Scuole e corsi - 24 gennaio 2022, 08:44

Cervasca, la dirigente dell'istituto comprensivo: "Scuola in presenza una follia. Ma grazie alle famiglie per supporto e comprensione"

"Passiamo le giornate a realizzare attività di tipo sanitario, che niente hanno a che vedere con quello che dovrebbe fare un dirigente scolastico. Chi decide, dall'alto, è scollegato dalla realtà"

Cervasca, la dirigente dell'istituto comprensivo: "Scuola in presenza una follia. Ma grazie alle famiglie per supporto e comprensione"

Per due anni ho visto nel Covid-19 il nemico, l’ho combattuto, anche sul piano personale, e come ‘mondo scuola’ il pensare di raggiungere la luce oltre il tunnel ci dava forza di lottare tutti insieme. Ma quando a metterci in difficoltà è una nuova norma, che inchioda noi dirigenti scolastici a realizzare quotidianamente un lavoro che non ci spetta, diventa tutto più difficile”.

Non si risparmia Cristina Bersani, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Cervasca, nel delineare le difficoltà che sin dal 7 gennaio stanno caratterizzando su base giornaliera l’attività scolastica del paese. Una realtà che travalica i confini comunali raggiungendo quelli nazionali e che, come ricorda proprio Bersani, non vede alcun eroe di buon cuore come protagonista: “Siamo tutti sulla stessa barca, noi membri dello staff scolastico, nel lavorare 14-18 ore al giorno senza soluzione di continuità”.

Passiamo le giornate a realizzare attività di tipo sanitario, che niente hanno a che vedere con quello che dovrebbe fare un dirigente scolastico – prosegue Bersani - . Questo significa che chi ha potere decisionale è totalmente distaccato dalla realtà: la tanto sbandierata ‘scuola in presenza’ è uno specchietto per le allodole buono soltanto per i proclami alla nazione. Ma nel concreto, con queste regole, è irrealizzabile, si è rivelata una follia”.

A Cervasca la situazione vede un tasso di presenza tra gli alunni fermo al 46%. La metà delle sezioni dell'Infanzia sono a casa, dodici classi su ventitré della primaria con sospensione dell’attività in presenza, quattro su undici della secondaria con alunni presenti solo se con green pass rafforzato ottenuto da meno di 120 giorni, e tre classi con obbligo di mascherina FFP2. Sette classi su undici, insomma, hanno adottato un dispositivo di quarantena di qualche tipo; emblematico il plesso di San Defendente di Cervasca, che vede ormai una sola classe in presenza su cinque.

Bisogna però sottolineare che, dalle famiglie cervaschesi e dai cittadini in generale, abbiamo sempre ricevuto un’ottima collaborazione – continua la dirigente - . Abbiamo chiesto molto, anche di essere tempestivi nella comunicazione delle positività dei ragazzi, e abbiamo sempre riscontrato un grande senso di responsabilità: seppur confuse e disorientate, le famiglie invece di arrabbiarsi ci hanno spesso ringraziato per gli sforzi profusi”.

Insomma, la situazione mette tutti in profondo disagio. Quel che tiene in piedi tutto e tutti è la voglia di tornare al più presto a parlare e a realizzare ‘scuola vera’: abbiamo in programma di iniziare o continuare diverse attività con il territorio e l’amministrazione comunale – conclude Bersani - . I docenti hanno diritto di tornare a lavorare senza doversi destreggiare in queste difficoltà e le famiglie e gli alunni hanno quello di una scuola progettuale, inclusiva, che valorizzi talenti e creatività”.

Simone Giraudi

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