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Curiosità | 28 novembre 2021, 07:22

Nella casa di riposo di La Morra si impara a fare i distillati

Una bella iniziativa in favore degli ospiti per animare le giornate in struttura

Alcuni momenti del laboratorio in casa di riposo a La Morra

Alcuni momenti del laboratorio in casa di riposo a La Morra

L’iniziativa può sembrare singolare.

La casa di riposo di La Morra, per intrattenere i suoi ospiti, in collaborazione con Alquìmio D’Òc, nei giorni scorsi ha realizzato un laboratorio per far vedere e insegnare a preparare i distillati.

Cercavamo qualche nuova attività – spiega Giorgia Perissinotto, direttrice della SS Crocifisso Onlus di La Morra – da far fare ai nostri ospiti per intrattenerli, ma volevamo proporre un’attività che fosse produttiva, ovvero che li rendesse partecipi nel realizzare qualcosa che terminasse con un prodotto finito. In sostanza insegnargli a realizzare qualcosa che valorizzasse anche il tempo che loro dedicano all’attività in sé”.

Noi facciamo dei liquori di erbe – spiega Stefano Vindrola di Alquìmio D’Òc – ci è venuta l’idea assieme alla direttrice, di passare un pomeriggio con loro per far vedere in piccolo come si fa un liquore.

È una prima esperienza, ci vedremo ancora per il passaggio successivo, la diluizione, e speriamo che poi si possa proporre di nuovo, per noi è la prima volta”.

La scelta su Alquìmio D’Òc, che ha sede in Valmaira e si occupa di produzione e vendita di liquori tipici delle valli occitane, non è casuale, punto di forza la produzione di liquori che avviene esclusivamente per infusione a freddo di erbe aromatiche locali, cosa che ha permesso di realizzare il “laboratorio” senza eventuali rischi per gli ospiti della struttura, come l’utilizzo di fiamme o attrezzi di lavoro.

I nostri ospiti sono di una generazione che non concepisce l’hobby - spiega Giorgia Perissinotto – quindi fare un passatempo per loro è perdere del tempo, quindi è importante fargli fare delle attività che prima di tutto non siano infantili e suscitino in loro interesse e che portino a un prodotto finito.

Quindi nella ricerca di qualcosa che fosse vicina alla loro cultura, che non comportasse rischi o pericoli nel realizzarla, dopo aver escluso cose come fare i saponi, perché bisogna far bollire l’acqua o piccoli lavoretti di falegnameria, che comportano l’uso di attrezzi da taglio, unito al fatto che non si possono fare lavori di precisione, perché hanno una motricità fine limitata, abbiamo avuto idea di fare questa attività, semplice, sicuramente parte della loro cultura e quindi ci è sembrata interessante e utile, direi che per il momento i nostri ospiti l’hanno ben accettata, mostrando interesse e partecipazione”.

Andrea Olimpi

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