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Agricoltura | 21 gennaio 2022, 10:29

Nel nuovo direttivo Cia 25 componenti in rappresentanza delle zone di Cuneo, Alba, Fossano, Mondovì e Saluzzo

Il direttore Varrone: “Ora mettere in campo ancora maggiore efficienza nelle consulenze e nell’assistenza alle aziende. Le istituzioni devono aiutare gli agricoltori in modo concreto e non a parole”

Al centro il direttore Igor Varrone, con ai lati i vice Silvio Chionetti, Daniela Destefanis e Filomena Sammarco

Al centro il direttore Igor Varrone, con ai lati i vice Silvio Chionetti, Daniela Destefanis e Filomena Sammarco

L’assemblea dei delegati Cia Agricoltori Italiani di Cuneo, riunitasi al castello degli Acaja di Fossano il 15 gennaio, ha rieletto presidente provinciale, per il secondo mandato consecutivo di quattro anni, Claudio Conterno. Poi, ha deciso i vice, Marco Bellone e Marco Bozzolo, e confermato il direttore provinciale Igor Varrone, e i vicedirettori: Filomena Sammarco; Daniela Destefanis e Silvio Chionetti.

Inoltre, in base alle rappresentanze territoriali di zona stabilite dallo Statuto, ha votato il nuovo Consiglio direttivo, il cui il compito è quello di programmare gli indirizzi politico-sindacali indicati dall’assemblea degli iscritti.

Lo costituiscono 25 persone: Floriana Botto, Vincenzo Casavecchia, Claudio Conterno, Noemi Conterno, Giacomo Damonte, Roberto Damonte, Daniela Destefanis, Luca Marenco e Roberta Valletti per l’area di Alba; Sandra Arneodo, Marco Bellone, Daniele Carletto, Giampiero Fornero, Ilaria Ichino, Josetta Saffirio e Filomena Sammarco per Cuneo; Giuseppe Bertola, Fabio Bottero, Marco Bozzolo, Silvio Chionetti e Igor Varrone per Mondovì; Silvio Monasterolo e Piero Serra per Fossano; Diego Botta e Ivo Nicolino per Saluzzo.

“Costola” del Consiglio direttivo è quello esecutivo, che ha il ruolo di attuare nel concreto gli stessi indirizzi politico-sindacali: anche nei confronti delle diverse aree territoriali. Lo compongono 11 persone del direttivo: Conterno; Bellone; Bozzolo; i presidenti di zona: Giacomo Damonte (Alba), Carletto (Cuneo), Bottero (Mondovì); Monasterolo (Fossano) e Botta (Saluzzo); i presidenti delle tre associazioni legate a Cia: Marenco per i giovani imprenditori, Ichino per Donne in Campo e Casavecchia per i pensionati.

Il riconfermato direttore provinciale di Cia Cuneo, Igor Varrone, traccia un bilancio dei quattro anni passati e abbozza gli obiettivi futuri dell’organizzazione agricola. “Nei periodi più recenti – spiega – le associazioni di categoria hanno dovuto cambiare “pelle” ed evolversi, rispondendo, con sempre maggiore concretezza, alle esigenze degli iscritti. E questo è stato anche il percorso della nostra associazione. Nonostante il periodo dell’emergenza sanitaria e il fatto che le aziende del settore siano diminuite di numero, anche se quelle rimaste hanno aumentato la superficie utilizzata, ingrandendosi, come Cia Cuneo siamo cresciuti. Ringrazio i colleghi perché l’intera pianificazione gestionale e organizzativa, decisa quattro anni fa, è stata portata a termine. Uno sforzo rilevante. Abbiamo posto le basi per sviluppare ulteriormente il rapporto con gli agricoltori e migliorarci dal punto di vista professionale”.

Per quanto riguarda i progetti a venire "ci deve contraddistinguere sempre di più l’orgoglio di lavorare in Cia Cuneo, facendo primeggiare l’associazione soprattutto sugli aspetti della consulenza e dell’assistenza agli agricoltori. Quindi, maggiore efficienza e maggiore efficacia nel supporto alle aziende, occupandoci con attenzione dei loro problemi e cercando di risolverli nel modo migliore e più semplice possibile. Dobbiamo mettere in campo una continua crescita di professionalità”.

"I rapporti con le istituzioni nazionali e del territorio – sottolinea il direttore – devono essere caratterizzati da un dialogo costante e determinato. A volte magari alzando anche la voce. Bisogna che la politica capisca totalmente le problematiche delle aziende e le aiuti in modo concreto e non a parole. Occorre diminuire la burocrazia e rendere i bandi meno complicati, perché, spesso, contengono la richiesta di documentazioni assurde. E così diventa impossibile parteciparvi. Invece, sono risorse che devono arrivare sul territorio per sostenere le imprese. I controlli, poi, ad esempio quelli sui finanziamenti, sono giusti. E chi non rispetta le regole va punito. Però, a volte, succede che si blocca la pratica o si impone una multa per un errore formale come una virgola sbagliata. E questo non va bene”.

C. S.

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