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Cronaca | 22 gennaio 2022, 11:58

Santo Stefano Roero, richiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Maiolo e altri cinque imputati

Una ventina i capi d’imputazione contenuti nell’istanza avanzata dalla Procura di Asti. L’udienza preliminare fissata per il prossimo 14 marzo

Renato Maiolo

Renato Maiolo

Sono una ventina i capi di imputazioni contenuti nella richiesta di rinvio a giudizio che il pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Asti Davide Lucignani ha formulato nei confronti dell’ex sindaco di Santo Stefano Roero Renato Maiolo, chiamato a rispondere delle presunte malversazioni commesse durante gli anni nei quali il 72enne imprenditore agricolo era alla guida del piccolo municipio della Sinistra Tanaro.

Sulla base di quella richiesta, il Tribunale di Asti ha ora fissato per il 14 marzo prossimo, davanti al giudice dell’udienza preliminare Claudia Beconi, l’avvio del procedimento che vedrà alla sbarra l’ex primo cittadino, difeso dall’avvocato albese Roberto Ponzio, l’ex segretario comunale Anna Maria Di Napoli (la difendono gli avvocati Serse Zunino e Benedetto De Maio) e ad altre quattro persone (indagati due professionisti, un architetto e un geometra).

"Il mio assistito – commenta l’avvocato Roberto Ponziosi propone di dimostrare che i contributi e i finanziamenti ottenuti dal Comune di Santo Stefano Roero sotto la guida di Renato Maiolo sono stati lecitamente utilizzati per migliorare la qualità del decoro urbano, l’assetto urbanistico e il tessuto sociale e ambientale del territorio da lui amministrato. L’ex sindaco Maiolo contesta fermamente le appropriazioni e distrazioni di somme ipotizzate dagli inquirenti".

Il primo provvedimento cautelare era stato emesso alla fine dello scorso giugno dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale astigiano, Francesca Di Naro, come epilogo dell’articolata indagine (titolare dell’inchiesta battezzata "Operazione Feudo" è il sostituto procuratore Davide Lucignani) originata da un’attività di polizia erariale condotta dal Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Cuneo su incarico della Procura Regionale della Corte dei Conti, volta ad accertare presunti sprechi di denaro pubblico da parte dell’Amministrazione comunale del piccolo centro roerino.

Un’amministrazione – rilevavano gli inquirenti nel giugno scorso – che nel corso di 15 anni era stata destinataria di altrettanti milioni di euro di finanziamenti statali, prima che nel 2019 la Corte dei Conti accertasse per le casse dello stesso municipio un deficit finanziario quantificato in oltre 1,3 milioni di euro.

Ex sindaco e funzionaria sono attualmente soggetti all’obbligo di firma (una volta alla settimana) presso la Stazione Carabinieri competente territorialmente. A metà dicembre erano stati loro revocati gli arresti.

Ezio Massucco

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