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Attualità | 02 dicembre 2021, 11:45

Alba, lavori vicini per il recupero del carcere Montalto

Intervento milionario sulla struttura di località Toppino. Dopo l’aggiudicazione dell’appalto nella scorsa estate l’annuncio del senatore Perosino: "Finalmente sbloccata situazione annosa"

La casa circondariale "Montalto" di Alba

La casa circondariale "Montalto" di Alba

L’arrivo del 2022 dovrebbe portare finalmente al varo del cantiere propedeutico a una completa riapertura del carcere di Alba. E’ quanto annunciato dal senatore Marco Perosino, tra i parlamentari della Granda che negli anni si sono attivati con varie iniziative per sbloccare l’impasse riguardante la casa circondariale di località Toppino, alle porte della capitale delle Langhe, riaperta solo parzialmente e oggi attiva come "casa lavoro" per 33 detenuti (su 142 posti di capienza teorica) dopo la chiusura disposta nei primi giorni del 2016 a causa dell’infezione da legionella che ne aveva interessato gli impianti idrici, portando al ricovero di quattro detenuti.

Nella scorsa estate il Dipartimento per l’Amministrazione Finanziaria che fa capo al Ministero della Giustizia era finalmente arrivato all’aggiudicazione dell’appalto da 4,5 milioni di euro che dovrà portare all’ammodernamento del corpo principale del complesso, così da consentire la riapertura.

Espletati i necessari adempimenti documentali l’affidamento alla ditta romana vincitrice dell’appalto sarebbe finalmente arrivato alla consegna dei lavori, fa sapere il parlamentare di Forza Italia e sindaco di Priocca, che del caso ha interessato il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, arrivando così a sbloccare una situazione contraddistinta da anni di ritardi e continui rinvii.

"I lavori di ammodernamento degli impianti di riscaldamento e idraulici saranno realizzati a brevissimo. Ciò porterà alla completa disponibilità e fruibilità della struttura", spiega l’onorevole Perosino, che aggiunge anche come, "a causa di complicazioni burocratiche, il progetto ha subìto diversi cambiamenti".

Una notizia accolta ovviamente con favore da Alessandro Prandi, garante per i Detenuti del Comune di Alba, che ancora il 20 novembre scorso, con una lettera inviata al capo dipartimento del Dap Bernardo Petralia, aveva chiesto aggiornamenti sullo stato di avanzamento della procedura relativa all’appalto affidato nel luglio scorso.  

"Il timore – paventava il garante nella missiva – è che il procrastinarsi dell’inizio dei lavori possa comportare un ulteriore aggravamento della condizione degli edifici, esposti da ormai sei anni alle intemperie, agli sbalzi di temperatura, a infiltrazioni di acqua e umidità, col rischio che i progettati interventi non risultino sufficienti alla definitiva rimessa in opera della struttura". Ora la nuova, che la speranza che davvero sia la volta buona.

Ezio Massucco

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