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Ad occhi aperti | 26 dicembre 2021, 08:45

La vita vince sempre - Jurassic Park

Un buon Natale e un buon inizio di anno nuovo, nel nome della vita. Spassionata, indifferente, inarrestabile, magnifica

Un frame di Jurassic Park

Un frame di Jurassic Park

“Jurassic Park” è un film del 1993 di produzione americana scritto da David Koepp e Michael Crichton a partire dal romanzo dello stesso Crichton, e diretto da Steven Spielberg.
Il celeberrimo film è incentrato sul progetto del milionario John Hammond che, sull’isola altrimenti deserta di Isla Nublar, è riuscito a riportare in vita molti dinosauri tramite la tecnica della clonazione; nonostante i sistemi di sicurezza del parco, però, le cose con i giganteschi rettili preistorici si metteranno male in breve tempo.

È stato battezzato “Baby Yingliang”, è stato ritrovato in Cina ed è un esemplare di oviraptosauro, estintosi circa 70 milioni di anni fa. Misura 27 centimetri dalla testa alla coda ed è racchiuso in un uovo lungo 17 centimetri custodito al Museo di Storia Naturale di Yingliang Stone… che risulta perfettamente conservato e fossilizzato.

Ne avrete sentito parlare, è sostanzialmente il miglior esemplare di embrione di dinosauro fossilizzato esistente in possesso dell’essere umano: ritrovato in realtà nel 2000 nella provincia di Jiangxi, è rimasto per decenni in un magazzino, da cui poi è stato recuperato.

La mente di qualunque appassionato cinefilo – o di qualunque persona che abbia vissuto dagli anni ‘80 sino ad oggi - , leggendo questa notizia, non può che andare a quel capolavoro-cult che è il primo capitolo della saga di “Jurassic Park”.

Tutti abbiamo desiderato, nel corso della nostra vita, di vivere una o più avventure su Isla Nublar e di avere a che fare con quelle mitologiche – ma incredibilmente realistiche – creature, possenti e titaniche, che dominavano il nostro pianeta prima dei mammiferi. E che, a differenza dei mammiferi che hanno dovuto aspettare un ancora non meglio identificato cataclisma per raggiungere la vetta della catena alimentare planetaria, il proprio ruolo di primo piano se lo sono presi con la forza.

Siamo affascinati dall’ignoto e da come reagirebbe l’umano trovandosi costretto ad affrontare un “vicino di banco”così tanto ingombrante, ma credo che il centro della pellicola – e della mia riflessione di oggi – sia soprattutto il concetto che “la vita vince sempre”, sottolineato dall’Ian Malcolm dell’intramontabile Jeff Goldblum: inserire in un sistema come quello della Terra degli anni ‘90 la variabile dei dinosauri non può configurare uno scenario prevedibile o controllabile. E in effetti è ciò che succede.

Ma è un concetto ambivalente e in questo 2021 dove la vita è stata – almeno in parte – strozzata dalla più piccola delle creature immaginabili, il virus, leggere dell’esistenza di un dinosauro completamente conservato e giunto sino a noi porta con sé un senso di speranza vera: la vita vince sempre, davvero, anche quando sembra ormai scomparsa, cancellata, schiacciata, resa insostenibile o insensata.

Ricordiamocene, con la conclusione dell’anno e con l’avvio del prossimo. Se un uovo può rimanere perfettamente conservato dopo 70 milioni di anni possiamo farlo anche noi, qualunque siano le tribolazioni che andremo ad affrontare nei futuri dodici mesi.

Un buon Natale e un buon inizio di anno nuovo, nel nome della vita. Spassionata, indifferente, inarrestabile, magnifica.

Simone Giraudi

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