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Attualità | 17 gennaio 2022, 12:15

Accidentalità e dolo: decine di incendi boschivi in Granda, dove lo stato di pericolosità è massimo

Nell'ultima settimana impennata di episodi, che hanno visti impegnati i volontari AIB e i vigili del fuoco. Gli ultimi interventi nel Monregalese

Accidentalità e dolo: decine di incendi boschivi in Granda, dove lo stato di pericolosità è massimo

Lo scorso 16 gennaio la Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di massima pericolosità per incendi boschivi su tutto il territorio, sulla base del livello di pericolo e dei prodotti forniti dal Centro funzionale regionale di Arpa Piemonte.

La nostra provincia, come è evidente dall'immagine a corredo del pezzo, è tutta colorata di arancione e rosso, che significa uno stato di pericolo elevato o molto elevato.

A confermarlo i numerosi interventi dell'ultima settimana, che hanno visto impegnati nel contenimento degli incendi boschivi i volontari AIB (Antincendi boschivi della Regione) e i vigili del fuoco. Gli ultimi nella serata di ieri a Frabosa Sottana e Bossea, nel Monregalese.

Diversi interventi, nei giorni scorsi, anche in valle Maira, avvenuti a breve distanza di tempo l'uno dall'altro. "Viene da pensare che, in questi casi, si tratti di incendi dolosi, per come si sono innescati", evidenzia Michele Fortunato, vice responsabile provinciale degli AIB della Granda.

Il comandante dei vigili del fuoco della provincia, Vincenzo Bennardo, sottolinea come siano soprattutto l'incuria e l'accidentalità a scatenare i roghi. "E' tutto secco, non piove da settimane e non c'è neve. Basta davvero una scintilla per far scoppiare un incendio. Qui da noi l'autocombustione non esiste, per cui c'è sempre la mano umana, anche inconsapevolmente".

In questo periodo e fino al permanere dello stato di massima pericolosità, si ricorda che sono vietate, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio, quali: accendere fuochi, accendere fuochi pirotecnici, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare apparati o apparecchiature che producano faville o brace, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale combustibile o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio; è vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio. Le violazioni dei divieti e l’inosservanza delle prescrizioni comportano l’applicazione di sanzioni amministrative da un minimo di euro 200 a un massimo di euro 2.000, oltre alle sanzioni penali.

Barbara Simonelli

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