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Attualità | 24 novembre 2021, 09:15

Giornata contro la violenza sulle donne: "Le leggi necessarie ma non sufficienti: in Italia, nell’ultimo anno è stata uccisa una donna ogni tre giorni"

Riceviamo e pubblichiamo

Giornata contro la violenza sulle donne: "Le leggi necessarie ma non sufficienti: in Italia, nell’ultimo anno è stata uccisa una donna ogni tre giorni"

"Ogni anno la Giornata internazionale per l’eliminazione della la violenza contro le donne chiede a donne e uomini di ricordare, con tante manifestazioni ed eventi, che la violenza e il femminicidio continuano a rappresentare uno dei più tragici fenomeni di massa.

In Italia, la normativa in materia è ritenuta tra le migliori d’Europa e recentemente sono state introdotte utili novità. Dalle norme Antistalking,  al Codice rosso che abbrevia i tempi di intervento della Magistratura e rafforza le pene contro questi reati, oltre che contro il Revenge porn, cioè la diffusione di foto e video a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso.

Le leggi sono necessarie ma non sufficienti: in Italia, nell’ultimo anno è stata uccisa una donna ogni tre giorni, e sta aumentando  anche il numero dei figli vittime della violenza, quasi sempre paterna.

Dunque è chiaro che la repressione non basta. Fondamentali sono anche la condanna sociale, culturale  e psicologica di considerazioni quali “se la sono cercata” o “bisogna anche comprendere le ragioni del violento”. Affermazioni brutali e già di per sé violente. Ragionamenti perlopiù maschili. 

Una indagine della Commissione di inchiesta del Senato della Repubblica, condotta su 200 casi di femminicidio tra il 2017 e il 2019, mostra che nel 65% dei casi le donne non denunciano le violenze subite e neppure lo dicono alle amiche.

Ciò accade perché temono di non essere credute, in famiglia come dalle Forze dell’ ordine. O ancora perché i Tribunali non sempre rispettano il dolore delle vittime, negli interrogatori e nei dibattiti in aula, e addirittura in taluni casi tolgono i figli alle madri pur in presenza di padri violenti e condannati.

Se nel nostro ordinamento giudiziario, solo dal 1996 lo stupro è passato da reato contro la morale a reato contro la persona, questo significa che la sua gravità è stata riconosciuta da pochi anni.  E rimanda ad un ritardo culturale che ancora oggi riguarda il nostro Paese.

Se ci chiediamo dove è necessario intervenire ora, la risposta è anche nel rafforzamento delle  campagne di comunicazione e di informazione e formazione, a partire dall’educazione familiare e dalle scuole; è nella trasformazione della cultura diffusa del Paese, promuovendo il pensiero e la pratica della parità e dell’ educazione al sentimento, sradicando nella società, nel lavoro e nella famiglia  l’asimmetria dei rapporti di potere tra uomo e donna. Contro il patriarcato. Contro la tradizione e l’abitudine del dominio e della sopraffazione dell’uomo sulla donna.

E sostenendo economicamente il lavoro dei Centri antiviolenza e delle Associazioni che stanno dalla parte e accolgono e aiutano le donne che subiscono o sono minacciate da qualsiasi forma di violenza .

E intanto, ancora volta e sempre di più, impegniamoci a diffondere il numero 1522 anti violenza e stalking, servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, di modo che tutte e tutti lo conoscano e lo divulghino perché chi ne possa aver bisogno sappia a chi rivolgersi."

Rosita Serra, Portavoce Democratiche Cuneo. 

Al direttore

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