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Eventi | 09 dicembre 2021, 13:35

Satira ed erotismo: a Cuneo in mostra il papiro che ci svela l'umorismo degli antichi Egizi [FOTO]

Un documento unico, restaurato con il contributo della Fondazione CRC. Sarà esposto da domani e fino al 27 febbraio 2022 nei locali dello Spazio Innov@zione, in via Roma 17

Satira ed erotismo: a Cuneo in mostra il papiro che ci svela l'umorismo degli antichi Egizi [FOTO]

Humor, satira, erotismo. E' questa la civiltà Egizia che ci viene consegnata da un papiro della collezione del Museo Egizio di Torino e appena restaurato grazie al contributo della Fondazione CRC. Si tratta, infatti, del Papiro Erotico-Satirico, come è conosciuto. 

Oggi la presentazione ufficiale dell'evento espositivo di questo straordinario documento, unico nel suo genere, che contiene illustrazioni satiriche ed erotiche accompagnate da iscrizioni ieratiche. In uno scenario multimediale, quello dello Spazio Innov@zione della Fondazione CRC (via Roma 17), sarà esposto al pubblico da domani 10 dicembre fino al prossimo 27 febbraio, dal martedì al sabato con orario 15.30-20, il sabato e la domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Durante la conferenza stampa di stamattina, alla presenza del direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco, dei curatori della mostra, di Susanne Topfer, responsabile della collezione papirologica torinese, è stato illustrato il progetto che ha portato al restauro del papiro e, quindi, alla prima mostra in cui viene esposto, proprio qui a Cuneo. Su tutto il progetto l'impronta del presidente Giandomenico Genta, più volte nominato e ringraziato durante la conferenza.

E' stato il suo vice Ezio Raviola a fare gli onori di casa e a ricordare come l'arte, dopo un 2020 buio, sia stato tra le principali attività messe in campo dalla Fondazione su tutto il territorio provinciale. E di come la collaborazione con il museo torinese sia stato una sorta di fil rouge nell'ambito delle esposizioni del 2021, citando la mostra sulla mummia egizia prorogata a Bra.

Il restauro del papiro, come è stato evidenziato dai curatori, ha richiesto un lunghissimo lavoro, essendo in stato di frammenti e, soprattutto, soggetto, nel corso dei 200 anni da quando si trova a Torino, a molti interventi che ne hanno compromesso la salute. E' stato, il restauro, primariamente un lavoro di pulizia e di ritorno, per quanto possibile, allo stato e ai colori originari.

"E' stata portata a termine un'operazione importante. Il museo - ha sottolineato Greco - è un luogo di distruzione. Quando tolgo una pala da un altare per portarla in un museo, sto distruggendo. Ma per conservare e curare, sempre con uno sguardo al futuro e nell'ottica di innovare. Prendersi cura del patrimonio è un concetto per me fondamentale. Ma questo deve passare sempre attraverso la conoscenza: se un patrimonio viene conosciuto viene anche conservato. Scopriremo, attraverso questo papiro, un "aspetto inaspettato" dell'antica civiltà egizia. E lo facciamo iniziando da Cuneo".

Due anni fa, hanno raccontato i curatori, è iniziato un percorso di restauro affascinante e delicato, che racconta una pagina della storia spesso negletta. "Non si tratta di pornografia, le scene sessuali hanno uno scopo di umorismo e satira, acccostabile a certi fumetti contemporanei. Quello che fa ridere oggi faceva ridere 4 mila anni fa: questo ci insegna il papiro, un'opera unica".

La mostra si sviluppa in tre ambienti dello Spazio Innov@zione: all’ingresso il pubblico viene accolto da due video, che approfondiscono anche la complessa attività di restauro; il percorso prosegue con una esperienza immersiva, grazie alle tecnologie sviluppate da Alessandro Marrazzo, vengono proiettate immagini del papiro e delle sue copie conservate in celebri musei, per preparare il visitatori ad ammirare l’originale, il papiro erotico-satirico, esposto in una teca apposita e accompagnato da una infografica che consente di comprendere i contenuti più rilevanti.  Proveniente dalle collezioni del Museo Egizio, a conclusione dell’esposizione cuneese il papiro ritornerà a far parte della collezione permanente del museo.

Barbara Simonelli

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