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Curiosità | 12 gennaio 2022, 12:47

Le sorgenti del Pesio come non le avete mai viste [FOTO E VIDEO]

Ecco le immagini realizzate dal Gruppo Speleologico Alpi Marittime sabato 8 gennaio dentro le grotte del Pis. Fino a 20 anni fa, per superare i laghetti, si usava il canotto. Ora invece c'è un impianto fisso con cavi d'acciaio che permette di attraversarli sospesi

Dentro la grotta del Pis del Pesio - foto di Jacopo Elia

Dentro la grotta del Pis del Pesio - foto di Jacopo Elia

Alzi la mano chi non è andato almeno una volta ad ammirare lo spettacolare getto del Pis del Pesio in primavera. Vi siete mai chiesti cosa c'è dentro le gallerie dietro la cascata?

Ve lo facciamo vedere grazie alle foto e ai video realizzati dal giovane Jacopo Elia che, insieme al Gruppo Speleologico Alpi Marittime, ha fatto due escursioni in grotta a inizio gennaio.

La prima il giorno dell'Epifania: erano in sei per vedere se si riusciva ad entrare e per sistemare le corde. I cavi d'acciaio sono lì da parecchi anni e sono stati doppiati per maggior esicurezza. Poi sabato 8 gennaio sono ritornati per l'escursione vera e propria. Con lui c'era anche il papà Ezio Elia, poi Daria Giordano, Nicolò Tovoli, Davide Ghibaudo, Federico Gregoretti e ancora altri ragazzi alla prima volta dopo lo stage di speleologia.


Per Jacopo Elia - 21 anni, studente universitario di Scienze forestali e ambientali a Torino - la speleologia è un affare di famiglia: “Questa passione mi è stata tramandata da mio papà Ezio e da mio zio Enrico, che a loro volta sono stati 'contagiati' da mio nonno. Vado in grotta da 5 anni. Lo spirito che ci guida è quello dell'esplorazione e dell'avventura. Ormai in superficie è stato tutto scoperto e visto. Le grotte invece sono l'ultima frontiera. Gli speleologi possono essere le prime persone al mondo ad arrivare in certi luoghi. Tutto questo è affascinante. Senza contare poi l'aspetto scientifico, con lo studio dell'acqua e la geologia”.

Quella dentro le grotte del Pis è un'escursione medio facile per uno speleologo. Lo sviluppo reale è di circa 2 chilometri, con un dislivello positivo di 49 metri e uno negativo di 40. Quasi tutto in orizzontale, con traversi e appesi per spostarsi sui laghi, senza pozzi all'interno.

Lo spiega bene Ezio Elia che tante volte si è addentrato nel Pis e che negli anni '80 ne ha fatto il rilievo topografico: “Per uno speleologo piemontese è una grotta abbastanza classica. Non c'è da strisciare, ci sono ambienti grandi e si sta in piedi. È particolare perchè non è verticale e c'è una grande quantità di laghi e torrenti, ma non eclatante a livello tecnico. È molto più impegnativo arrivarci, si devono mettere corde all'ingresso e a metà parete. Va detto però che la parte percorribile a piedi è di circa 1 chilometro. L'altra metà invece è completamente sommersa. Lì possono entrare solo subacquei di livello mondiale; è un sifone molto impegnativo per l'acqua fredda e la lunghezza. Nell'escursione di inizio gennaio abbiamo fatto solo il ramo principale e alcuni secondari, percorrendo circa 400 metri di grotta in 3-4 ore”.

Il periodo ideale per visitarla è proprio l'inverno. “Bisogna sfruttare o la magra invernale o la magra estiva - spiega Ezio Elia -. E ovviamente avere anche la certezza di tempo bello. Mai entrare con la pioggia perchè la grotta potrebbe allagarsi in poco tempo. E la magra invernale è decisamente la più sicura”.

La grotta del Pis del Pesio costituisce la più spettacolare risorgenza del sistema delle Carsene ed è stata la prima cavità esplorata del Marguareis.

“La curiosità è che fino a 20 anni fa per superare i laghetti si usava il canotto – aggiunge Ezio Elia -. Ora invece c'è un impianto fisso con cavi d'acciaio che permette di attraversarli sospesi”.


Secondo il catasto delle grotte in Piemonte, la prima esplorazione documentata del Pis del Pesio è datata 29 agosto 1905, per merito del cavalier Vittorio Strolengo, che con un ardito sistema su tronco d'abete, raggiunge l'ingresso della risorgenza e si addentra nella grotta fino al primo lago.
L'impresa fu documentata da Fritz Mader, compagno di spedizione, che ne pubblicò il resoconto sulla Rivista Mensile del CAI del 1906, suscitando anche l'interesse del celebre geologo fossanese Federico Sacco.
Sempre Strolengo è protagonista di una nuova esplorazione nel 1909, che consente il superamento dei primi laghi per mezzo di una zattera e la redazione del primo rilievo della cavità. Nel 1937 è la volta degli esploratori locali guidati da don Marabotto, parroco di una borgata di Chiusa Pesio, con la collaborazione dell'ing. Gino Rodella, genovese, che progetta una zattera smontabile per superare i laghi.
All'inizio degli anni '60, con la nascita della speleologia organizzata, la grotta torna ad essere esplorata, anche con tecniche speleosubacquee e nel 1971 il GSAM stende il primo rilievo completo della cavità. Nell'ultimo decennio del secolo scorso si sono susseguite spedizioni speleosubacquee grazie a gruppi speleo liguri, piemontesi, belgi e francesi, che hanno permesso di conoscere cosa si nasconde al di là dei sifoni, verso il cuore attivo di questo vasto sistema carsico.
Il superamento e l'esplorazione non completa della zona sifonante sono opera dei belgi dello CSARI e del GS Bolzaneto (1993-1999). (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 1 - 2010) .

Non è di certo una grotta turistica. Servono corsi con gruppi speleo regolati dalla Società Speleologica Italiana. Si tratta di 5 lezioni teoriche e 5 uscite pratiche. E chi fa il corso può mettere in conto di andarci.

“Il nostro obiettivo è far conoscere la speleologia a più gente possibile. Una bella attrattiva che permette di vivere l'esplorazione vicino a casa. Il Cuneese infatti è la zona più ricca di grotte di tutto il Piemonte. Il Marguareis ha questi altopiani carsici dove ci sono centinaia di grotte, sia sul versante Pesio che in val Tanaro, e sono tra le più famose nelle Alpi. Tutti gli anni si scopriono grotte nuove”, conclude Ezio Elia.

Per maggiorni informazioni sul GSAM (Gruppo Speleologico Alpi Marittime) contattare il Cai Cuneo (www.caicuneo.it/ - tel. 0171 67998 - info@caicuneo.it) oppure visitare il sito internet https://agsp.it/


Cristina Mazzariello

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