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Attualità | 24 gennaio 2022, 19:01

Variante della valle Stura, Demonte risponde a Giverso: "Un no figlio di egoismo e cecità"

I consiglieri comunali hanno recentemente approvato una delibera in risposta alla decisione dei 'colleghi' di Vinadio, di sconfessare il progetto della variante: "Dopo tanta fatica, qualcuno pensa di poter far girare l'orologio in senso antiorario"

Foto generica

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"Dopo aver prodotto cinque alternative di progetto e speso ingenti risorse per rilievi e sondaggi, si decide che è tutto da rifare e si sostiene che finanziare 50 milioni di euro o 90 sia la stessa cosa".

Un passaggio - non il più duro - della lettera che il consiglio comunale di Demonte ha recentemente approvato, in risposta alle parole dell'ex-sindaco di Vinadio Angelo Giverso. Parole a corredo della deliberazione del consiglio comunale di Vinadio rispetto alla tanto discussa "variante della valle Stura", che sostanzialmente sconfessa del tutto.

Un atteggiamento considerato dai consiglieri di Demonte come figlio dell'egoismo e della cecità: "Frasi come 'il comune di Vinadio non ha mai condiviso', 'il comune di Vinadio ritiene assolutamente irrealizzabile', 'inevitabilmente mantenere il tracciato' e 'impossibile dal punto di vista idrogeologico', stanno a dimostrare la volontà di poter decidere in proprio senza un serio confronto con gli altri soggetti interessati dall’intervento".

"Nuove valutazioni negative del tutto incomprensibili"
Nella lettera, il consiglio comunale di Demonte spiega come l'avvio allo sviluppo della progettazione definitiva del primo lotto della variante sia datata al 2017 e al reperimento di risorse finanziarie inserite nel contratto di programma 2016-2020. "E’ bene ricordare che, a seguito del finanziamento dell’opera nei mesi di aprile maggio 2016, è stato attivato un tavolo tecnico con i settori regionali e gli enti locali nel quale il tracciato è stato condiviso - proseguono i consiglieri - . Con l’inizio della progettazione definitiva è stata individuata la presenza dei ruderi del forte della Consolata. Nel marzo 2017 è stato attivato un confronto con la Soprintendenza e si è appreso dell’esistenza di un’area 'ope legis' di tutela estesa all’interezza del Podio. Si sono quindi richieste alla Soprintendenza indicazioni sulla scorta della sovrapposizione del tracciato in progetto con l’area di tutela. In esito a tali richieste e incontri non è emerso da parte della Soprintendenza alcun motivo ostativo alla prosecuzione dell’iter progettuale sulla soluzione condivisa. Soltanto nel 2019, a distanza di oltre cinque anni rispetto alle prime elaborazioni progettuali, viene attivato il procedimento di Verifica di interesse Culturale. Le diverse valutazioni a cui detto ufficio perviene successivamente, ricavandone il giudizio di impatto del nuovo tracciato stradale, sono incomprensibili, atteso che fino dall’inizio la Soprintendenza conosceva bene la localizzazione del tracciato".

Il 30 aprile 2019 la Soprintendenza ha infatti emanato determinazioni in netto contrasto con quelle del luglio 2018, in cui si sosteneva che lo studio del paesaggio fosse sostanzialmente esaustivo, l'interferenza con le strutture ipogee del forte altamente improbabile e che per la tutela archeologica veniva richiesto un programma di accertamenti . "Appare inutile parlare dell’alternativa di tracciato numero 1, e cioè interamente in galleria, in quanto oltre a richiedere un impegno economico circa due volte superiore a quello del progetto definitivo, presenta problematiche rilevanti quali l’allocazione del materiale di smarino, maggiori tempi di esecuzione e prolungati disagi - dicono i consiglieri - . Nonostante questo la Direzione generale archeologia e belle arti e paesaggio, per i motivi espressi nel Parere Tecnico Istruttorio in data 27.09.2019, ha ritenuto di esprimere una valutazione negativa, annullando di fatto tutto l’iter procedurale faticosamente portato avanti".

Il servizio di Report e l'Acqua Sant'Anna
Nella lettera si cita anche il servizio di Report del 25 ottobre scorso, incentrato proprio sull'argomento della variante: "Ben venga il ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, con la richiesta di sanzionare i soggetti titolati per i mancati interventi e per il danno alla salute per inquinamento derivante dal traffico".

Nel documento redatto da Giverso, poi, si chiama in causa anche Acqua Sant'Anna, che come si legge nella lettera "avrebbe contribuito a creare confusione sostenendo con faciloneria e improvvisazione diversi sistemi di trasporto e non assumendo decisioni a causa di litigi": "Forse chi ha partecipato in prima persona a tutto l’iter approvativo e costruttivo dell’azienda, ed è stato uno dei soggetti attivi di tutta l’operazione dovrebbe, anziché proporre inutili relazioni, prendere atto che la sottovalutazione del problema del trasporto ha creato quello scompenso ambientale che tutti abbiamo sotto gli occhi e che sta distruggendo la comunità di valle" commentano i consiglieri.

"Serve più senso di comunità, unire le forze per le modifiche necessarie"
"Leggere di una amministrazione pubblica che plaude per la 'lungimiranza di un Ministero' che ha deciso unilateralmente di bloccare un progetto di tale valenza rende esterrefatti - si legge ancora nella lettera - . Non si sta parlando di un capriccio progettuale, siamo di fronte al un intervento che tende a eliminare una situazione di grave pericolo per i pedoni, pesante inquinamento per i gas di scarico, rumore assordante e continuo e vibrazioni, e può, nel prossimo futuro, far rivivere il prezioso centro medioevale oggi completamente abbandonato".

Secondo l'amministrazione di Demonte "sarebbe necessario fare emergere questo senso di comunità, unire le proprie forze per rimuovere detto vincolo e, nel caso, apportare qualche modifica agli elaborati di progetto".

"Ma nell'ultimo capoverso della parte dispositiva del provvedimento - concludono i consiglieri di Demonte - , si invita il Ministro a dirottare il finanziamento su Vinadio e sul suo forte, con una nuova soluzione viabile, come se bastasse tracciare una linea sulla carta. Dopo tanto lavoro e fatica qualcuno ritiene ancora di autonominarsi arbitro della situazione, e fare girare l’orologio in senso antiorario".

redazione

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