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Curiosità | 12 gennaio 2022, 15:45

Barolo, dai nomi delle vie uno studio sulla storia del paese

Il volume curato da Pierangelo Vacchetto e con una selezione di immagini realizzate agli inizi del Novecento da Lorenzo Foglio conclude l'articolato progetto che l'Amministrazione comunale ha promosso sulla toponomastica del centro vinicolo

Nelle foto alcune immagini di inizio Novecento del barolese Lorenzo Foglio, la copertina del volume e le ceramiche realizzate dal Comune

Nelle foto alcune immagini di inizio Novecento del barolese Lorenzo Foglio, la copertina del volume e le ceramiche realizzate dal Comune

L’Amministrazione comunale, anche per il 2021, omaggerà ogni famiglia barolese con una pubblicazione che ha per tema la storia e le vie del paese dal titolo “Barolo – Le Genti sulle Strade della Storia del Luogo”.

L’occasione è il lavoro compiuto sulla toponomastica barolese, un progetto iniziato dall’Amministrazione guidata da Walter Mazzocchi e portata a termine nel corso di quest’anno con la stampa delle ultime piastrelle. Un’operazione, durata alcuni anni, che ha visto la selezione di un centinaio di immagini di Lorenzo Foglio, stampate su ceramica, da abbinare ai nomi delle vie barolesi, cercando di trovare un nesso dove possibile, tra la strada e le foto.

Oggi passeggiando per le vie di Barolo, alzando di poco lo sguardo, inevitabilmente ci si può posare gli occhi su un gruppo di lavandaie, o di studenti, su un alambicco che distilla grappa o su una bottega di bottaio. Questa è la forza che ancora oggi hanno le immagini di Lorenzo Foglio, al quale è stata dedicata una apposita ‘salita’, il 15 settembre 2008, su cui campeggia la sua immagine con macchina fotografica.

L'insieme dei nomi delle strade, piazze di un centro abitato e il loro studio storico-linguistico viene denominato odonomastica. Le attribuzioni sono il risultato di sovrapposizioni nel tempo, frutto di influenze di tipo storico-ideologico, come i cambiamenti di carattere socio-economici e di mode e possono essere, agli occhi di un attento osservatore, strumenti che permettono di leggere e interpretare la realtà, il contesto creato, e dedurne avvenimenti e storie della popolazione e del luogo.

Il volume contribuisce alla conoscenza dell’origine dei nomi delle vie, dei vicoli, delle piazzette del proprio paese, che non sempre è una cosa semplice, ma può rivelarsi interessante come i nomi sono giunti fino a noi da generazioni e generazioni.

Una parte del libro è dedicato alla toponomastica, riproponendole via per via con a fianco le storia che le rappresenta, tracciata da ricordi e da documenti ritrovati in Comune e racconta in breve l’evoluzione della comunità rurale barolese e il cambiamento del suo costume. Si passa dalla storia del paese a quella delle chiese e cappelle, dai giochi alle feste di leva, dalla vita civile che emerge dai documenti comunali alla vita religiosa grazie all’archivio parrocchiale ed alla disponibilità della Curia che ha dato ampia disponibilità a fotografare i luoghi religiosi. Il libro ha la stessa impostazione grafica di quello dello scorso anno e fa parte di una collana che era stata pensata alcuni anni fa da Renata Bianco, Walter Mazzocchi e Pierangelo Vacchetto che, anche quest’anno, ne ha curato la realizzazione.

Per l’autore Pierangelo Vacchetto “la storia è quella che si fissa nel tempo sui documenti che servono da verifica alla memoria delle persone, a volte parziale o di parte, e tracciano insieme l’evolversi e il costume di una società. Questo libro ha la pretesa di percorrere, in breve, l’evoluzione della comunità rurale barolese e il cambiamento del suo costume cercando di lasciare fuori il più possibile, la memoria. I fatti sono raccontati sino a cinquant’anni fa circa con limitati riferimenti all’oggi, senza entrare volutamente troppo nel tessuto del mondo odierno. Dopo aver raccontato i fatti dei signori di Barolo nei volumi precedenti, ora la voce va alla collettività barolese, al popolo di donne e uomini che ha saputo creare una storia con caparbietà ed intelligenza nei secoli facendo sì che oggi questa terra sia diventata un nome da spendere con orgoglio nel mondo. La comunità va intesa come parte pubblica che per prima negli anni ha saputo scegliere ed indirizzare le proprie azioni verso la cultura dell’accoglienza turistico-enogastonomica, affiancata dalla parte privata imprenditoriale, frutto dell’evoluzione contadina che ha puntato sull’eccellenza della produzione. La bellezza di un territorio nasconde spesso fatiche e sudori di gente, che non ha avuto su di sé le luci dei riflettori, di persone che hanno sacrificato la vita al lavoro ed alla famiglia. Un libro che ripercorra il passato di un territorio e di una collettività può essere un mezzo per fissare date, nomi, luoghi in cui la storia è passata per forgiarne il territorio, le case, le strade e le menti”.

Per il sindaco Renata Bianco “la pubblicazione di un’opera di ricerca storica attraverso le vicende umane che ne hanno generato e distinto la cultura, è sempre un evento di particolare importanza per una comunità oltre a rappresentare un atto d’amore, di riconoscenza e di progresso umano. Scrivere la storia locale non è meno importante dello scrivere la storia generale. Nel dipanare la vita municipale si devono conoscere i fatti storici nazionali per inquadrarne la ricerca e dare significato ai fatti particolari. La nostra terra dove la civiltà contadina ha una sua storia di sofferenza e di riscatto, ben raccontata da illustri scrittori, ci porta a mostrare con orgoglio quello che i nostri avi hanno costruito con passione e che oggi abbiamo il dovere di ricollocare nella giusta dimensione del suo succedersi temporale".

"Sono contenta del lavoro che abbiamo fatto – prosegue il primo cittadino –. Quando, alcuni anni fa, con Walter Mazzocchi e Pierangelo Vacchetto, pensammo a una 'collana' di volumi che raccontassero il nostro paese nelle diverse sfaccettature avevamo la convinzione che Barolo meritasse un’attenzione vera, speciale, forte e autentica. Ora mantenendo fede a quell’impegno, purtroppo senza la figura aggregante di Walter, siamo arrivati al secondo capitolo, quello dedicato all’evolversi della realtà umana del paese e al racconto strettamente legato al lavoro compiuto sulla nuova segnaletica nelle vie del concentrico. Barolo è un paese antico, dalle abitudini antiche, dai riti antichi e di una modernità rispettosa della nostra storia e del nostro modo di essere. Noi crediamo che 'piccolo abbia il significato di bello', che la dimensione umana sia il nuovo al quale dobbiamo riconoscere valore, che curarne i particolari sia lo straordinario che fa di una terra, di una persona e di un ambiente qualcosa di speciale che attira e che attribuisce un valore alle cose. Nei capitoli che si susseguono, Barolo è teatro di presenze umane, di vicende storiche, di avvenimenti importanti o meno che compongono il territorio, le strade e le genti di oggi. È un libro di cose vissute, di feste e di momenti di vita religiosa e civile, di lavori faticosi che portano a rappresentare un quadro esaustivo di quella che era la vita nel paese, in particolare, dal Settecento al Novecento”.


Le foto vanno da quelle attuali nella seconda parte del volume, poste in contrasto con le immagini antiche della prima parte dando modo di cogliere i cambiamenti, che in un secolo si sono verificati in un paese che ha seguito il percorso della modernità nella tradizione per essere sempre al passo della storia che continua a rappresentare.

La stampa è stata affidata alla Edizioni Langhe Roero e Monferrato di Alba, grazie alla disponibilità e collaborazione di Roberto Cerrato, e il volume sarà in distribuzione alla popolazione entro la metà del mese di gennaio del 2022.

Redazione

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