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Attualità | 25 gennaio 2022, 17:09

Bando non deserto, spunta un'offerta. Chi gestirà il biolago di Caraglio?

Una sola proposta giunta sul 'dong'. Giovedì l'apertura della busta dove si scoprirà il soggetto economico che intende gestire la vasta area di Bottonasco, tra gli interventi faro individuati dalla Fondazione Crc. Progetto da 2,6 milioni di euro che verrà inaugurato indicativamente a maggio 2022

Bando non deserto, spunta un'offerta. Chi gestirà il biolago di Caraglio?

Il bando non è andato deserto. E questo, visto il periodo, sarebbe già di per sé una notizia. L’altra notizia è che, per la gestione del biolago Acquaviva, è arrivata una e una sola offerta. Peraltro giunta al comune di Caraglio in extremis, a poche ore dalla scadenza fissata per la giornata di ieri, lunedì 24 gennaio, a mezzogiorno.            

Un primo termine per presentare le proposte era stato fissato per lo scorso lunedì 10 gennaio, poi prorogato visto il periodo di festività e l’acuirsi della pandemia. Molta la documentazione necessaria da allegare per partecipare al bando e, parallelamente, molti gli uffici tecnici chiusi (per  ferie o per Covid) che in qualche modo potevano rallentare il recupero in tempo utile di tutti gli attestati richiesti.              

Così si è scelto per lo slittamento a fine mese. Ma quindici giorni ulteriori non sono bastati a far pervenire più di una richiesta d’interesse sulla struttura che sorgerà nei prossimi mesi in frazione Bottonasco. Richiesta giunta, peraltro, sul ‘dong’.        

“Una buona notizia – spiega la sindaca di Caraglio Paola Falcosi tratta di un’offerta l molto articolata, con clausole stringenti, per cui è necessaria estrema precisione. Visto il periodo c’era un forte rischio che andasse deserto, ma siamo felici che così non è stato”.

Il fatto che si sia avanzata una singola proposta potrebbe ottimizzare le tempistiche per l’individuazione di chi andrà a gestire il parco Acquaviva. Ora l’iter prevede l’”apertura delle buste” - in questo caso si può parlare al singolare - che avverrà negli uffici comunali giovedì mattina (27 gennaio). 

Qui si conoscerà chi sarà il soggetto economico e l’entità dell’offerta. Subito dopo si apriranno le tre fasi istruttorie.

Dapprima ci sarà la verifica amministrativa con l’analisi e il controllo di tutti i dati forniti da parte di una commissione interna. Poi seguirà una verifica tecnica con la nomina di una commissione con l’individuazione di due esperti (esterni al comune) che valuteranno tutta la documentazione prevista. E infine la fase economica dove si prenderà atto dell’offerta e del rispetto dei tempi necessari previsti dal bando.

Dall’apertura della busta al via libera potrebbero passare circa dieci giorni.

Sono molti gli ambiti ‘di gestione’ della nuova struttura che potrebbe vedere più soggetti coinvolti, o una ditta, o una cooperativa o un consorzio di imprenditori. Al momento non è dato sapere in quale ragione sociale sia inserito l’unico offerente.

Nell’open day organizzato in estate da Confcommercio Cuneo erano stati circa 50 gli imprenditori che avevano fatto visita alla struttura dove sorgerà il primo biolago balneabile del Piemonte.

COS’E’ IL PROGETTO ‘ACQUAVIVA’?

Si tratta di un recupero durato anni, tra gli “interventi faro” individuati dalla Fondazione Crc che ha contribuito con un sostentamento di 2 milioni di euro.

La fruibilità della struttura vedrà il via, probabilmente, nella primavera, con previsione stimata di inaugurazione a maggio 2022.

L’area di Acqua Viva” è estesa su 15 ettari (42 giornate piemontesi) con un investimento finale di 2,6 milioni di euro (oltre ai fondi della fondazione Crc, quasi 400mila euro dal comune di Caraglio, 250mila dall’Unione Montana Valle Grana).  

Un vero e proprio polo naturalistico, su un terreno concesso dal demanio gratuitamente nel 2017 al comune della Valle Grana con il vincolo della riqualificazione. Riqualificazione che si basa nella valorizzazione dell’acqua. Con due laghi con scopi precisi.

Il primo a uso irriguo con una vasca a forma pentagonale capace di stoccare fino a 50mila metri cubi di acqua e che garantirà un bacino di riserva indispensabile per le molte aziende agricole sul territorio.

E a fianco un lago/piscina a finalità turistica. Sarà il primo bio-lago natatorio del Piemonte con un innovativo sistema di auto depurazione tramite le fitopiante.

L’attrattività del lago si unirà ad altri servizi che sorgeranno all’interno dell’ex polveriera.

Ad esempio l’ostello da 16 posti nella “palazzina del comando” dove si è cercato di mantenere la struttura per una valorizzazione storica. Un’area ricettiva con 45 posti a sedere e un’ampia area esterna per la somministrazione “vista lago”. Una tettoia per pic-nic o per attività con le scolaresche e un altro stabile dove potrebbe sorgere un punto informativo o un luogo dove noleggiare e-bike e attrezzatura riqulificato tramite bando del G.A.L. Oltre ad un parco avventura con 30 imbragature. L’area vedrà inoltre un’area camper (potrà ospitare fino a 15 mezzi) e ci sarà il recupero e la messa a punto di di 670 metri di percorso che permetterebbe di raggiungere il Filatoio, il più antico setificio d’Europa, passando per la natura. Unendo attività “outdoor” e attrattività culturale e da qui con l’anello di Curnis Auta, strada che collega Valle Maira e la Valle Stura. Inoltre nell’area esterna della struttura sorgeranno su terreni già acquistati dei parcheggi con possibilità di sosta fino a 250 mezzi.

Daniele Caponnetto

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