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Attualità | 17 gennaio 2022, 09:45

"Non ci manca il lavoro, ma non troviamo personale": la gelateria Ansaldi di Cuneo rischia di chiudere

Lo hanno comunicato attraverso un post su Facebook, che ha scatenato moltissime reazioni e ha evidenziato quello che è un problema del settore: non si trovano più camerieri, cuochi, gelatai o pasticcieri

"Non ci manca il lavoro, ma non troviamo personale": la gelateria Ansaldi di Cuneo rischia di chiudere

Un post su Facebook per dire pubblicamente ciò che molti, nel campo della ristorazione e della somministrazione, denunciano da tempo. Trovare del personale è difficilissimo, quasi impossibile. Mancano cuochi, camerieri, pasticcieri, gelatai, panettieri, non si trova chi stia dietro il bancone di un bar a preparare o servire caffè. 

Ha scatenato molte reazioni, la maggior parte di solidarietà, quello che è stato scritto sulla pagina Facebook della Gelateria Ansaldi, storico esercizio della città di Cuneo, in contrada Mondovì. Gelateria e cioccolateria, ma anche caffetteria che, negli anni, ha abbracciato i prodotti da forno. Tra le più conosciute e apprezzate in città.

"Rischiamo di chiudere".

E non perché manchi il lavoro, anzi.

Enrico Ansaldi e la moglie Angela Ornella Bozzano hanno lavorato così tanto, durante le Festività natalizie, che hanno deciso di chiudere per rifiatare, stanchi e abbattuti come non mai. Stanchi per l'immenso lavoro e abbattuti perché di fronte ad una scelta. Quella di non riaprire più. Dopo decenni di lavoro, tra la scelta di investire e ampliare i locali, tra le mille spese e l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia, si trovano anche a vivere la difficoltà, insormontabile, a trovare personale.

"Noi avremmo una voglia matta di accogliere persone motivate, di qualsiasi età, felici di fare alcuni dei lavori più belli del mondo: produrre cibo e accogliere le persone", scrivono nel post. 

"Stiamo vivendo un momento molto complesso - ci dice al telefono il signor Enrico Ansaldi. Chi fa il mio lavoro e, in generale, chi ha una partita iva, si ritrova con l'opinione pubblica contro. Veniamo accusati di non pagare, di sfruttare il personale. Certamente c'è qualcuno che lo fa, ma noi abbiamo sempre messo in regola, abbiamo sempre pagato i tirocinanti o i ragazzi in apprendistato più di quanto prevedesse la disciplina contrattuale. Sentirsi dire che non troviamo personale perché non siamo onesti è una cosa che ci fa molto male. Il nostro è un mestiere bello, che si impara con il tempo; a volte arrivano qui ragazzi che devono imparare tutto. E noi insegniamo, con pazienza, sperando di vederli crescere. Poi, dopo qualche mese, se ne vanno e si deve ripartire dall'inizio. A Natale ci siamo trovati senza la dipendente dall'oggi al domani. Stiamo davvero pensando di mollare".

Continua: "Non pensavamo di scatenare così tante reazioni con quel post. Ma abbiamo voluto dare un segnale, evidenziare quanto sia difficile continuare a lavorare con serenità, cercando di dare un servizio mantenendo la qualità e il sorriso, che è quello che le persone vogliono e devono avere. Normalmente, a gennaio, ci fermiamo per qualche settimana. Quest'anno abbiamo anticipato la chiusura perché io e mia moglie eravamo davvero troppo stanchi. Riapriremo? Davvero non lo sappiamo. E questo ci rende tristi, perché amiamo quello che facciamo".

Barbara Simonelli

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