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Scuole e corsi | 15 gennaio 2022, 19:40

Diplomarsi ai tempi del Covid: la storia di Francesca Piacenza

L’esperienza della giovane, diplomatasi all’Istituto Tecnico Denina corso RIM di Saluzzo

Francesca Piacenza

Francesca Piacenza

Mi chiamo Francesca Piacenza, ho 20 anni e mi sono diplomata nell’anno 2020 all’Istituto Tecnico Denina corso RIM di Saluzzo.

Io sono stata una di quelle alunne che si sono diplomate nell’anno del Covid, dove qualche giorno di vacanza per le feste di Carnevale si è trasformato in 3 mesi chiusi in casa. Abbiamo potuto ritornare a scuola solo per sostenere l’esame, senza però lo stesso entusiasmo  che avrebbe dovuto esserci.

Nel periodo in cui ci siamo ritrovati a dover rimanere a casa l’interrogativo su cosa fare in un futuro in realtà molto più vicino di quanto pensassi mi ha attraversato parecchie volte i pensieri.

L’università sarebbe stato un ambiente stimolante e nuovo per me: nuove persone, nuovi professori, la responsabilità di doversi organizzare lo studio autonomamente, insomma, un ambiente che mi avrebbe responsabilizzato ancora di più rispetto alla scuola superiore.

Dall’altra parte però vedevo il mondo del lavoro: il mondo dei grandi, dove impari a prenderti più responsabilità rispetto a quelle che ti sei preso fino a quel momento e che ti rende indipendente anche economicamente nei confronti dei tuoi genitori.

È stata una scelta difficile, ma il periodo di covid mi ha aiutata a capire che continuare a studiare non era il percorso adatto per me in quanto mi causava troppo stress e soprattutto non avevo intenzione di far spendere soldi ai miei genitori per ‘scaldare’ i banchi dell’università senza avere la giusta motivazione.

Mi sono diplomata il 24 giugno del 2020, mi sono presa un paio di settimane per potermi godere finalmente l’estate, dopodiché mi sono messa subito a cercare un lavoro, ho passato qualche giorno a redigere il mio curriculum, in modo che fosse il più corretto e chiaro possibile e, soprattutto, potesse fare una buona impressione. 

A inizio luglio ho sostenuto il mio primo e unico colloquio presso una ditta di Costruzioni di Busca, dove ancora lavoro: un’ora di colloquio dove sono state valutate le mie abilità e la mia volontà di intraprendere il percorso lavorativo.

Il 27 luglio 2020 sono stata definitivamente assunta presso il loro ufficio amministrativo, ho iniziato tre mesi di stage a seguito dei quali, se tutto fosse andato bene, il mio contratto sarebbe diventato di apprendistato per tre anni. Fortunatamente così è stato.

La ditta per cui lavoro si occupa di costruzioni di strutture metalliche dall’acquisto della materia prima alla costruzione in cantiere: il mio lavoro è un lavoro vario, non mi occupo soltanto dell’amministrazione, ma ho anche altri compiti. Mi occupo dei fornitori: registro le fatture che riceviamo, effettuo i pagamenti dei bonifici, metto in ordine le bolle che riceviamo. Organizzo le note spese dei dipendenti, la documentazione riguardante la sicurezza dei cantieri, la certificazione 1090, che è una marcatura CE per i prodotti da costruzione, le bolle per il materiale che portiamo in lavorazione ai fornitori oppure ai clienti quando consegniamo il prodotto che andremo poi a montare in cantiere.

La parte più interessante, a parer mio, è il rapporto con l’estero in quanto abbiamo dei cantieri in Francia e in Inghilterra: organizzo i voli e la documentazione per i dipendenti che vanno a lavorare in Inghilterra,   preparo le bolle per le spedizioni di materiale in Francia e la documentazione per ogni cantiere.

Tutto ciò che faccio è  inerente al percorso scolastico che ho seguito, questo perché io ho frequentato il corso RIM ovvero Relazioni Internazionali per il Marketing. Durante il mio percorso ho studiato tre lingue: inglese, francese e tedesco. Ho scelto quell’indirizzo perché, al momento dell’iscrizione alla scuola superiore ero parecchio indecisa tra il liceo linguistico e ragioneria.

Alla fine ho preferito iscrivermi a ragioneria in primo luogo  perché, non essendo ancora sicura di cosa volevo fare dopo, quel tipo di scuola mi dava la possibilità, completati i miei 5 anni, di scegliere liberamente tra il lavoro e l’università.

In  secondo luogo perché avevo scoperto che dalla terza superiore avrei potuto scegliere tra tre indirizzi, AFM (amministrazione finanza e marketing che è incentrato sullo studio in modo più approfondito del diritto e dell’economia),  SIA (sistemi informativi aziendali in cui si incentra lo studio sull’informatica oltre che sull’economia) e infine RIM, che conteneva la terza lingua (o tedesco o spagnolo).

Lo studio approfondito delle lingue, che mi hanno sempre appassionata, mi ha aiutato molto perché ora per il lavoro che svolgo le lingue per me sono essenziali e il sapermi far capire dalle persone ‘straniere’ con cui sto parlando è fondamentale.

comunicato stampa

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