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Al Direttore | 28 novembre 2021, 11:06

Le perplessità di Mario Di Vico sulla chiusura dell'hub vaccinale di Cuneo

Riceviamo e pubblichiamo

Immagine di repertorio

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Gentile direttore,

dalle pagine del suo quotidiano mi permetto di esprimere le mie perplessità sulla soppressione della struttura vaccinale “Movicentro di Cuneo” e di seguito andrò a elencare le ragioni che mi lasciano del tutto sorpreso circa la decisione di fare a meno di un importante e strategico punto vaccinale che in questi mesi ha fatto fronte all’emergenza pandemica raggiungendo punte di pazienti vaccinati da far invidia agli analoghi centri delle aree metropolitane della nostra Regione.

L’esperienza vissuta come volontario di una componente della Protezione Civile Nazionale in servizio agli ingressi del “Movicentro”, mi ha consentito di entrare in contatto con centinaia di cuneesi che erano entusiasti della piena ed efficiente operatività della struttura e che sicuramente, mai come in questo momento storico, rimangono basiti difronte alla decisione di chiudere il centro vaccinazioni cittadino che ha servito per mesi la nostra comunità.

La prima regola di buon senso era proprio quella di individuare e mantenere efficiente i centri vaccinali in considerazione della mappatura e distribuzione sul territorio, in funzione del numero di abitanti e distanze chilometriche. A questa precisa esigenza rispondeva il “Movicentro” infatti, era stato individuato quale centro nevralgico e strategico come sede vaccinale.

Per il futuro, salvo ripensamenti, il capoluogo di provincia si troverà privo di un centro vaccinale nonostante una rilevante concentrazione demografica proprio sull’altipiano e nelle frazioni obbligando i pazienti a periodici spostamenti verso il polo ex “Bertello” di Borgo San Dalmazzo quale sito vaccinale più vicino con le conseguenti ricadute sul traffico urbano e i prevedibili disagi per gli utenti di tutte le età.

E’ necessario considerare che proprio in questo periodo storico, con la decisione del Governo di prevedere l’ampliamento del target vaccinale per la somministrazione delle dosi addizionali a tutta la platea dei soggetti over 40, era fondamentale poter contare su un presidio come il “Movicentro”.

Per questo motivo e anche in considerazione del fatto che, nonostante un efficace esito della campagna vaccinale, dovremo nuovamente affrontare una sicura recrudescenza dell’epidemia anche in considerazione della stagione invernale che inevitabilmente porterà con se l’avvento delle comuni sindromi influenzali che andranno a provocare un progressivo e costante incremento dei pazienti che faranno ricorso alle strutture ospedaliere, mai come ora il “Movicentro” avrebbe evidenziato la sua utilità e le sue potenzialità.

Auspico che queste mie riflessioni inducano le Autorità Sanitarie preposte a rivedere la posizione assunta circa la soppressione del centro vaccinale cittadino e che in sinergia con l’Amministrazione Comunale si adoperino prontamente per il suo ripristino o in alternativa per l’individuazione di un sito e/o di una struttura alternativa da adibire a tale funzione perché i cittadini cuneesi meritano un polo strategico al quale poter fare affidamento per il proseguo di una efficace campagna vaccinale.  

Cordialmente

Mario Di Vico

Al direttore

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