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Attualità | 30 novembre 2021, 09:40

I 5 Stelle di Cuneo non accettano la chiusura dell'hub del Movicentro: "Funzionava bene, si trovi un'altra soluzione"

Ieri sera in consiglio l'aggiornamento del sindaco Borgna, che ha sottolineato come il numero delle vaccinazioni dipenda più dalle linee vaccinali che dal numero di hub vaccinali aperti

I 5 Stelle di Cuneo non accettano la chiusura dell'hub del Movicentro: "Funzionava bene, si trovi un'altra soluzione"

Il centro vaccinale al Movicentro di Cuneo funzionava benissimo, era vicino all'ospedale per i casi in cui qualcuno si fosse sentito male e soprattutto era necessario e di facile accesso per tutta la popolazione, che poteva raggiungerlo anche a piedi in caso di nevicate”.

Una riflessione, quella di Silvia Cina del MoVimento 5 Stelle Cuneo, che negli ultimi giorni si è vista sostenere da diversi soggetti del dibattito pubblico della città capoluogo di provincia. E che nella serata di ieri (lunedì 29 novembre) in consiglio comunale, è stata ulteriormente sviscerata: proprio il consigliere pentastellato Manuele Isoardi – assieme al collega di minoranza Ugo Sturlese – ha chiesto infatti al sindaco Federico Borgna di spiegare le ragioni dietro la scelta presa dall’ASL Cn1.

La città di Cuneo ha chiuso il suo centro vaccinale al Movicentro, situato presso l’Ospedale e la stazione ferroviaria, proprio quando andiamo verso una nuova ondata di Covid e in città si registra un forte aumento delle richieste dopo le nuove disposizioni nazionali, con l’ampliamento dell’obbligo vaccinale, la riduzione della validità del green pass a 9 mesi, l’introduzione del super greenpass, l’apertura alle terze dosi ed alla vaccinazione ai più giovani” prosegue Cina nel comunicato ufficiale diramato proprio ieri.

Durante la risposta in consiglio comunale il sindaco ha sottolineato come il numero delle vaccinazioni dipenda più dalle linee vaccinali che dal numero di hub vaccinali aperti, e ha assicurato che in città non si faranno meno vaccini. Ma Cina ha richiesto attenzione per “sopperire a quello che, ad oggi, appare come un grave disservizio alla popolazione”, se non riaprendo la struttura al Movicentro “individuando un’altra soluzione in città in tempi brevissimi, per affrontare quella che si prospetta come una nuova emergenza”.

Simone Giraudi

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