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Schegge di Luce | 09 gennaio 2022, 07:20

Schegge di luce: pensieri sui Vangeli festivi di don Michele Bruno, sacerdote cottolenghino di Bra

Commento del Vangelo della Messa di domenica 9 gennaio, festa del Battesimo del Signore, anno C

Don Michele Bruno in orazione nella chiesa dei Battuti Neri, a Bra

Don Michele Bruno in orazione nella chiesa dei Battuti Neri, a Bra

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: "Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento". (Lc 3,15-16.21-22)

Oggi, domenica 9 gennaio la Chiesa festeggia il Battesimo del Signore (Anno C, colore liturgico bianco). A commentare il Vangelo della Santa Messa è don Michele Bruno, sacerdote cottolenghino e cappellano della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Bra, impegnato ogni sabato a celebrare la Messa prefestiva nella chiesa dei Battuti Neri, alle ore 17.30.

Amore, vita, valori, spiritualità sono racchiusi nella sua riflessione per “Schegge di Luce, pensieri sui Vangeli festivi”, una rubrica che vuole essere una tenera carezza per tutte le anime in questa valle di esilio. Pensieri e parole in perfetto stile del Santo Cottolengo, che sono come scintille per accendere le ragioni della speranza. Eccolo, il commento.

“Battesimo” vuol dire: “immersione nell’acqua”. Con la festa del Battesimo di Gesù termina il tempo liturgico del Natale, mentre l’avvenimento del Battesimo di Gesù da parte di Giovanni il Battista segna l’inizio della vita pubblica di Cristo.

Quando diciamo “Battesimo di Gesù”, subito ci viene da pensare al nostro Battesimo: in realtà, è il nostro Battesimo il vero Battesimo di Gesù, cioè quello istituito e voluto da Lui. Invece, il Battesimo di Gesù che oggi ricordiamo e celebriamo, come è descritto nel Vangelo di Luca, è in realtà il Battesimo di Giovanni Battista, come egli lo concepiva e praticava, cioè un’immersione purificatoria e penitenziale nelle acque del Giordano, un “Battesimo di conversione per il perdono dei peccati”, di cui Gesù, senza peccato, non aveva necessità, ma che ha voluto per solidarietà condividere con tutti i peccatori che accorrevano da Giovanni e con tutti gli uomini peccatori di ogni tempo e di ogni luogo.

Così il Catechismo della Chiesa Cattolica descrive il Battesimo operato da Giovanni su Gesù, in un primo tempo controvoglia, ritenendosi indegno e la testimonianza dello stesso Battista sulla straordinaria teofania (manifestazione divina), o meglio divina “epifania” (manifestazione), verificatasi su Gesù “battezzato” per rivelare la sua identità divina: “Giovanni predicava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” (Lc 3,3).

Una folla di peccatori vengono a farsi battezzare da lui. “Allora Gesù andò”. Il Battista esita, Gesù insiste e riceve il Battesimo. Allora lo Spirito Santo, sotto forma di colomba, scende su Gesù e una voce dal cielo dice: «Questi è il Figlio mio prediletto» (Mt 3,13-17; così in Matteo, mentre in Luca, come abbiamo letto oggi: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» Lc 3,22). È la manifestazione (epifania) di Gesù come Messia di Israele e Figlio di Dio (vedi Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 535).

Così Giovanni Battista, secondo il Vangelo di Giovanni, renderà testimonianza di ciò che ha visto ed è avvenuto in quel momento: «Ho visto lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e posarsi su di Lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: l’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. Ed io ho visto e reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio» (Gv 1,32-34).

La grande differenza tra il Battesimo di Giovanni operato su Gesù sta nel fatto che Gesù in quell’occasione viene rivelato e manifestato per quello che era da sempre, Figlio di Dio; mentre nel nostro Battesimo, quello voluto e istituito da Gesù, noi diventiamo quello che non eravamo e siamo diventati, Figli adottivi di Dio.

Se Dio è il più grande che si possa pensare e noi diventiamo suoi figli, ci può essere un avvenimento più grande nella nostra vita? Per questo papa Francesco, qualche tempo fa, ha invitato i battezzati a celebrare, conoscere o riscoprire la data del loro Battesimo. E perché no, anche il luogo e, per un dovere di riconoscenza, anche il sacerdote che ci ha battezzati, che probabilmente per molti di noi non sarà più in vita.

Silvia Gullino

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