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Attualità | 12 gennaio 2022, 17:28

Vernante dice addio alla Vetreria: al via la messa in sicurezza, resteranno in piedi le due ciminiere

Il sindaco Dalmasso: “Siamo moderatamente soddisfatti. Continuiamo a credere con convinzione in uno sviluppo possibile di quella zona. È in studio di fattibilità la realizzazione di un polo scolastico, insieme a strutture turistico-ricettive e pubbliche, e anche residenziali”

I lavori di demolizione per la messa in sicurezza della ex vetreria di Vernante

I lavori di demolizione per la messa in sicurezza della ex vetreria di Vernante

Sono iniziati lunedì 10 gennaio i lavori di demolizione per la messa in sicurezza della ex vetreria di Vernante. Una struttura di 25.000 metri quadri abbandonata nel lontano 1978 e da allora divenuta un vero ecomostro, una bruttura per il paese e l'intera valle Vermenagna.

I lavori – eseguiti dalla Fantino costruzioni insieme a un fondo immobiliare - dovrebbero concludersi entro l'estate. Lo stabile non verrà totalmente abbattuto, ma verrà lasciato ad un'altezza adeguata perchè non sia pericoloso per i cittadini. Resteranno in piedi le ciminiere che hanno un loro valore storico e su cui è in ballo uno studio particolareggiato.

Il primo cittadino Gian Piero Dalmasso: “Siamo moderatamente soddisfatti. La sola messa in sicurezza e/o demolizione dell'intera struttura non porteranno al paese il valore aggiunto al quale crediamo possa contribuire quell'area. Continuiamo a credere con convinzione in uno sviluppo possibile di quella zona. Siamo convinti e ci proponiamo, almeno fino alla fine del nostro mandato, di continuare a pensare e progettare diverse opportunità. L'obiettivo è già stato tracciato con una richiesta ai fondi PNRR. È in studio di fattibilità la realizzazione di un polo scolastico, insieme a strutture turistico-ricettive e pubbliche, e anche residenziali. Il polo scolastico sarebbe importante vista la necessità di adeguamento sismico ed efficientamento di risparmio energetico sugli attuali istituti. Inoltre si potrebbe anche rilanciare una scuola artigianale per la produzione di vetro e coltelli vernantini”.

LA STORIA DELLA VETRERIA DI VERNANTE

La storia della vetreria è stata ripercorsa dal sindaco Dalmasso in un documento inviato a tutti i concittadini. La riassumiamo qui.

Fondata dopo la Seconda Guerra Mondiale dalla "Società vetraria". A cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, dava lavoro a circa 200 persone, con Vernante che contava più di 2.000 residenti (oggi poco più di 1.100, ndr)

Tuttavia, proprio negli anni successivi, la nuova metodologia di produzione del vetro non più a lavorazione verticale ma orizzontale, la mancanza di ulteriori spazi per l'ampliamento, la diffusione del trasporto su gomma anziché su rotaia e l'esigenza di essere più centrale rispetto alle principali linee commerciali, hanno spinto la Società Vetraria a ricercare un sito più idoneo che venne individuato nelle vicinanze di Cuneo, per la ricollocazione della vetreria, che prenderà il nome di "Vernante Pennitalia".

Al termine della costruzione della nuova fabbrica, nel 1975, la produzione nella vetreria di Vernante viene interrotta.

Significativo il ricordo del primo cittadino, allora studente delle medie: “Un ricordo personale di quegli anni e che non potrò dimenticare, come immagino molti miei coetanei, fu la grande manifestazione di protesta sindacale per la chiusura della vetreria. Affacciati alle finestre, un po' sorpresi e un po' allarmati, noi alunni delle scuole medie vedevamo sfilare un grande corteo guidato da Bassignano Sebastiano, eletto poi sindaco per tre mandati e prematuramente scomparso, e composto da numerosi famigliari e amici, tutti coinvolti nel ciclo produttivo della fabbrica”.

Dal 1978 fino all'anno 1983 rimangono attive soltanto alcune attività marginali, come la produzione di casse di legno per il trasporto. Negli anni immediatamente successivi alla chiusura si è assistito ad un progressivo spopolamento del paese.

Nel novembre del 1996, la ex Comunità Montana Valli Gesso - Vermenagna - Pesio presentò, insieme ad altri progetti nel Patto Territoriale Cuneese, il recupero del fabbricato della ex vetreria a fini turistico-ricettivi. Il progetto, redatto dall'Architetto vernantino Carletto Agostino, prevedeva la fine dei lavori per l'anno 2002.

L'idea, con una spesa prevista di circa 7 miliardi e 100 milioni delle vecchie lire, di cui 6 miliardi e 500 milioni a carico della proprietà e 620 milioni a carico del comune, prevedeva una galleria commerciale a proseguimento di via Umberto I, la creazione di un residence con una cinquantina di appartamenti per un totale di circa 200 posti letto, una piccola piscina e, nei locali assegnati al Comune, la realizzazione di un museo di tradizioni locali con annessi laboratori artigianali per dare nuovo impulso alle lavorazioni del coltello vernantin e del vetro.

A seguito di un ulteriore studio progettuale, si è giunti all'adozione di un Piano di Recupero dell'area, tuttora vigente. Il piano prevede la realizzazione di un nuovo quartiere residenziale, ritenuto dal Comune, dalla proprietà e dai progettisti idoneo a cambiare il volto del paese. Lo studio, che si è concluso nel 2011, prevedeva la demolizione del fabbricato nel 2012, la successiva realizzazione di 125 alloggi (24.000 mc.), locali ad uso commerciale (4.000 mc.) e la creazione di spazi pubblici superiori agli standard del Piano Regolatore vigente. Inizialmente si era pensato anche alla conservazione delle ciminiere, successivamente però l'amministrazione comunale optò per la loro demolizione.

Nel maggio del 2012 la Regione, che consigliava caldamente il recupero delle ciminiere, approvava il Piano di Recupero. Si procedeva così alla bonifica dell'amianto dai fabbricati e si manifestava da parte sia dell'amministrazione comunale sia della proprietà la volontà di iniziare da subito i lavori.

I lavori però non sono mai iniziati, né tantomeno si è assistito alla demolizione della struttura.

Conclude Dalmasso: “Già nel primo mandato da vicesindaco e ora da sindaco ho incontrato più volte la proprietà (che nel frattempo è nuovamente cambiata). Ho incontrato nell'Architetto Fantino, una persona sensibile alle problematiche che il fabbricato e l'intera area circostante arrecano al territorio in merito alla sicurezza, all'abbandono e al decoro. Si sono cercate soluzioni alternative, alle quali la proprietà non ha mai posto vincoli, se non quelli giustificati dalla impossibilità di effettuare ulteriori investimenti senza ritorni economici”.

Verso la fine del 2019 e l'inizio del 2020 si era aperto uno spiraglio di luce sulle sorti del sito. La pandemia, la chiusura totale della produzione e altri fattori hanno allontanato almeno per il momento questa opportunità. Insieme alla proprietà si è quindi cercato di soddisfare la necessità di mettere in sicurezza lo stabile e quella di migliorare l'impatto di immagine e di decoro. Ecco quindi l'avvio, nel gennaio 2022 dei lavori di messa in sicurezza dell'area attraverso l'abbattimento parziale di tutte le parti pericolanti, ai confini e interne all'area di proprietà.

Cristina Mazzariello

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