettosa considerazione anche altre importanti istanze rivolte, nel caso in specie, dagli abitanti della Valle come in assoluto quella ambientale che ha impatti su quel bene primario e non disponibile che è la salute.

Aspetti tra l’altro richiamati e sottolineati giustamente con grande enfasi anche nei bilanci di sostenibilità di tutte le imprese compresa quella citata, per non parlare poi del loro valore nelle campagne di marketing a sostegno all’incremento della vendita dei prodotti. Nel nostro caso, e dal mio punto di vista, ovviamente queste istanze non solo devono  essere tenute in considerazioni dalla grande impresa di Valle investendo di più in azioni concrete di salvaguardia ambientale del territorio in cui opera e grazie al quale genera i giusti profitti, ma da tutte le Istituzioni che hanno responsabilità di buon governo del territorio.

L’allineamento d’intenti che non si è mai trovato in tanti anni lo si deve ricercare (il nostro Presidente del Consiglio direbbe: whatever it takes -ad ogni costo-) e lo si deve far valere con forza nei luoghi opportuni, cercando di mettere a terra quanto prima non delle parole ma dei fatti concreti. Qualche idea c’è, magari non è perfetta, ma comunque il non far nulla è peggio. La “partita” che si deve giocare per la sostenibilità della Valle Stura di Demonte declinata in tutti i suoi vari aspetti di valorizzazione di un territorio che è un unicum a livello internazionale, è troppo grande e fino ad oggi il conto lo hanno sempre pagato i residenti di quei paesi di valle fortemente condizionati dalle centinaia di camion che li attraversano quotidianamente.

Ma come si usa dire le “condanne” non possono durare secoli e per fare in modo che ciò non accada su questa annosa vicenda tutte le parti coinvolte in questa complessa “partita” per fare “goal” devono giocare tutti nella stessa direzione.

I lanci di palla a casaccio non servono più e anche i rimbalzi di responsabilità sono oramai fuori tempo e inutili. Oggi più che mai serve coesione di intenti e reciprocità di sforzi a salvaguardia poi alla fin fine degli interessi comuni che comunque per ragioni diverse tutti i protagonisti sopracitati hanno in questa intricata vicenda.


Proessor Guido Olivero (ex sindaco di Roccasparvera)

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