/ Al Direttore

Al Direttore | 09 gennaio 2022, 19:08

"Il tampone negativo dopo 7 o 10 giorni di isolamento: limitazione che andrebbe rivista"

Un lettore: "Allo stato attuale di ampia copertura vaccinale ed enorme diffusione dell’infezione non si dovrebbe più pensare a richiedere test in uscita a una massa incalcolabile di persone"

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo. 

Immaginate di essere - come tantissimi - "trivaccinati", ovvero abbiate ricevuto ciclo primario e booster. Immaginate di sottoporvi a tampone periodicamente per lavoro (o l'abbiate effettuato per una modesta sintomatologia simil influenzale, non fa differenza), e di trovarvi con disappunto positivi. 

Scattano quindi le regole di distanziamento, che prevedono al momento 7 giorni di isolamento per i vaccinati (10 per gli altri), da cui si esce solo con un tampone negativo. 


Immaginate che al settimo giorno – sempre che vi riesca di avere la possibilità logistica di ripetere un test - permanga la positività, nonostante stiate, come nella maggior parte dei casi, benissimo e asintomatici. 

La regola prevede che in caso di tampone persistentemente positivo si possa uscire dall'isolamento al ventunesimo giorno senza ulteriori test, a meno che non ci si venga a trovare negativi nel frattempo. 


Il frattempo, sottolineo, sono però ben 14 giorni. Immaginate che, legittimamente desiderosi di non stare inutilmente in casa un giorno di più (sia per un desiderio di vita normale che per evitare ingiustificate assenze lavorative), vogliate ripetere il test, diciamo a intervalli di due o tre giorni. Al costo di pochi euro si evita la perdita di giornate lavorative. 


Ebbene, immaginate di pietire (ai Sisp, ai i medici di famiglia, presso i medici competenti) la richiesta per accedere all'agognato tampone e di non ottenere alcuna risposta (non per menefreghismo, ma perché non riescono a smaltire le richieste, e di fatto materialmente mancano i tamponi e gli slot per eseguirli). Di fatto siete prigionieri. Niente tamponi, niente uscita dall'isolamento. Costretti a casa 21 giorni anche se sarebbe potuta scattare la liberatoria molti giorni prima. Se questa non è limitazione della libertà personale... . 


Chiaramente non mi associo a chi finora ha etichettato, fin da inizio pandemia, come anti-libertario qualsiasi provvedimento restrittivo. Un positivo sintomatico andrà isolato, certamente; ma allo stato attuale di ampia copertura vaccinale e enorme diffusione della infezione, Omicron o Delta che sia, non si dovrebbe più pensare a richiedere tamponi in uscita a una massa incalcolabile di persone: bisogna pensare a 5-7 giorni di isolamento se si è vaccinati, a 7-10 se non lo si è, e prevedere l’uscita in automatico al termine del periodo contumaciale. 


Ormai i servizi sono andati in tilt anche per non aver saputo adattare velocemente agli eventi le mosse ufficiali da intraprendere. Se non ci affretta ad adeguarsi a questa imponente quarta ondata, tagliando impietosamente le pastoie burocratiche che oggi paralizzano strutture sanitarie e persone, immaginate pure di rimanere ingiustificatamente prigionieri - se vi ammalate o positivizzate - per molti giorni più del dovuto.

Giorgio Fossati - Busca

Al direttore

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium