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Attualità | 11 novembre 2021, 20:23

I tartufi giganti di Briatore ora nel mirino dei Nas. Un "siparietto che conferma la reputazione eccellente dei prodotti albesi"

Un video del famoso imprenditore crea sospetti all'associazione tartufai italiani

Le eccellenze fanno sempre parlare. Ma questa volta la questione, che verte sul tartufo bianco di Alba, sembra avere un contorno particolare. Tutto è iniziato da un video di Flavio Briatore postato sul suo profilo ufficiale di Instagram, e diventato virale su Youtube  (clicca qui) qualche giorno fa, in cui il famoso imprenditore presenta con orgoglio sei esemplari di tartufi bianchi di Alba certificati, come lui stesso afferma.     

Fino qui nulla di strano. Ma il presidente dell’associazione tartufai italiani, Riccardo Germani, ha presentato ai NAS di Milano ed al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, un esposto firmato perché si potrebbe configurare il reato dell’articolo 517 del Codice penale relativo alla vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

Un sospetto sulla veridicità delle bolle di vendita che lo stesso Flavio Briatore fa vedere, e che, per l’associazione, non sembrano chiare.

Un’azione, si legge, “A tutela dei consumatori per capire se i tartufi sono effettivamente non solo provenienti da Alba, ma anche cavati da tartufai delle Langhe e Monferrato”.

A tal proposito abbiamo sentito il parere di Mauro Carbone, direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo, ed esperto in materia, che afferma: «Questo curioso siparietto, a mio avviso, conferma come i tartufi bianchi di qualità siamo sempre identificati con il tartufo bianco di Alba. Le parole di Briatore vengono pronunciate in moltissimi ristoranti e luoghi di vendita di eccellenza. Ormai quando si parla di tartufo bianco vengono in mente quello di Alba e quello di Acqualagna.

L’esposto di Riccardo Germani allora non dovrebbe riguardare solo Flavio Briatore che, tra l’altro, non dice mai che i tartufi sono stati raccolti nel territorio di Alba, Langhe, Roero o Monferrato. Poi sull’esattezza o meno di queste espressioni non saprei giudicare, non faccio il magistrato…

E concludo dicendo che è vero che quest’anno ci sono pochi tartufi, se rapportato a anni fa, anche perché il clima sta cambiando. Ma credo che tra questi pochi un personaggio come Flavio Briatore non abbia difficoltà a reperirne. Vedremo come si evolverà questa simpatica situazione dalla quale ancora una volta il tartufo bianco di Alba conferma la sua reputazione di prodotto eccellente».

Livio Oggero

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