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Attualità | 07 dicembre 2021, 17:30

Polo Conad a Fossano”: “Gestione amministrativa basata sull’autoritarismo”

La nota dei due gruppi del Partito Democratico e di “Insieme per Fossano”

Il rendering del Polo Conad

Il rendering del Polo Conad

Nell’ultimo Consiglio comunale il sindaco di Fossano ha comunicato la decisione di Caredio Group di non voler procedere alla sottoscrizione dell’accordo procedimentale, atto fondamentale ed integrativo della successiva variante parziale volta alla costruzione del polo logistico in via Villafalletto.

Nei loro interventi di commento, in modo del tutto strumentale, il consigliere Bergesio ed il sindaco Tallone hanno scaricato la responsabilità di questa scelta nei confronti dei consiglieri del PD e della lista civica Fossano Insieme.

Riteniamo questa accusa assolutamente infondata, e sosteniamo che l’esito di questa vicenda sia il risultato di un modello di gestione amministrativa basato sull’autoritarismo, sulla poca trasparenza, sul mancato rispetto sia dei diritti diffusi che degli interessi pubblici.

Ricostruiamo i fatti, tutti certificati da atti e verbali pubblici

Nel Consiglio Comunale del 20 aprile scorso, a fronte d’indiscrezioni “di popolo” sulla costruzione di un polo logistico nella parte bassa della città, i consiglieri Paglialonga, Serra, Cortese e Crosetti presentarono un’interrogazione per conoscere se la notizia corrispondesse al vero; il sindaco confermò l’indiscrezione e, nella replica, il consigliere Paglialonga, a nome di tutti, confermò la piena disponibilità ad esaminare nelle sedi istituzionali ed in massima trasparenza l’intero progetto, puntualizzando altresì che “se tutto fosse andato nei termini indicati di occupazione e compatibilità non ci sarebbe stato nulla da recriminare, anzi si sarebbe fatto il tifo per il buon esito di questa operazione”.

Per rafforzare questa disponibilità richiamò il regolamento sulle esenzioni fiscali introdotto dalle precedenti amministrazioni per incentivare la localizzazione di nuove imprese sul nostro territorio.

Il 12 maggio, in un articolo di stampa locale titolato “Sale la richiesta di un tavolo di confronto”, venne riportata la medesima richiesta di dibattito e di ascolto posta dall’Unione Industriale, dall’Associazione Commercianti, da Confartigianato e da Coldiretti, auspicando la nascita di un tavolo di confronto, magari riattivando la Consulta delle Attività Produttive.

Nonostante queste richieste, da allora in poi, da parte dell’Amministrazione, è calato un totale silenzio sull’argomento, fino al 21 settembre, quando è stata inviata ai Consiglieri comunali la bozza dell’accordo procedimentale.

Poi, con una accelerazione che ha dell’incredibile, il 24 settembre si è riunita la Commissione Urbanistica che ha discusso tale bozza, con il voto in Consiglio Comunale il 27 dello stesso mese. Tre giorni dopo la discussione in Commissione e sei giorni dopo aver ricevuto per la prima volta la bozza da votare.

Nel Consiglio del 27, abbiamo evidenziato come l’interesse pubblico venisse collegato esclusivamente ad un dato occupazionale, peraltro dubbio e incerto, (per posti di lavoro di scarsissima qualificazione professionale) e non venissero presi in considerazione altri aspetti altrettanto importanti quali l’impatto ambientale, il consumo di suolo, le criticità legate al forte incremento del traffico pesante.

Quasi a giustificare la variazione urbanistica preliminare e necessaria per l’insediamento del polo logistico, viene citato il fatto che, negli anni passati, tale area fosse già indicata come “insediamento produttivo” nel Piano Regolatore del 2009, dimenticando che non solo si trattava di un contesto sociale ed economico completamente diverso da quello attuale, e che l’area stessa venne  riconvertita in “agricola” negli anni successivi, a seguito di una richiesta di buona parte dei proprietari, ma soprattutto che all’epoca non esisteva ancora la legge regionale 16 del 2018, che regolamenta il consumo del suolo e impone alle pubbliche amministrazioni di utilizzare, ove possibile, per i nuovi insediamenti produttivi aree già esistenti e dismesse o degradate.

La disponibilità espressa pubblicamente da Conad relativamente all’utilizzo del sito “ex Michelin” in via Torino andrebbe a nostro avviso accolta con favore, poiché si riferisce ad una localizzazione naturale e pienamente confacente ai dettami della sopracitata legge regionale sul consumo del suolo, come da noi peraltro sollecitato e proposto in più occasioni.

Fatte queste considerazioni, vogliamo ribadire con chiarezza che la nostra contrarietà non è certo riferita all’opportunità lavorativa o all’insediamento del Polo logistico sul nostro territorio, ma è motivata da quanto espresso in precedenza. Siamo stati strumentalmente accusati di “fare le barricate”: questa vicenda, come purtroppo molte altre in tempi recenti, ci pone di fronte alla scelta "forzata" di un diritto - il lavoro - a scapito di altri diritti - tutela ambientale, esercizio della democrazia, riduzione del consumo di suolo, ecc.

Crediamo profondamente che i diritti vadano difesi, perseguiti e tutelati insieme, senza che debbano per forza escludersi uno con l'altro. Sogniamo proposte di lavoro qualificate, che tutelino l'ambiente e non consumino suolo.

Questo dobbiamo perseguire come forza progressista, non accettare proposte, a nostro modo di vedere, irricevibili e, a lungo andare, dannose per la città.

E’ su queste barricate che siamo e saremo orgogliosi di salire.

I consiglieri comunali del Partito Democratico e di “Insieme per Fossano”

Al direttore

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