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Attualità | 30 dicembre 2021, 15:55

Lo tsunami dei contagi: Cuneo 14ª provincia d’Italia per incidenza, aumentata di otto volte in un mese

In tre giorni oltre 3mila nuovi positivi, più che in tutta la scorsa settimana. Nel capoluogo sono più di 600, Mondovì sopra i 400. Alba, Bra e Fossano sopra i 300

Lo tsunami dei contagi: Cuneo 14ª provincia d’Italia per incidenza, aumentata di otto volte in un mese

In tre giorni la provincia di Cuneo ha già superato i casi totali di accertate infezioni da Covid della scorsa settimana. L’andamento del contagio sembra non essersi ancora stabilizzato su un livello di picco nella nostra provincia.

Nei sette giorni terminati con Santo Stefano il totale dei positivi era stato di 2.752 nuovi positivi. Questa settimana, stando ai numeri dell’ultimo bollettino di ieri (mercoledì 29 dicembre) i nuovi casi sono stati 3.131.

La variazione percentuale dei nuovi positivi in sette giorni ha fatto registrare un’impennata del +149,3%. Mentre l’incidenza della Granda ora è tra le più alte del Piemonte (domenica era la quinta) con 853.8 casi ogni 100mila abitanti.

In un mese l’incidenza è incrementata di otto volte (il 30 novembre era di 105.9).

Al momento peggio di Cuneo solo Alessandria (1019.1 casi ogni 100 mila abitanti).

La provincia di Cuneo è passata un tre giorni dal 30° al 14° posto tra le province italiane per incidenza del contagio, classifica che vede in testa proprio Alessandria.

Numeri davvero molto alti che, al momento, non hanno fortunatamente un grosso peso sulle strutture ospedaliere di Cn1 e Cn2. 

Ma il virus corre. Lo dimostrano anche le variazioni nei grossi centri.

Domenica a Cuneo si calcolavano 387 casi. Oggi sono 628 (+241). A Mondovì si è passati da 296 a 429 (+133). Alba da 260 a 369 (+109). Bra da a 352 a 224 (+128). Fossano da 237 a 342 (+105). Saluzzo da 123 a 208 (+85).

Ancora sotto i livelli di metà novembre del 2020 i centri che superano la soglia di guardia fissata su 18 contagi ogni 1.000 abitanti. Soglia superata al momento da quasi 40 centri. Erano circa 60 nel picco della seconda ondata, la peggiore in termini di casi, ma anche di ospedalizzazioni e decessi per la provincia.

Con numeri quasi simili di contagiati quest’anno i dati sui ricoveri e sulle morti raccontano un’altra realtà.

Daniele Caponnetto

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