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Attualità | 11 novembre 2021, 14:54

San Michele Mondovì, storia a lieto fine per il cagnolino Frodo, adottato grazie alle ragazze di GEA

L'associazione dal 2020 gestisce il "Canile Rifugio 281", a oggi i 16 cani randagi del comune sanmichelese hanno trovato tutti una nuova famiglia

Frodo nella sua nuova casa

Frodo nella sua nuova casa

E' una storia a lieto fine quella che raccontano le ragazze dell'associazione GEA che, due anni fa, a inizio gennaio 2020, hanno iniziato l'avventura legata alla gestione del Canile Rifugio 281 a San Michele Mondovì.

Oggi, giovedì 11 novembre, le volontarie hanno salutato Frodo, uno dei tanti cagnolini del rifugio che da tempo cercava casa, per lasciarlo all'affetto e alle cure della sua nuova famiglia.

Un percorso non semplice, ma una scelta che si è rivelata vincente grazie alla forza del team. 

"Si chiama Canile rifugio 281, in riferimento alla legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo. Da quando abbiamo rilevato la struttura, all'epoca fatiscente e in stato di abbandono" - spiegano dall'associazione GEA - "è stato fatto un grande lavoro, soprattutto grazie ad un lavoro meticoloso e all'energia motivante del gruppo tutto è pian piano migliorato. Nel periodo antecedente all'apertura, come associazione, avevamo proposto alle amministrazioni di scommettere su di noi affidandoci le convenzioni e quindi la gestione dei loro cani."

Sono state molte le amministrazioni del territorio che hanno deciso di appoggiare il  progetto di GEA, prima fra tutte quella di San Michele Mondovì, dove ha sede il rifugio.

"Il sindaco, Domenico Michelotti, con la sua giunta fin dal primo giorno ha sostenuto le volontarie per riuscire a realizzare quel progetto che all'epoca era solo un foglio di carta e han continuato a farlo ogni qual volta ce ne sia stato bisogno" - proseguono dall'associazione. 

San Michele Mondovì all'epoca manteneva 16 randagi in cerca di casa, alcuni di loro da molto tempo, ma oggi la bella notizia è che anche l'ultimo cagnolino, senza famiglia da diversi anni, ha salutato le volontarie e ha trovato casa.

"Per noi la partenza di Frodo è stato un momento importante, abbiamo anche brindato, perché è stato qui con noi sin dal nostro arrivo e siamo molto affezionate a lui" - dice Andressa, una delle volontarie.

"L'adozione di Frodo è simbolica perché dimostra che i canili si possono svuotare e che è possibile trasformare l'idea di canile da luogo detentivo a spazio vivo e vitale aperto alla cittadinanza" - aggiunge a presidente di Gea - "siamo felici che proprio il Comune di San Michele Mondovì abbia raggiunto questo obiettivo".

Arianna Pronestì

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