/ Politica

Politica | 21 novembre 2021, 07:39

“Costi eccessivi” e “inefficienza”: Martiniana esce dall’Unione del Monviso

Il sindaco di Martiniana Po, Valderico Berardo, critica la gestione associata dell’Ente montano e decide di uscirne, chiedendo però di convenzionare alcuni servizi. Il presidente Meirone: “Prendiamo atto, e continuiamo sulla nostra strada”. Il vice Giusiano: “Nessun obbligo a convenzionare servizi con chi è fuori dall’Unione. Vedremo…”

Sullo sfondo, il Consiglio dell'Unione del Monviso approva il recesso di Martiniana. Nel riquadro, il sindaco Valderico Berardo

Sullo sfondo, il Consiglio dell'Unione del Monviso approva il recesso di Martiniana. Nel riquadro, il sindaco Valderico Berardo

Valderico Berardo, sindaco di Martiniana Po, senza ombra di dubbio ha stabilito una sorta di primato: la permanenza più breve della storia all’interno del Consiglio dell’Unione montana dei Comuni del Monviso.

Nell’assise di giovedì scorso, infatti, l’Ente montano guidato dal sindaco di Sanfront Emidio Meirone, poco dopo le 19.30 ha convalidato Berardo tra gli eletti in seno al Consiglio, sulla scorta di quanto scaturito all’ultime tornata delle elezioni comunali. Lo ha nominato assessore. E, poco prima delle 20, neanche mezzora dopo, ha deliberato il recesso di Martiniana Po dall’Unione del Monviso.

Il sindaco Berardo non era presente alla seduta.

Anche perché, in Unione, Berardo è venuto pochissime volte. Se non addirittura una sola: pochi giorni dopo la sua elezione, il sindaco di Martiniana Po ha partecipato ad una Giunta dell’Ente montano. Un incontro lampo, che doveva essere conoscitivo, e dove il primo cittadino ha sin da subito espresso a chiare lettere la sua linea: uscire dall’Unione montana.

La tesi di Berardo: "Costi eccessivi e gestione associata inefficiente"

Una tesi ribadita, ancora più a chiare lettere, nel Consiglio comunale di Martiniana Po del 28 ottobre. Durante l’assemblea Berardo ha detto di aver “analizzato il bilancio dell’Unione” e di aver “verificato un costo eccessivo dell’Unione. Forse Martiniana è il Comune che paga di più di tutta la Valle Po. Trasferiamo in Unione circa 250 mila euro”.

Di pari passo, Berardo ha “appurato che la gestione associata è inefficiente”.

Secondo il sindaco di Martiniana, “Di fatto l’Unione dei Comuni serve solo ai Comuni piccoli, che così riescono a sopravvivere e al contempo riescono a fruire di contributi che altrimenti non riuscirebbero ad ottenere”.

Alcuni esempi? “In questi anni sono arrivati in Unione circa 8 milioni di euro di cui solo circa 250.000 euro sono stati devoluti a Martiniana Po”. E poi ancora: “I fondi ATO : Martiniana li riceve ma viene ‘tassata’ per un importo pari al 10 % del complessivo. Questa è una assurdità, considerando che i Comuni che sono convenzionati con le Unioni (che quindi ne sono fuori) pagano solo il 5% dei fondi ATO”.

Berardo, in Consiglio, ha elencato i “servizi che ci rende l’Unione: cinque ore di un geometra, la neve, che però dobbiamo gestire autonomamente, la manutenzione degli edifici, una dipendente che costa cara ma che viene da noi 4 volte a settimana, un responsabile finanziario che costa 5 mila euro e che vediamo poco”.

Fatte le premesse, ecco la linea dell’Amministrazione comunale: uscire dall’Unione.

Ma senza troncarne del tutto i rapporti: “La fuoriuscita del Comune di Martiniana Po non significa che questo Ente ha la presunzione di sopravvivere da solo, nessun Ente riuscirebbe a farlo né possiamo permettercelo, ma possiamo e potremo convenzionarci”.

Le perplessità dell'opposizione comunale di Martiniana

Nel dibattito interverrà l’opposizione, guidata dall’ex sindaco Bruno Allasia, il primo cittadino che aveva voluto l’ingresso del paese all’interno dell’Unione.

Martina Mana: “Quali sono i pro e i contro dell’uscita dall’Unione? Ad esempio, ci sarà qualcuno che segue i bandi? Quante saranno le spese di Martiniana Po, uscendo dall’Unione? L’importante è che ci siano più aspetti positivi che negativi. Sei sicuro (rivolta al sindaco: ndr) che comminando con le nostre gambe ce la facciamo?

Non ci sarà nessuno che seguirà i bandi. – le parole del sindaco – Esattamente come ora in Unione non c’è nessuno che li segue. Avremo all’incirca 50 mila euro di vantaggio: noi paghiamo gli stipendi per 120 mila euro, ma l’Unione prende da noi 250 mila uero. Con un geometra e un responsabile finanziario ci costerà al massimo 170 mila euro. Sono sicuro che possiamo farcela con le nostre gambe, e sono pronto a metterci la faccia in quello che faccio. In più, abbiamo 200 mila euro da incassare e siamo rimasti indietro, al 2016: non riusciremo ad incassarli perché la responsabile del servizio finanziario non riesce a gestire così tanti Comuni.

Da quanto ho detto alla responsabile del servizio tributi come fare i solleciti, ad oggi abbiamo già incassato 15 mila euro. Noi usciamo dall’Unione ma non significa che vogliamo rimanere da soli. L’Unione subirà il più grande danno dall’uscita del Comune dall’Unione.

Sui fondi ATO, pensiamo di convenzionarci ad un’altra Unione, che ci aiuterà nella gestione dei soli soldi Ato, essendo il Comune di Martiniana Po molto ambito, avendo oltre 800 abitanti”.

"Fuori dall'Unione un risparmio tra i 50 e i 70 mila euro"

L’assessore Danilo Nasi ha poi specificato come, secondo lui, il risparmio derivante dall’uscita dall’Unione “oscillerà tra i 50 mila e i 70 mila euro”.

Ancora la Mana: “Fossi stata in te (sempre rivolta al sindaco; ndr), avrei atteso un attimo e magari prima avrei fatto una riunione straordinaria. Rimango convinta che uscire non è una buona idea”. L’assessore Bruno Berardo: “Potrei aver molto da eccepire sul passato, ma stendo un velo di pietoso, rimango in silenzio. Però voglio fare un esempio: Rifreddo sopravvive nonostante sia fuori dall’Unione”.

Allasia proverà ancora a porre l’accento sulla questione scuolabus: “Avete pensato allo scuolabus? Sapete di chi è? È dell’Unione…”. Ma la linea del Comune resterà durissima e fermissima. E passerà con i voti favorevoli della maggioranza (l’opposizione ha espresso voto contrario).

L'Unione anticipa di un mese l'uscita di Martiniana

Espletato il passaggio in Consiglio comunale, la delibera è dunque finita sui banchi dell’assemblea dell’Unione montana.

Come detto, Valderico Berardo è stato dapprima convalidato come consigliere eletto “in quota maggioranza”. Poi è stato nominato assessore dell’Ente montano, nella Giunta Meirone.

Poi ancora, il Consiglio si è trovato però ad approvare una delibera “di natura completamente opposta”: il recesso di Martiniana Po dall’Unione.

L’Unione ha anche deliberato il trasferimento di tre dipendenti, che tornano in capo al Comune di Martiniana Po: sono Renato Arnaudo, Donatella Meineri ed Elisa Rolando.

Il Comune di Martiniana ha chiesto di poter uscire dall’Unione con decorrenza 1 gennaio 2022. Il Consiglio dell’Unione, invece, ha anticipato il termine al 1 dicembre 2021: vale a dire che Martiniana farà ancora parte dell’Ente montano per nove giorni, sino al 30 novembre, poi sarà di fatto “autonoma”.

Prendiamo atto di quanto disposto dal Consiglio comunale – ha detto il presidente Emidio Meirone –. Dal 1 dicembre ogni competenza e responsabilità sono in capo al Comune, ed entro la fine dell’anno dovranno essere predisposti dagli uffici eventuali atti e provvedimenti necessari per la definizione dei rapporti economico-contabili, attivi e passivi.

I dipendenti torneranno in capo al Comune dal 1 dicembre”.

Meirone ha poi ringraziato il direttore dell’Unione montana, il dottor Paolo Goldoni, per aver “realizzato benissimo la delibera di recesso di Martiniana: la soluzione trovata, alla quale ha lavorato il direttore, ci da tempo per riorganizzarci”.

Martiniana sarà autonoma,: "Un’àncora di salvataggio, sia per loro che per noi"

Per poi ribadire alcuni aspetti: “Martiniana ora camminerà con le proprie gambe. Questo può essere un’àncora di salvataggio, sia per loro che per noi. Il Comune aveva indicato come data di recesso il 31 dicembre, ma era indicativa. Questa (l’Unione: ndr) è un’associazione, e chi decide sono gli associati. Ci siamo ampiamente consultati, e abbiamo deciso di anticipare di un mese.

Forse Berardo non ha considerato che occorre ristabilire i rapporti con i dipendenti”.

E, come ha sottolineato il dottor Goldoni, così facendo ci sono i tempi che permettono al Comune di predisporre il bilancio 2022 in piena autonomia e, dall’altro lato, all’Unione di rimettere mano al bilancio, alla luce del nuovo assetto dell’Ente.

Certo, mi dispiace – dirà ancora Meirone –. Martiniana non è neanche entrata, che già esce. Ma ne prendiamo atto, e continuiamo sulla nostra strada. Avremo un soggetto in meno, numericamente: vedremo il tempo cosa ci riserverà”.

"L'Unione sembra un po’ un posto dove si entra e si esce a seconda delle circostanze, banali o personali"

Il punto non è passato inosservato all’opposizione dell’Unione montana.

Potrei fare una battuta – ha detto Pierguido Fiorinae dire che gli uffici ormai sono allenati a trasferire ai Comuni dipendenti, fondi e competenze. Da quando sono in Unione, Martiniana è il quarto comune che esce. Ogni scissione, ogni abbandono ha la sua storia: questa forse non è neanche mai iniziata. Rimane il fatto che l’Unione sembra un po’ un posto dove si entra e si esce a seconda delle circostanze, banali o personali. L’Unione dovrebbe essere una cosa un pochino più unita.

Ogni volta sui giornali esce qualcosa, ma poi tutto finisce nelle segrete stanze. A noi piacerebbe che questa Unione fosse un pochino più condivisa, magari con un incontro con i consiglieri comunali, anche degli altri Comuni, per avvicinare le Istituzioni. In Consiglio comunale, a Gambasca, non si è mai parlato di Unione”.

Questa sarà una base di ripartenza” ha rimarcato Meirone, rifacendosi all’idea di Fiorina di aprire l’Unione ad incontri con gli amministratori locali.

"Non so se Berardo abbia piena conoscenza della macchina comunale"

Siamo forti qua dentro – ha aggiunto il presidente – ma se nei Comuni ci sono problemi, si ripercuotono anche qua dentro. Martiniana ha un sindaco nuovo, che seppure ha 60 anni ed è un ex direttore d’azienda, non so se abbia insita la piena conoscenza del funzionamento della macchina comunale.

Abbiamo cercato di spiegargli che l’Unione è una risorsa, ma che l’Unione assolve alle nove funzioni fondamentali.

Ci ha rimarcato che l’Unione non ha ‘mai fatto la scuola nuova a Martiniana’, ma non spettava a noi. Berardo ha un progetto da perseguire, e dice che vuole farlo celermente: celermente è una parola che non si addice molto alla Pubblica Amministrazione.

Io sono ben contento di essere in Unione, anche se rappresento un Comune più strutturato, ho le stesse necessità di Brondello e Gambasca”.

E ora, quali ripercussioni per l'Unione?

Con l’uscita di Martiniana Po dall’Unione, si prospettano ora ripercussioni per l’Ente?

Meirone è ottimista: “Non ci saranno difficoltà organizzative. L’unico impatto saranno i fondi che la Regione stanzia per le funzioni associate, che vedranno decurtate le quote di Martiniana Po.

Per il resto, i funzionari che dedicavano il loro lavoro a sette Comuni, che prima erano dieci, ora hanno più tempo da dedicare ai sei Comuni rimasti.

Martiniana non aveva in capo responsabili dei servizi. Revello, ad esempio, era un valore aggiunto, con in capo diversi responsabili del servizio, ma anche corposo, a livello di adempimenti. Le pratiche edilizie, se erano 100 in totale, 50 erano per Revello.

Si deve e si potrà migliorare: a livello di immagine, sicuramente a questa Unione manca il Monviso, mancano Crissolo e Oncino. Ognuno ha la sua motivazione. Come, di certo, uno dei problemi di questa Unione è il sovraccarico di lavoro, specialmente per i Comuni con più funzionari”.

L'Unione del Monviso, nata fra otto Comuni, poi arrivati a dieci, ora scesi a sei

L’Unione, che era nata nel 2014 con nove Comuni (Crissolo, Oncino, Ostana, Paesana, Sanfront, Gambasca, Castellar, Pagno, Brondello). Negli anni, si erano poi aggiunti Martiniana Po e Revello e, con l’effetto dell’incorporazione di Castellar in Saluzzo, aveva portato l’Ente ad avere dieci comuni.

Poi, sono iniziate i recessi: Oncino, Revello, Crissolo hanno nel tempo abbandonato l’Unione. Che ora, con l’ultima decisione di Martiniana Po, ora conta sei Comuni.

Martiniana verso il convenzionamento? "Non siamo obbligati, vedremo..."

Per Martiniana Po si profila quindi la strada del convenzionamento con l’Unione.

Possibile, ma non certo.

È quanto trapela dalle parole di Nico Giusiano, sindaco di Pagno e vicepresidente dell’Ente montano: “Martiniana non ha neanche provato a rimanere in Unione, per dire subito che questa non funziona. Magari ragione lui, ma va detto che Berardo aveva un posto di diritto in Giunta, che nessuno gli ha negato. Non è rimasto e se n’è andato via.

L’Unione non è obbligata a convenzionare i Comuni fuori dall’Ente. Ora vedremo…”.

Nicolò Bertola

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium