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Attualità | 29 novembre 2021, 19:00

“Storie nella Storia”, il progetto di Artea per valorizzare vicende, personaggi e luoghi culturali del territorio attraverso video racconti

Una libreria di risorse digitali per raccontare la cultura nelle sue dimensioni materiali e immateriali

Un dettaglio del castello di Lagnasco

Un dettaglio del castello di Lagnasco

Una libreria di risorse digitali per raccontare la cultura nelle sue dimensioni materiali e immateriali. È “Storie nella Storia”, il nuovo progetto della Fondazione Artea che valorizza vicende, luoghi e personaggi del territorio attraverso una narrazione che mette in luce aspetti significativi, talvolta inediti, della storia locale che meritano di essere scoperti e approfonditi. Si parte con tre episodi: il primo ha come titolo “La peste a Savigliano nel 1630. Storia di un morbo contagioso” con Silvia Olivero, direttrice dell’Archivio Storico di Savigliano; il secondo è dedicato alla figura di Luigi Mallè “Un ‘doganiere’ al confine delle arti” con le storiche dell’arte Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallè, e Clelia Arnaldi, conservatrice di arte antica a Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica di Torino; il terzo, infine, si intitola “I Castelli di Lagnasco. Un gioiello del Manierismo saluzzese” con Silvia Cavallero, property manager del Castello della Manta e l’architetto Giuseppe (Pino) Carità. I tre video sono fruibili sul sito www.fondazioneartea.org alla sezione Digital Library (link) e sui canali social della Fondazione.

“Uno degli obiettivi di Fondazione Artea è rendere il patrimonio culturale della provincia di Cuneo sempre più accessibile, inclusivo e in dialogo con la cittadinanza non solo per facilitarne la salvaguardia e la conoscenza alle generazioni future, ma per renderlo sempre più fruibile, vivo e attuale - dichiara Marco Galateri di Genola, presidente di Artea -. In un momento storico in cui si parla molto di ‘pubblici di prossimità’, alimentare il rapporto con il territorio significa ripensare alla prossimità non solo in termini di vicinanza fisica ma anche, e soprattutto, in termini di senso di appartenenza ai luoghi e di legami culturali identitari”. “Storie nella Storia è un progetto ideato e realizzato da Fondazione Artea con l’intento di promuovere e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale del territorio e volto alla salvaguardia dell’identità culturale delle comunità che in esso si riconoscono - sottolinea Davide De Luca, direttore di Artea -. È il primo di una serie di contributi che Artea organizzerà in un archivio digitale disponibile online sul sito della Fondazione: un contenitore di storie e memorie sul patrimonio locale avvalorate da percorsi di ricerca scientifica e pubblicazioni di documenti inediti”.

In questa prima edizione del progetto “Storie nella Storia”, la voce narrante di Livio Partiti, con il contributo di storici ed esperti, ci accompagnerà alla scoperta di vicende, luoghi e personaggi del passato, rivelando talora scenari inattesi. Si parlerà di come la Città di Savigliano affrontò l’epidemia di peste del 1630, tra lockdown, distanziamento sociale e un misterioso olio miracoloso; si farà tappa a Dronero alla scoperta di uno dei suoi figli più illustri, il collezionista storico delle arti, moderno mecenate e direttore dei Musei Civici di Torino, Luigi Mallè e si andrà poi a Lagnasco dove sarà la storia secolare dei Castelli Tapparelli d’Azeglio a trasportarci indietro nel tempo, dal Medioevo fino al Settecento.

STORIE NELLA STORIA è un progetto di Fondazione Artea - Regione Piemonte, realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e con il contributo di Fondazione CRT e Fondazione CRC.

Si ringraziano per aver collaborato al progetto il Comune di Dronero, il Comune di Lagnasco, il Comune Savigliano, la Fondazione Torino Musei e l’Associazione Espaci Occitan.  

 

I primi tre episodi di “storie nella storia”

La peste a Savigliano nel 1630. Storia di un morbo contagioso

Savigliano, Palazzo Muratori Cravetta e Archivio Storico

L’emergenza Corona-virus ha riportato agli onori delle cronache paure antiche. Di fronte al rischio contagio anche una società evoluta come la nostra ha gettato la maschera: paura “dell’altro”, teorie complottistiche, sfiducia nella scienza, rimedi casalinghi. La prima puntata di “Storie nella Storia” sarà dedicata all’epidemia di peste che sconvolse Savigliano, come gran parte del Nord Italia, nel 1630. L’intento sarà quello di capire come se la cavarono i Saviglianesi alle prese con il morbo contagioso. Erano tempi in cui non c’erano reparti di malattie infettive, ma lazzaretti attrezzati alla bene e meglio; farmaci ben pochi, per cui avanti con le sanguisughe; niente amuchina, ma intrugli odorosi fai da te e un misterioso olio, fatto arrivare appositamente da Milano.

Luigi Mallè. Un ‘doganiere’ al confine delle arti

Dronero, Museo Luigi Mallé

Chi era Luigi Mallé e perché c’è un museo a Dronero che porta il suo nome? Non ha lasciato eredi ma solo documenti d’archivio, qualche testimonianza e soprattutto la notevole collezione d’arte conservata nella casa di famiglia. L’ampia raccolta e la caratteristica abitazione, entrambe donate al Comune di Dronero, sono il set ideale per soddisfare le curiosità su un personaggio a cui lo studio delle arti, soprattutto piemontesi, deve molto. Nel corso del video documentario, Clelia Arnaldi di Balme, Ivana Mulatero e Livio Partiti ne tratteggiano il profilo, inedito, con numerosi aneddoti sulla vita e l’opera di colui che è stato collezionista, poi direttore dei musei civici torinesi e anche mecenate per la Valle Maira.

I Castelli di Lagnasco. Un gioiello del Manierismo saluzzese

Lagnasco, Castelli Tapparelli d’Azeglio

Cosa sarebbe stato il Marchesato di Saluzzo senza quella ininterrotta cerniera difensiva che erano i castelli? Chiunque arrivi dalla pianura, ancora oggi, li incontra sulle colline e all’imbocco delle valli con la loro mole importante, a testimonianza della ricchezza e del potere di chi li abitava. I Castelli dei Marchesi Tapparelli D’Azeglio di Lagnasco, un complesso che ingloba tre diversi edifici nati sul finire dell’XI secolo e sviluppatisi fino al XVIII, videro il periodo di maggior rinnovamento architettonico ed artistico a metà Cinquecento, grazie al volere di Benedetto I Tapparelli, figura eclettica e raffinata. Sul finire del XIX secolo, Emanuele D’Azeglio Tapparelli, ultimo discendente dell’illustre famiglia, riportò sotto il suo controllo l’intero complesso e, alla sua morte, avvenuta nel 1890, i Castelli e le terre vennero messi a disposizione della comunità, rispettando il volere di un uomo, nobile di spirito oltre che di rango. Silvia Cavallero e Pino Carità, insieme a Livio Partiti, ci guideranno in un percorso nell’arte, nell’architettura e nella storia di una famiglia che raggiunse la massima scena politica e sociale, italiana ed europea, del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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