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Attualità | 25 gennaio 2022, 15:53

"Essenziali e costretti a stare aperti in lock down. Ora ci chiedono di controllare il green pass": tabaccai in rivolta anche in Granda

Livio Sabena, tabaccaio saluzzese e referente della FIT per la provincia di Cuneo, spiega: "Siamo a favore del green pass, ma per noi controllare tutti quelli che entrano è impossibile"

"Essenziali e costretti a stare aperti in lock down. Ora ci chiedono di controllare il green pass": tabaccai in rivolta anche in Granda

Sono pronti a scioperare. Per mezza giornata, in una data al momento non ancora stabilita, se il governo non farà un passo indietro.

Dal 1° febbraio anche in tabaccheria entrerà solo chi ha il green pass. Oggi l'incontro con il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. La FIT (Federazione Italiana Tabaccai) spera in un ravvedimento, altrimenti scatterà la protesta. 

Anche in Granda.

A ribadirlo Livio Sabena, tabaccaio di Saluzzo e referente provinciale della Federazione. "Nei nostri esercizi i passaggi sono centinaia al giorno. Non vendiamo solo sigarette, da noi si paga il bollo auto, si pagano le bollette, si fanno le ricariche. Siamo stati essenziali e costretti a stare aperti in pieno lock down. Non avevamo dispositivi, avevamo paura, molti di noi si sono contagiati e qualche tabaccaio, non dimentichiamolo, è morto per il Covid. Adesso non siamo più essenziali? Come facciamo a controllare tutti quelli che entrano? Le nostre attività sono familiari, siamo in uno o due persone a lavorarci. Non possiamo stare alla porta e verificare il green pass. Già facciamo entrare in modo contingentato, se ci mettiamo a fare i controlli rischiamo di creare code e assembramenti fuori. Da noi chi entra sta per pochi minuti, a volte 30 secondi".

La Federazione sta cercando una soluzione. Conclude Sabena: "Non mettiamo in discussione il green pass. Ma per noi controllarlo è ingestibile. Eravamo essenziali. Ora non lo siamo più? Diamo tantissimi servizi e siamo un presidio del territorio. E' giusto escluderci dall'obbligo di controllare centinaia di certificazioni al giorno".

Barbara Simonelli

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