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Politica | 11 novembre 2021, 17:40

“Reddito di libertà” per le donne vittime di violenza domestica

La ministra Fabiana Dadone (5Stelle) elogia il capogruppo saviglianese Antonello Portera che si era fatto promotore dell’iniziativa. Da lunedì la misura ha trovato concreta attuazione in una circolare dell’Inps

Antonello Portera con Fabiana Dadone

Antonello Portera con Fabiana Dadone

Le donne vittime di violenza potranno usufruire del cosiddetto “Reddito di libertà”. La questione era stata sollevata nel 2018 dall'avvocato Antonello Portera, consigliere comunale 5 Stelle di Savigliano.

Portera – scrive la ministra alle Politiche giovanili Fabiana Dadone - aveva portato all'attenzione della sottoscritta un'idea semplice ma che racchiude l'essenza di un movimento politico che ha a cuore i più fragili: dare il reddito di cittadinanza alle donne vittime di violenza domestica. Un modo per dar loro coraggio di denunciare e di iniziare una nuova vita”.

Nell'aprile del 2019 – racconta la ministra pentastellata - venne approvato un mio ordine del giorno sul tema da lui sollevato che divenne poi misura del governo Conte II con il decreto “Rilancio”. Le donne vittime di violenza potranno ricevere fino a 400 euro al mese. Questo importo economico è destinato innanzitutto al sostegno delle spese per assicurare l’autonomia abitativa e il percorso scolastico dei figli minori”.

Da lunedì 8 novembre la misura ha trovato attuazione concreta: quelle persone che, oltre ad essere vittime di prevaricazioni e violenze, si trovano anche in condizione di difficoltà economica, potranno avere autonomia ed emancipazione. Sul sito dell'Inps è stata pubblicata la circolare con la quale vengono fornite le istruzioni per la presentazione della domanda per percepire questo ‘Reddito di libertà'. (https://bit.ly/2YzGm6r).

Grazie alle tante persone che, come Antonello Portera, sostengono gli ultimi in questo Paese. Questa – afferma la Dadone - è l'Italia di cui andare fieri”.

GpT

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