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Attualità | 19 gennaio 2022, 08:02

Fondi per l'edilizia sanitaria, mezzo miliardo va alla Granda. Le reazioni della politica regionale

310 milioni di euro per Cuneo, 195 per la realizzazione del nuovo presidio sull'asse Savigliano-Saluzzo-Fossano

Fondi per l'edilizia sanitaria, mezzo miliardo va alla Granda. Le reazioni della politica regionale

Approvata nella giornata di ieri, martedì 18 gennaio, da parte del Consiglio regionale, la prima programmazione di indirizzo di carattere strategico generale di investimenti in edilizia sanitaria per la realizzazione di sei nuovi presidi ospedalieri in Piemonte.


Due, come noto, le strutture previste dal piano in provincia di Cuneo. L’Asl Cn1 vi figura per un importo di 195 milioni di euro per la realizzazione del nuovo presidio ospedaliero, dotato di Dea di primo livello, a servizio dei territori di Savigliano, Saluzzo e Fossano (63mila metri quadrati la superficie prevista).
Sul capitolo relativo al nuovo ospedale di Cuneo (102mila metri quadrati) sono invece assegnati risorse per 310 milioni di euro.

Ecco quali sono state le reazioni della politica a questa importante approvazione.


DEMARCHI (LEGA): "NUOVO OSPEDALE NECESSITA POTENZIAMENTO VIABILITA'"


“La possibilità che si sta aprendo per la Sanità della Granda - ha commentato in seno alla votazione per i fondi per i nuovi ospedali il consigliere regionale saluzzese della Lega Salvini Piemonte Paolo Demarchi -, con il nuovo investimento nell’ambito della pianura Saluzzo-Savigliano-Fossano e con l’unione del Santa Croce e Carle in un unico polo all’avanguardia, deve essere seguita da un potenziamento della viabilità. Se l’area cuneese dovrà servirsi del completamento della tangenziale, l’ospedale Fossano, Savigliano e Saluzzo che potrebbe sorgere lungo la direttrice stradale individuata ha invece bisogno di una viabilità adeguata. La strada provinciale 622 recentemente ceduta ad Anas continua ad essere teatro di incidenti e disservizi, la linea ferroviaria adiacente potrebbe, se ripristinata, supportare un bacino di utenza potenziale di oltre 80mila abitanti delle vallate e della pianura saluzzese che insisteranno sulla nuova realtà sanitaria”.

DAL PD: "DISCUTIBILE PUNTARE TUTTO SUI FONDI INAIL"

"Ogni atto di programmazione è benvenuto - commentano Domenico Rossi, Vicepresidente Commissione Sanità e Raffaele Gallo, Presidente Gruppo Pd del Consiglio regionale - tanto più nell’ambito dell’edilizia sanitaria, nel quale il Piemonte sconta un alto livello di obsolescenza."

"Il piano approvato - continua la nota - presenta, però, tantissime criticità. Prima di tutto gli importi sono sottostimati in rapporto ai posti letto ipotizzati, soprattutto se paragonati ai nuovi fondi per la Città della Salute e della Scienza di Novara dopo che la gara è andata deserta. Rileviamo, infatti, che mancano almeno 250 milioni di euro. In queste settimane, inoltre, l’assessore non ha sciolto il nodo dei 100 milioni previsti per la progettazione degli ospedali.

"Tutte questioni che, già evidenziate in Commissione, la Giunta e la maggioranza hanno deciso di ignorare - prosegure - ma senza i progetti INAIL non prende nemmeno in considerazione la fattibilità di quanto indicato. Discutibile anche la scelta di puntare tutto su INAIL, mettendo in secondo piano altre forme di finanziamento a partire da quelle governative, che, in questo modo, andranno a finanziare i nosocomi di altre regioni."

"Riteniamo grave, infine, che, dopo due anni e mezzo di legislatura, non si siano sciolti i nodi relativi al territorio del VCO. Abbandonata l’idea dell’ospedale unico, il territorio è rimasto vittima dei conflitti interni al centrodestra e, purtroppo, non si vedono ancora soluzioni all’orizzonte. Situazione analoga a quella dell’ASL TO5 sulla quale abbiamo presentato un emendamento, respinto dalla maggioranza.

Molto grave, infine, il voto contrario all’ordine del giorno, a prima firma Rossi, con il quale abbiamo voluto porre l’attenzione sul tema della legalità e della trasparenza. Questo nuovo piano, insieme a quello approvato nel 2018, mette in circolo lavori potenziali per quasi 3 miliardi di euro a cui aggiungere gli importi del PNRR. Un’opportunità per il sistema economico, ma anche una realtà da monitorare con attenzione per le possibili infiltrazioni mafiose e i fenomeni corruttivi. E’ fondamentale andare nella direzione di una centralizzazione delle competenze e dell’adozione di percorsi di trasparenza e partecipazione come i patti di integrità e protocolli con Prefettura e Forze dell’Ordine."

BONGIOANNI (FDI): "PROVVEDIMENTO DI PORTATA STORICA"

Paolo Bongioanni, presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale del Piemonte, è intervenuto sulla deliberazione approvata sul futuro piano di edilizia sanitaria regionale, che è “un passo importante, utile a far partire un percorso che, indubbiamente, richiederà diversi anni e coinvolgerà molte realtà, a partire dagli enti locali e da chi opera nella sanità tutti i giorni (quindi tutto il personale socio-sanitario), con i quali sarà indispensabile avere un dialogo proficuo al fine di ottimizzare il lavoro inerente a queste future edificazioni”. Quali sono gli aspetti a cui fa riferimento il capogruppo di FDI? “In primis, gli aspetti socio-economici, ovvero l’impatto che una struttura come un nuovo ospedale può avere sulla comunità, anche in termini di ricadute economiche e sociali sul territorio. Non va dimenticato che un ospedale genera indotti importantissimi in una città”. In seconda battuta, sono importanti i contenuti: occorre fare in modo che gli ospedali vengano “attrezzati a dovere dal punto di vista sia  delle stutture e servizi, che del personale  operante, facendo sì che la struttura possa dialogare in maniera ottimale con la rete territoriale della medicina, che vedrà, grazie al PNRR, la possibilità di molte case di comunità e di centrali operative territoriali, che dovrebbero fare funzionare in modo più appropriato la rete territoriale della medicina, anche auspicando che a livello nazionale si possa agire per migliorare il sostegno alla medicina generale, primo filtro tra paziente e ospedale. Un dettaglio che, lo si è visto specialmente nella prima parte della pandemia, è sin qui mancato”. Secondo Paolo Bongioanni sarà essenziale, una volta individuata la modalità con cui si finanzieranno queste operazioni, poter contare sulla certezza di queste risorse, visto che si dovrà competere con altre regioni per ottenerle, a partire da quelle del Centro-Sud, al quale il PNRR già destina ingenti risorse, peraltro sottraendo diverse decine di milioni al Piemonte per le case di comunità, che verranno coperte in modo diverso. In riferimento alla provincia di Cuneo, il consigliere ha evidenziato che “la costruzione di due nuove strutture, una per servire il bacino del Saviglianese-Saluzzese, l’altra per il capoluogo, è un grande segnale di come la Regione Piemonte intenda investire su questi due territori e le risorse più cospicue andranno a Cuneo per l’hub di secondo livello”. Tuttavia, accanto all’edilizia sanitaria serve portare, di concerto con le altre regioni, “proposte utili a livello nazionale per migliorare e riformare la sanità, partendo ad esempio dall’abolizione del numero chiuso per le facoltà di Medicina, migliorando la qualità e la natura dei contratti di lavoro per il personale sanitario, chiarendo in modo più accurato la distinzione tra operare in regime di sanità pubblica e in regime di sanità privata convenzionata. Se si saprà fare tutto questo, allora l’edificazione dei nuovi ospedali potrà contare davvero su basi solide e sarà accompagnata da un progresso generale della sanità regionale, che dovrà avere in Azienda Zero un forte coordinatore e che dovrà essere accompagnato da un piano socio-sanitario rinnovato e studiato anche per far fronte a qualsivoglia problema sanitario”.

GAGLIASSO (LEGA): "ALLA GRANDA LA FETTA MAGGIORE"

“Con questo atto la Regione
- ha commentato il consigliere cuneese della Lega Salvini Piemonte Matteo Gagliasso, che siede in commissione Sanità - ha delineato un piano di investimenti razionale e organico che prevede per la Granda lo stanziamento della maggior voce di spesa dell’intero Piemonte. La nuova struttura contigua all'ospedale di Cuneo e il riordino del sistema sanitario Saviglianese, Saluzzese e Fossanese supera i 500 milioni di euro e il programma di investimento in edilizia sanitaria non prevede solo il nuovo ospedale e il Dea, ma si rivolge anche alla razionalizzazione delle situazioni di obsolescenze che oggi generano rilevanti costi di gestione e di manutenzione. Un efficientamento che verrà realizzato attraverso progetti innovativi per offrire ambienti e tecnologie d’avanguardia che porteranno ad elevare la qualità dei servizi offerti”.

Redazione

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