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Attualità | 11 novembre 2021, 16:03

Partecipata cerimonia per il IV novembre a San Michele Mondovì

Oltre al sindaco, Domenico Michelotti, all'amministrazione comunale e a Don Giordanengo, alla manifestazione hanno partecipato anche i Carabinieri della Stazione di San Michele, il Gruppo Alpini e tutte le associazioni locali con i propri stendardi

Partecipata cerimonia per il IV novembre a San Michele Mondovì

Anche il comune di San Michele Mondovì, domenica 7 novembre, ha reso oaggio alle celebrazioni dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. 

La cerimonia, molto partecipata, dedicata ai caduti del IV Novembre, quest'anno è stata particolarmente sentita perché segnava anche il centenario dalla traslazione del Milite Ignoto all'Altare della Patria. 

Oltre al sindaco, Domenico Michelotti, all'amministrazione comunale e a Don Giordanengo, alla manifestazione hanno partecipato anche i Carabinieri della Stazione di San Michele, il Gruppo Alpini e tutte le associazioni locali con i propri stendardi.

Davanti al monumento ai caduti, il primo cittadino ha ricordato la solitudine dell'anno scorso in cui, a causa della pandemia, non era stato possibile svolgere le tradizionali manifestazioni.

"Ecco perché" - ha commentato il sindaco -"quest'anno il saluto alle associazioni e a tutti i presenti va fatto ancor più caloroso, come il ringraziamento per quanto hanno fatto in questo periodo di pandemia, dando un supporto determinante a tutte le persone in difficoltà".

In occasione delle celebrazioni del IV novembre, il sindaco ha anche ricordato i 100 anni del Milite Ignoto, mettendo in risalto Maria, la mamma che ebbe l'incarico di scegliere il corpo di un soldato tra undici salme di caduti non identificabili, raccolti in diverse aree del fronte. Questa donna fu consacrata come madre spirituale del Milite Ignoto, per onorare tutti i caduti di guerra, e la salma del giovane prescelto fu posta all'interno della tomba del Milite Ignoto, al centro dell'Altare della Patria.

"Noi ci siamo stretti all'altare di Cristo per armarci del suo Amore mite ed umile, unico vero antidoto contro le barbarie e le follie umane, fonte di autentica e duratura benedizione." - ha spiegato Don Marco Giordanengo che ha celebrato la Messa in onore ai Caduti - "Nel ricordare i martiri della nostra storia, noti ed ignoti che siano, dobbiamo ricordare il loro ingiusto sacrificio, affinché nessun uomo si faccia mai più tiranno del fratello e della sorella. Affinché ciascuno di noi si metta a servizio della comunione, nel nascondimento e nella dedizione che Cristo ha riconosciuto esemplare nella Vedova del vangelo proclamato in questa 32esima domenica del tempo ordinario".

AP

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