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Politica | 23 novembre 2021, 15:34

Saltato il “listone”, la partita per la Provincia si rivela più complicata del previsto

I partiti alle prese con la formazione delle liste. Difficile gioco ad incastro, nel quale centrosinistra e centrodestra cercano di soffiarsi a vicenda i candidati. Ventilata (ma già tramontata) l’ipotesi di una formazione dei piccoli Comuni. “Granda in Azione” terzo incomodo particolarmente agguerrito

Saltato il “listone”, la partita per la Provincia si rivela più complicata del previsto

Sembrava questione marginale ma, a conti fatti, la partita dell’elezione del Consiglio provinciale si sta rivelando più complessa del previsto.

Forse tutti davano per scontato il “listone” – così come era avvenuto nel 2018 – per cui nessuna forza politica si era industriata più di tanto.

Proprio nessuna no, perché in realtà Azione, il partito di Calenda-Costa, da subito ha manifestato l’intenzione di voler esercitare un ruolo attivo, pur ribadendo la fedeltà al presidente in carica Federico Borgna.

Ora centrosinistra e centrodestra stanno duellando, oltre che per soffiarsi a vicenda sindaci e consiglieri in lista, anche col tempo, perché la scadenza è fissata per le 12 di sabato 28 novembre.

Ieri era circolata voce che i piccoli Comuni intendessero presentare una propria formazione, per far sentire la loro voce, ma l’ipotesi – in considerazione della modalità del voto ponderato (il peso è determinato dalla popolazione di ciascun Comune) è tramontata sul nascere.

Lo conferma la presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni, Franca Biglio, pur precisando che l’Anpci non era in alcun modo coinvolta.

Il centrodestra deve accontentare i tre partiti della coalizione, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia e in più fare posto all’associazione Octavia, che raggruppa vari paesi a cavallo tra il Saluzzese e il Saviglianese e chiede spazio.

Il centrosinistra lavora ad un “campo largo”, così largo che si vocifera di una possibile candidatura nelle sue fila di uno storico esponente “costiano”, molto vicino (se non iscritto) a Forza Italia.

Malumori e pressioni serpeggiano in entrambi gli schieramenti, cosa peraltro frequente ogni qualvolta si tratta di “chiudere” le liste.

Ricordiamo che per il Consiglio provinciale voteranno, nella sola giornata di sabato 18 dicembre, circa 2600 amministratori dei 247 Comuni della Granda.

Non si vota invece per il presidente.

Federico Borgna resterà in carica fino allo scadere dal suo mandato di sindaco di Cuneo nella primavera del prossimo anno.

GpT

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