Attualità - 10 dicembre 2021, 11:32

Pronto Soccorso di Cuneo sotto stress: "Con il freddo ce lo aspettavamo. Tanti accessi per patologie broncopolmonari non da Covid"

Il primario della Medicina d'Urgenza ed Emergenza e del Pronto Soccorso cittadino evidenzia come la "normalità" abbia riportato gli accessi ai livelli pre Covid. Ieri è stato chiuso il Pronto Soccorso di Pescara per troppi accessi: "E' un rischio reale ovunque, si sta creando la tempesta perfetta"

I dati dei ricoveri ospedalieri per Covid, negli ospedali dell'Asl Cn1 e al Santa Croce di Cuneo, sono in aumento ma non ancora preoccupanti.

Sono quelli meno gravi a crescere maggiormente, tanto che a Saluzzo, ospedale Covid del territorio fin dall'inizio della pandemia, verranno aumentati i posti letto a disposizione. Sono 21 al momento, ma i ricoveri sono 23. I posti letto verranno portati a 24.

La settimana scorsa i posti letto occupati erano 19. Una sola persona è ricoverata in terapia intensiva, come sette giorni fa.

Al Santa Croce di Cuneo c'è una persona in terapia intensiva (la scorsa settimana non c'erano ricoveri); 3 in semintensiva, erano invece 4 la settimana scorsa e nove in degenza ordinaria, contro i 10 di sette giorni fa.

I numeri crescono, dunque, ma non ancora in modo preoccupante. E questo dato consente al Piemonte di restare in zona bianca anche per la prossima settimana. 

La conferma arriva dal Pronto Soccorso del Santa Croce di Cuneo, dove gli accessi per Covid sono sporadici. Questo non si traduce, però, in un minor carico di lavoro, perché sono in costante aumento le infezioni delle vie aeree, quindi le patologie broncopolmonari non dovute al Covid ma alla stagione fredda, che è appena cominciata.

Il primario dottor Giuseppe Lauria: "E' successo quello che ci aspettavamo. La normalità della vita porta all'aumento delle patologie del periodo, tanto che gli accessi al Pronto Soccorso sfiorano il 90% rispetto allo standard del pre-pandemia. I casi Covid sono pochi, ma quando arriva una persona con febbre, bisogna escludere che sia positiva, per cui viene destinata ad un'area separata, con spazi e risorse dedicate, tolti alla gestione ordinaria. Il Covid impone dei vincoli organizzativi soprattutto in area diagnostica. Con l'aumento dei casi di bronchiti e broncopolmoniti a cui stiamo assistendo, credo che andremo incontro a settimane durissime. Il Covid ci mangia letti e spazi. Senza contare i traumi degli sciatori, le cadute sulla neve e tutto quello che succede nella normalità. Passano tutti in Pronto Soccorso, non dimentichiamocelo".

Un segnale allarmante, rispetto a quanto potrebbe succedere, lo si è registrato ieri a Pescara, dove è stato deciso uno stop di 48 ore all'accettazione al Pronto Soccorso a causa di un "imprevedibile super-afflusso di pazienti di area medica", proprio di pazienti affetti da sindromi parainfluenzali, "con difficoltà-impossibilità di ricovero, essendo tutte le aree mediche, chirurgiche e specialistiche sature".

"Purtroppo è un rischio reale, che scongiureremo in ogni modo - commenta Lauria. Ma si sta creando la tempesta perfetta".