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Attualità | 25 novembre 2021, 09:43

Al Caffè Letterario di Bra si legge “La baia di Miami” di Salvatore Gargiulo

Dall'autore braidese un thriller avvolgente e inquietante che tiene con il fiato sospeso fino all’ultima riga

Al Caffè Letterario di Bra si legge “La baia di Miami” di Salvatore Gargiulo

È uno dei libri che lascerebbero a bocca aperta (senza acquolina dentro, sia ben chiaro) la Signora in Giallo. “La baia di Miami” è l’ultima fatica letteraria dell’autore braidese Salvatore Gargiulo, un thriller avvolgente e inquietante già dalla copertina. Avvertenze: leggere la seguente sinossi.

Non sempre la vita ti regala le cose che ti aspetteresti. In particolare quando sei un ragazzo di strada e orfano, come Giovanni Pastorino. Un giovane cresciuto in una famiglia povera, ma piena di sentimento. A lui bastava il calore dei suoi genitori per essere felice, ma rimase orfano prima che diventasse maggiorenne. Allontanato anche dai parenti, solo e abbandonato si trovò a fare il contrabbandiere di sigarette. Con caparbietà diventò il capitano di un gruppo di venti persone con quartier generale nel porto di Genova.

Ma in ogni sorta di scelta, la vita alla fine t’invia il conto da pagare. Era quello che pensava sempre Giovanni e su quell’ipotesi rifletté duramente, sulla sua vita e quello che gli aveva insegnato il padre prima di suicidarsi. Con la nascita del figlio Michele, Giovanni capì che era tempo di cambiare. Doveva dare alla sua famiglia la giusta dignità. Era sempre quello che aveva sognato per il suo futuro. Decise di andare via dall’Italia e si trasferì a Miami, cancellando il suo passato. Costruì una casa in una bellissima baia. Col passar del tempo la sua villa diventò un bed-and-breakfast. Diventando così la: “La baia Molinari”.

In tutti quegli anni Giovanni riuscì sempre a nascondere il suo passato, diventando così un cittadino esemplare. Ma qualcosa durante il percorso andò storto: per ogni minimo progetto che realizzava, un avvenimento negativo si batteva contro come una furia. Si trovò in un vortice di episodi negativi. Ecco il suo conto. Tra traffico di reperti antichi, spaccio di droga, omicidi e la polizia con il fiato sul collo, il libro vi terrà incollati fino all’ultima pagina.

Non bastasse, c’è la prefazione di Matteo Corso che parla di un racconto noir raffinato e complesso, ricco di personaggi e dall’intreccio studiato e ingegnoso sin dall’inizio. Salvatore Gargiulo ama soffermarsi sulle descrizioni, spesso anche emotive, di situazioni e soggetti, ma il suo stile scorre veloce e sicuro, senza risultare mai ampolloso o ridondante.

L’autore in “La baia di Miami” coniuga sapientemente le atmosfere tipiche del noir più classico con la freschezza di stilemi e costruzioni vicine a generi più soft, creando un ensemble raffinato, ricco e affascinante. Un libro che ti prende, ti affascina e ti conquista, rivelando la maturità e l’esperienza di uno scrittore sicuramente di classe. Che ve lo diciamo a fare, correte in libreria, su!

Silvia Gullino

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